Cosa significa essere una tutor alla pari
Cosa significa essere una tutor alla pari

Cosa significa essere una tutor alla pari

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Se c’è un’esperienza che ti cambia completamente la vita, è essere un tutor alla pari. Aiutare una persona con disabilità o DSA di vivere l’università in modo più semplice non solo dal punto di vista universitario, ma anche sociale, insegna più a te che a lei. Ti fa comprendere tutte le difficoltà che delle persone possono avere anche nelle cose che potrebbero essere, per chi non ha alcuna disabilità o disturbi, più semplici, ma anche a conoscere realtà diverse dalla tua. Amplia la tua visione sullo studio e sull’università e ti fa anche imparare quanto forti siano quelle persone, non perché vivono con disabilità, ma perché devono lottare ogni giorno contro una società che spesso li considera come dei fantasmi.

In primis, cos’è una tutor alla pari? Non va confuso in alcun modo con il tutor, in quanto il tutor è un insegnante di sostegno specializzato che può aiutare la persona disabile o con DSA sicuramente meglio e sotto più punti di vista (ad esempio, nel caso di una persona in sedia a rotelle o con dei deficit motori, ad andare in bagno). Il tutor alla pari, invece, è uno studente. Un collega universitario, in genere della magistrale e che ha già esperienza con il mondo dell’università, che dà una mano allo studente che ne ha bisogno nello studio oppure a muoversi nel dipartimento.

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Ad esempio, un tutor alla pari può aiutare in aula, a prendere appunti o a trovare il materiale didattico per sostenere l’esame, può fare da intermediario fra lo studente e il docente se ce ne fosse bisogno, oppure può aiutare con schemi, riassunti, anche semplicemente a studiare. Non ultimo, il tutor alla pari aiuta il suo studente a spostarsi in università, fra i vari edifici o aule, e magari anche nella biblioteca e nelle aule studio. Insomma, è una sorta di sostegno per gli studenti che ne hanno bisogno e ne fanno richiesta (informati nella tua università, potresti avere anche tu diritto ad avere un tutor).

Cosa differenzia il tutor con il tutor alla pari? Come già sottolineato, la differenza principale è che uno ha studiato ed è sicuramente più preparato in diverse mansioni, mentre il secondo è semplicemente uno studente. Quindi perché si dovrebbe scegliere un tutor alla pari rispetto a un tutor? Principalmente perché il tutor alla pari è un tuo pari, può diventare un tuo amico, ti vede come un suo collega o magari si rivede anche in te e che è anche stato te, nell’ansia per gli esami, nelle difficoltà nello studiare e magari ha anche svolto i tuoi stessi esami, quindi può darti qualche consiglio in più.

E il tutor alla pari, cosa ci guadagna?

Cosa significa essere un tutor alla pari

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Quando ho fatto domanda per essere una tutor alla pari, non immaginavo che avrei imparato io stessa, che mi sarei fermata a pensare e sorridere e ridere con la persona che avevo davanti, che sarebbe diventato come un amico per me. La prima volta che ho conosciuto lo studente che avrei seguito per tanti mesi, mi sono trovata davanti un ragazzo che si impegna il doppio degli altri per ottenere gli stessi risultati, che non si arrende e non cerca delle scorciatoie, che dà il massimo in tutto quello che fa, per se stesso e per tutte le persone che gli vogliono bene.

Ho trovato davanti a me una persona che ha affrontato tanto nella vita, e l’ho trovata con un sorriso gentile. In poco tempo abbiamo parlato, e ho compreso quante difficoltà ha dovuto vivere a causa della sua condizione, o meglio, a causa di come la società vede la sua condizione. Fortunatamente, non parlo di discriminazioni o bullismo (non che io sappia, almeno), quanto più di possibilità. Una volta compiuti i 18 anni, la persona disabile smette di esistere per lo Stato, e la socialità diventa sempre più difficile.

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Uscire e andare in giro quando hai dei deficit motori non è semplice, hai bisogno di qualcuno che ti segua e che ti dia una mano in caso di bisogno. Allo stesso modo, andare in università, magari con ore buca, magari con la pausa pranzo, non è una passeggiata. Servono luoghi adatti, servono persone che ti siano amiche, e su questo devo dire che mi sono commossa. Sarà che siamo tanto abituati a leggere di storie tristi e di discriminazioni, ma ogni volta che degli studenti si avvicinano alla persona a cui faccio da tutor alla pari, scherzano con lui, lo fanno ridere e sorridere, io sono orgogliosa di questa generazione.

Essere tutor alla pari è questo. Scoprire delle difficoltà che le persone con DSA e disabilità devono vivere e vedere come riescono comunque a superarle, da sole oppure in compagno. Seguire il loro percorso accompagnandoli, aiutandoli, magari anche spingendoli per dare loro la spinta di essere più indipendenti (quando possibile). Dopo che fai la tutor alla pari, non torni più indietro, perché comincerai a vedere il mondo un po’ più a colori.

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