Famiglie: parola sempre più al plurale
Famiglie: parola sempre più al plurale

Famiglie: parola sempre più al plurale

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È dedicata al tema Famiglie, disuguaglianze e benessere dei bambini la Giornata internazionale delle famiglie 2026, che si celebra il 15 maggio. La ricorrenza è stata istituita nel 1993 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sul ruolo fondamentale di questa importante istituzione sociale.

«Le famiglie sono centrali per il progresso sociale ed economico – si legge nel sito dell’Onu -, eppure molte affrontano insicurezza reddituale, limitato supporto all’accudimento e un accesso disuguale ai servizi essenziali. Senza un sostegno adeguato, le famiglie con bambini piccoli affrontano rischi maggiori di povertà, con effetti duraturi sulla salute, l’istruzione e il benessere generale dei minorenni. L’instabilità del reddito, il limitato supporto all’accudimento e l’accesso limitato ai servizi possono ostacolare lo sviluppo dei bambini, specialmente quando sono aggravati da disuguaglianze di genere, razziali, migratorie o legate alla disabilità.

Mentre le disparità globali aumentano, la Giornata di quest’anno metterà in luce i divari in termini di reddito, istruzione, sanità, accesso digitale e servizi essenziali che plasmano le opportunità di vita dei bambini. Sottolineerà la necessità di sistemi di protezione sociale integrati — inclusi assegni familiari, congedi parentali, assistenza all’infanzia a prezzi accessibili ed educazione precoce — per rafforzare la resilienza familiare, ridurre la povertà e promuovere pari opportunità».

Famiglia, giornata internazionale

Iniziative in programma

Tra le diverse iniziative in programma si ricordano il Family Festival 2026, evento promosso dal comune di Bolzano e incentrato sulla necessità di fare rete tra famiglie, associazioni e servizi del territorio;

il festival della famiglia, promosso dall’assessorato alla Famiglia e al Terzo settore del comune di Ancona e considerato un’azione di sensibilizzazione sull’importanza della famiglia quale primo elemento fondante della società, spazio per la crescita emotiva ed affettiva, luogo di educazione, di cura e di condivisione:

il Mese delle famiglie a Rimini, manifestazione organizzata dall’assessorato al welfare del comune e dedicata al valore del tempo, il tempo come cura e responsabilità condivisa, come spazio delle relazioni quotidiane, come possibilità di attraversare insieme le difficoltà e generare nuove forme di comunità.

Riflessioni sul concetto di “famiglie”

Nonostante oggi si parli sempre più di una grande varietà di famiglie (famiglie omogenitoriali, monogenitoriali, le cosiddette step-families,..) e diversi studi scientifici dimostrino come non sono le strutture familiari ad influenzare negativamente sullo sviluppo psico-fisico di bambini e ragazzi, ma i processi e le relazioni interfamiliari disfunzionali, tanta strada ancora è da compiere perchè la questione possa essere seriamente presa in considerazione a livello politico e governativo, soprattutto a livello nazionale.

E, a tal proposito, sarebbe educativo programmare e svolgere un festival dedicato a questa tematica ancora così delicata: creerebbe occasioni per ulteriori approfondimenti in merito, lascerebbe spazio a testimonianze, a veri e propri dibattiti. In questo modo si metterebbe in evidenza come la bellezza, al giorno d’oggi, è nella pluralità della parola “famiglie”. E’ inconcepibile parlare di una sola forma di famiglia (padre, madre e bambino), è necessario aprirsi alla consapevolezza che esistano più famiglie, ognuna con la propria peculiarità, ognuna con la propria storia, ognuna in grado di offrire amore e benessere alla prole.

Famiglie, più forme

Agire in questa direzione significa essere al passo con i tempi, fare tesoro del passato, ma, al tempo stesso, superarlo per affrontare un presente che ha nuovi stimoli, nuove esigenze e che porta con sè nuovi stili di vita, in vista di un futuro che possa rispondere al meglio ad altri modi di essere e fare famiglia.

L’educazione a questo approccio aperto e flessibile dovrebbe iniziare sin dai primi anni di vita: l’importanza di accogliere e rispettare il nuovo, ciò che appare “insolito”, ma che può regalarci allo stesso modo bellezza, può meravigliarci e farci vedere il mondo da un’altra prospettiva. Certamente, in base all’età di chi si ha di fronte, si adotta un determinato linguaggio, si scelgono determinate parole. Importante è iniziare, iniziare dalla quotidianità, dalla scuola, dai contesti di vita che si frequentano.

Solo se si cura costantemente una pianta fin dalla sua prima fogliolina, si può sperare che quella pianta cresca sana e forte. Così, solo se si educano le nuove generazioni fin dalla più tenera età, si può ben sperare che queste crescano senza pregiudizi e stereotipi e, nel caso specifico, con la consapevolezza che esistano LE FAMIGLIE. Tante forme, un solo significato: gruppo di socializzazione primaria nel quale un bambino riceve una prima educazione su come stare al mondo, su come relazionarsi dentro e all’infuori di esso.

Famiglie omogenitoriali

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