Giornata mondiale della Salute Mentale: il benessere è globale
Giornata mondiale della Salute Mentale: il benessere è globale

Giornata mondiale della Salute Mentale: il benessere è globale

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Nel 1992 la World Federation for Mental Health (WFMH) ha istituito la Giornata mondiale della Salute Mentale, una data in cui vengono organizzate iniziative per diffondere consapevolezza riguardo la salute mentale e ridurre lo stigma associato alla malattia mentale.

Viene celebrata ogni anno il 10 ottobre e dal 1994 viene scelto un tema annuale, generalmente associato a un tema contemporaneo rilevante. Ad esempio, il tema del 2021 era “Mental Health in an Unequal World”, “la Salute mentale in un mondo ineguale”; argomento molto forte e dibattuto socialmente, scelto con l’intento di far luce sul disagio dei gruppi e delle comunità marginalizzate (i quali, ricordiamoci, hanno un maggiore rischio di sviluppare problematiche inerenti la salute mentale).

Il tema per il 2022 è “Making Mental Health & Well-Being for All a Global Priority”: come esplicitato dal segretario generale della WFMH, la pandemia di COVID-19 ha prodotto danni ingenti sul benessere generale della popolazione mondiale sia sul breve che sul lungo termine (via: https://wfmh.global/news/2022.22-05-01_world-federation-for-mental-health-world-mental-health-day-theme). La World Health Organization (WHO) riporta dati piuttosto drammatici: se già nel 2019 era stimato che 1 persona su 8 convivesse con un disturbo mentale, pare che durante il primo anno di pandemia l’incidenza dei disturbi depressivi e di ansia sia aumentata del 25% (via: https://www.who.int/campaigns/world-mental-health-day/2022).

giornata mondiale della salute mentale
via: https://wmhdofficial.com/

Giornata mondiale della salute mentale: la salute mentale ai tempi della pandemia

La recente ondata pandemica ha evidenziato enormi gap nelle strutture e più in generale nell’organizzazione sociosanitaria nazionale di ciascun paese colpito violentemente dal COVID-19. Nel marzo 2020 assistevamo inermi alle terapie intensive che si riempivano man mano, mentre chi si ritrovava in prima linea negli ospedali sentiva addosso tutto il peso di un sistema di welfare pubblico già depauperato e scricchiolante. Cos’è successo dopo? Con il Decreto “Cura Italia” si è progettato il potenziamento del servizio sanitario nazionale, passo necessario per non far collassare gli ospedali italiani.

Avanti di due anni, arriviamo al Bonus Psicologo: una manovra tanto richiesta quanto dibattuta in primis dai professionisti della salute mentale: nel giro di un paio di giorni dall’apertura delle richieste è pervenuto un numero almeno 3 volte superiore all’offerta realmente disponibile. Segno di una crescente richiesta di sostegno psicologico e di tante, troppe persone che vorrebbero accedere a un servizio che non possono permettersi, poiché quasi totalmente privatizzato e non incentivato dal pubblico; è notizia di pochi giorni fa l’annunciata chiusura del reparto di Psicologia del Policlinico di Bari.

salute mentale
via: Pexels

Prendersi cura di sé, degli altri e del mondo

Il benessere deve essere percepito e curato in un’ottica olistica, prendendo in considerazione non solo il corpo, ma anche la mente e il contesto sociale e relazionale nel quale si trova l’individuo. Nella Costituzione della WHO ritroviamo il concetto base di salute: “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la mera assenza di malattia o infermità”.

Ci avevate mai pensato? Avevate mai messo in dubbio che l’assenza di malattia potesse non coincidere direttamente con l’essere sani? Il giogo della prospettiva medicalizzante ha contribuito (e continua a farlo) enormemente nel determinare cosa noi giudichiamo essere più o meno sano: se posso categorizzare qualcosa, farlo rientrare o escluderlo da un determinato gruppo, posso anche definirlo e comprenderlo. Questo pensiero però è giusto nella misura in cui non limito il mio giudizio a quella definizione, perché stiamo pur sempre parlando di esseri umani. Non è solo la presenza/assenza di una disabilità o di una malattia o di una sindrome certificabile che può dirmi se quella persona stia bene o meno.

Siamo molto di più di ciò che appare dai test diagnostici o alla vista degli altri: siamo persone che provano sentimenti e vivono esperienze di vita. Non siamo tutti uguali, e purtroppo non è vero che tutti abbiamo le stesse possibilità: ce lo ha detto anche la WFMH con il tema 2021. Il problema è che una società iperperformante come la nostra non tiene conto delle innumerevoli disparità a cui sono soggetti gli individui sin dalla nascita. Crescere in un luogo economicamente povero, avere un colore di pelle rispetto ad un altro, credere in un Dio (o più divinità) comporta difficoltà di inclusione in un tessuto socioeconomico che non sempre rispetta la diversità e comprende i gap alla nascita.

Ma la società è composta da individui e funziona per gli individui stessi. Allora, forse, dovremmo imparare a mettere al centro davvero gli individui e a garantire loro benessere fisico, psicologico e sociale in tutte le salse.

Possiamo iniziare noi, prendendoci cura del mondo e lavorando perché diventi un posto migliore. Oggi, domani e tutti i giorni prendiamoci cura di noi e degli altri.

Per conoscere le iniziative della Giornata Mondiale della salute mondiale (anche in Italia): https://wmhdofficial.com/

salute mentale
via: Pexels

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