Bullismo e cyberbullismo due dei fenomeni che continuano ogni giorno a fare vittime tra ragazzi di giovane età ed adolescenti. Ma ci siamo mai chiesti cosa sono in realtà questi due fenomeni nei particolari? Leggete questo articolo per scoprirlo.

È triste venire a conoscenza che nonostante le numerose iniziative, serie tv, film, libri e testimonianze di vecchi alunni il fenomeno del bullismo rappresenti una delle problematiche principali ancora incombenti tra i ragazzi. Il bullismo spesso noto sotto forma di molestie che un ragazzo compie nei confronti di un suo pari ha le sue radici già a partire da molti anni orsono e fa rabbrividire il fatto che nonostante si sapesse già prima degli anni ’70 di questo fenomeno solo durante gli inizi di quest’anno ci si è impegnati per la prima volta nello studio sistematico di tale comportamento.
Molto spesso tutto ciò non è stato messo sotto ai riflettori perché questi fattacci avvengono in luoghi nascosti o ancora una volta perché colui che è vittima non ha avuto il coraggio di denunciare. Ma è ancora più angosciante sapere che spesso coloro che conoscono i fatti che sono avvenuti contro la vittima non lo aiutano a denunciare ma nascondono il bullo.
La scuola rappresenta il luogo ideale o meglio il palcoscenico di questi eventi perché è difficile individuare chi è semplicemente vittima di uno scherzo da chi rappresenta una reale vittima e solo negli ultimi anni sono stati approfonditi questi temi e si è chiesto qual è il ruolo dell’insegnante e dei genitori e soprattutto come può una vittima di bullismo difendersi dal bullo.
Cos’è il bullismo?

Il fenomeno del bullismo/cyberbullismo è caratterizzato da azioni violente, moleste e intimidatorie o da fenomeni come l’esclusione sociale e perpetrati intenzionalmente e ripetutamente, da un singolo o da più persone, su una vittima, anche online (cyberbullismo). È caratterizzato da scarsa tolleranza e non accettazione verso chi si differenzia per etnia, per religione, per caratteristiche psicofisiche, per genere, per identità di genere, per orientamento sessuale e per particolari realtà familiari.
Dan Olweus colui che fu lì iniziatore delle ricerche di questo fenomeno in Svezia e Norvegia attraverso la somministrazione di questionari per mostrare la brutalità del fenomeno afferma che il bullismo è:” uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato e vittimizzato, quando azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni.
Per azioni offensive si intende chiunque voglia offendere la persona attraverso l’uso della parola o ricorrendo al contrasto fisico, per esempio spingendo con forza, picchiando o dominando l’altro. Talvolta le azioni offensive possono essere rappresentate anche da azioni di beffa ovvero con smorfie e gesti sconci, portando l’esclusione dell’individuo vittimizzato dal gruppo. Il bullismo può scaturire sia da un singolo bullo sia da un gruppo e allo stesso modo la vittima può essere singola o multipla.
Bullismo diretto e indiretto
È importante differenziare quello che è il bullismo diretto dal bullismo indiretto, il primo si manifesta attraverso attacchi diretti alla vittima mentre il secondo consiste in una specie di isolamento sociale e quindi dall’esclusione dal gruppo. Per Olweus il bullismo è caratterizzato da tre parti fondamentai:
- Intenzionalità
- La persistenza ne tempo
- La dimensione del potere esercitato sulla vittima
Le figure che caratterizzano ilo fenomeno del bullismo sono:
- Il bullo, colui che compie atti oltraggiosi oppure né ordina l’esecuzione.
- I gregari, coloro che rappresentano i bracci destri del bullo.
- Gli spettatori, coloro che assistono senza denunciare o addirittura coloro che ridono e istigano il bullo o chi interviene e aiuta la vittima.
- La vittima, colui che subisce i soprusi
- Bullo-vittima, colui che si mostra sia come martire che come carnefice.
Qualche dato sul bullismo
Secondo i dati della Sorveglianza HBSC Italia 2018 e l’indagine Istat del 2019 gli atti del bullismo che avvengono all’interno del territorio scolastico decrescono con l’età, infatti il 22,5% di soggetti ha subito prepotenze una più volte al mese tra gli 11 e i 13 anni e il 17,9% fra i 14 e i 17 anni.
Il bullismo inoltre riguarda entrambi i sessi ma ancora una volta sono le donne a essere maggiormente colpite, Infatti sempre secondo l’indagine conoscitiva dell’Istat del bullismo oltre il 55% delle ragazze tra gli 11-17 anni è stato oggetto di violenza qualche volta nell’anno mentre il 20.9% hanno ricevuto vessazioni almeno una volta al mese e per finire il 9,9% delle ragazze ha subito del bullismo una o più volte a settimana nei confronti dell’ 8.5% dei maschi.
Cos’è il cyberbullismo?
L’era dei social, di internet e dei cellulari ha rafforzato ancora una volta i bulli che si sono muniti di queste risorse digitali per compiere atti violenti. Le nostre tecnologie presentano infatti un doppio volto da una parte permettono di socializzare e incontrare nuove persone ma dall’altra parte l’uso improprio che ne viene fatto da taluni genera un attacco contro figure indifese sfruttando anche l’anonimato e il meccanismo di diffusione mondiale delle offese.
Proprio per questo è stato coniato il termine “cyber bullismo” per mettere in evidenza qualunque oltraggio, offesa o violazione fatta da un singolo individuo o da un gruppo nei confronti dell’altro sfruttando le tecnologie. Il bullo può agire in diversi modi tra cui attraverso la pubblicazione di fotografie, video o informazioni private o attraverso la divulgazione di falsità e maldicenze o per finire attraverso minacce ripetute. Nancy Willard ha proposto una distinzione tra vari tipi di cyberbullismo:
- Flaming: messaggi online oltraggiosi e violenti spesso attraverso i forum.
- Molestie: invio di messaggi di insulto.
- Denigrazione: danneggiare la reputazione altrui tramite pettegolezzi.
- Rivelazioni: pubblicazione di contenuto oltraggioso o imbarazzante dell’altra persona.
- Sostituzione di persona: farsi passare per la persona bulizzata violando la sua privacy e pubblicando messaggi che possono comprometterne la reputazione.
- Inganno: pubblicare le confessioni che sono fatte segretamente
- Esclusione: escludere un persona dal gruppo online ferendola
- “Cyber-persecuzione”: molestie e denigrazione della persona attraverso le minacce
Testimonianza diretta sul bullismo
È interessante fare un esempio diretto su questo fenomeno per incoraggiare chiunque né vittima a non nascondersi più per paura ma andare a denunciare i bulli. E’ interessante l’esempio di Mavì una ragazzina che ha 11 anni decide di fare qualcosa per la società e aiutare chi fosse afflitto dal tumore tagliando i suoi lunghi capelli per donarli loro. Per questo su gesto fu nominata Alfiere della Repubblica da Mattarella ma a distanza di anni i genitori danno l’allarme spiegando che la bambina ha iniziato a essere vittima di bullismo.
Introducono il loro discorso affermando che inizialmente davano poco peso alla ragazzina che aveva avuto il coraggio di denunciare ma pian piano la cosa peggiorava di giorno in giorno. Infatti dei suoi compagni avevano cominciato a prenderla in giro sul suo aspetto ma non solo anche dicendole che era una nullità oltre a rinfacciarle il fatto che aveva fatto tutto solo per pubblicità. I genitori oggi mandano un appello: ”chiediamo che bambini e adolescenti vengono sensibilizzati sul tema del bullismo perché le parole possono essere come macigni, ferire nell’animo delle persone. Nessuno dovrebbe subire simili attacchi, a qualunque età”

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