Hai mai sentito parlare di Blue Monday? Noi di Univox ci siamo subito attivati per approfondirne di più. Si tratta di un concetto ideale di elaborazione scientifica che ebbe come risultato di una semplice equazione una scoperta straordinaria: il blue monday, infatti, corrisponde con il giorno più triste dell’anno.

Passate le feste e ripresa la solita routine, gradualmente l’eccitazione e la gioia festiva tendono a smorzarsi: è proprio al terzo lunedì del mese, secondo Cliff Arnall, che la nostra tristezza prende il sopravvento.
1. Chi ha creato il Blue Monday?
Egli avrebbe creato un’equazione presumibilmente in grado di calcolare il giorno in cui le persone si sentirebbero più tristi in assoluto. La giornata in questione in genere coincide con il terzo lunedì di gennaio, ma talvolta può cadere anche il secondo o il quarto lunedì dello stesso mese.

Questa equazione, la cui validità scientifica è stata in realtà poi smentita da diversi esperti, prenderebbe in considerazione fattori come il cattivo tempo, il debito accumulato dai consumatori a Natale, il tempo trascorso dalle vacanze natalizie e anche il numero di giorni trascorsi dal fallimento dei propositi che ci si era prefissati per il nuovo anno.
2. Si tratta solo una strategia di marketing?
È stata l’agenzia di viaggi Sky Travel a pubblicizzare il blue monday, mediante un comunicato stampa che presentava l’equazione.
Nonostante l’apparente scientificità dell’equazione, la creazione del giorno più triste è stata un’iniziativa di Sky Travel per incentivare i consumatori a prenotare le vacanze estive, senza in realtà alcuna base scientifica. In questo modo, trascorrendo la giornate “più triste” dell’anno, le persone sarebbero state maggiormente invogliate a dedicarsi ad attività piacevoli come viaggi ed esperienze all’estero.
Nonostante il “giorno più triste dell’anno” sia in realtà un’invenzione, in termini di marketing la strategia ha funzionato e il concetto è diventato subito virale in rete, venendo sfruttato da tante altre aziende nei più svariati settori (ma specialmente in quello del turismo e dei viaggi). Oltre a saldi e offerte, la giornata è diventata inoltre un’opportunità per coinvolgere i consumatori con delle azioni mirate, volte a migliorare in qualche modo questo giorno.

Esempio di un’offerta promozionale di Ryanair che fa leva sul concetto di blue monday.
Si può affermare, allora, che questa “giornata triste” è diventata un’occasione particolarmente felice per i brand, perché cade in un periodo in cui si è tendenzialmente poco propensi a effettuare acquisti – data la vicinanza alle festività e alle spese natalizie – e si trasforma, invece, in una opportunità per fare compere.
3. L’INIZIATIVA “STOP BLUE MONDAY”
Cliff Armall afferma che la sua intenzione non è mai stata quella di associarlo a qualcosa di negativo e che lo scopo del giorno più triste dell’anno era incoraggiare le persone a prendere una decisione o a intraprendere un cambiamento positivo nella propria vita.
Tuttavia, l’iniziativa è stata criticata da chi riteneva che la creazione di una giornata classificata come triste di per sé potesse avere un impatto negativo su persone già affette da problemi come ansia o depressione: «si tratta solo di etichettare una giornata come qualsiasi altra, ma in realtà questo pone molta pressione sulle persone che già normalmente hanno una malattia mentale da affrontare», ha spiegato Sophie Edwards, autrice di un blog dedicato a queste tematiche.
Purtroppo, come ha constatato Cliff Arnall, la creazione di questa giornata sembra essersi rivelata «una profezia che si auto-avvera» e quindi ironicamente, anni dopo la sua diffusione, il creatore di questa “giornata triste” è diventato un attivista dell’iniziativa “Stop blue monday” e in un’intervista ha affermato:
«un giorno mi sono reso conto che aver lanciato questa giornata non ha avuto l’impatto positivo che mi aspettavo e ho deciso di fare qualcosa a riguardo; per questo abbiamo creato il movimento “stop blue monday“, riempiendo il web di post ottimistici e usando l’hashtag #stopbluemonday».

