Natale con un dca: piccoli suggerimenti per viverlo meglio, un passo alla volta
Natale con un dca: piccoli suggerimenti per viverlo meglio, un passo alla volta

Natale con un dca: piccoli suggerimenti per viverlo meglio, un passo alla volta

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Si sa, uno dei periodi più attesi dell’anno è il Natale: tra il cenone della Vigilia e quello di Capodanno, i pranzi del 25 e del 26, insieme al 1° gennaio. E poi l’Epifania che, come si suol dire, “tutte le feste porta via”. Le occasioni per godere della compagnia della famiglia e degli amici non mancano di certo, insieme alla possibilità di sbizzarrirsi in cucina, di provare nuove ricette e riassaggiare i piatti tipici della propria tradizione. Per non parlare, poi, della gioia di fare e ricevere regali, piccoli simboli concreti per esprimere gratitudine a chi fa quotidianamente parte della nostra vita.

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Fonte: Pexels

Insomma, il Natale e la magia che esso porta con sé possono essere luminosi proprio come le lucine con cui le strade delle nostre città sono addobbate da novembre a gennaio.

Eppure, non è così per tutti. Ci sono persone per cui il Natale può essere un periodo molto difficile e faticoso. Chi soffre di un DCA (Disturbo del Comportamento Alimentare), non volendo, è spesso portato a vivere questi giorni con paura e ansia costanti. Pensare ai pranzi e alle cene non è per nulla semplice: tutto è incentrato sul cibo e sugli sguardi accusatori di parenti e amici e non c’è pensiero felice che tenga.

Gli eventi di questi giorni non sono visti come un’occasione per godersi la famiglia, il calore delle case o la bellezza delle chiacchiere tra amici e dello scambio dei regali: tutto viene ricondotto al cibo e al timore di non riuscire a “gestire” o a tollerare lo sguardo giudicante degli altri.

Per chi soffre di un DCA – qualunque esso sia – questo tipo di eventi possono diventare un enorme esame da superare, come se chiunque fosse presente solo per osservare ogni movimento, ogni briciola ingerita, ogni piatto rifiutato, ogni vestito indossato, ogni parola detta o taciuta. Inoltre, diventa il momento “migliore” per autogiudicarsi e per ripetersi che no, non si è in grado di farcela, di superare tutto.

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Fonte: SocialNews

Ecco che il “periodo più bello dell’anno” diventa un incubo che spaventa e blocca.

Non è semplice comprendere che non è così: il centro di questi giorni non è il cibo, i pranzi e le cene non saranno dannosi per il proprio corpo e le persone presenti non vorranno giudicare ogni gesto e parola. Né, se si sta vivendo un periodo complicato con sé stessi, si può pretendere di risolvere il tutto velocemente e definitivamente: la pazienza e la compassione sono fondamentali in un percorso di guarigione da un DCA.

Si può, però, fare dei piccoli passi, un po’ alla volta, per raggiungere una serenità sempre maggiore e palpabile.

Piccoli consigli per vivere meglio il Natale con un dca

Un ottimo inizio potrebbe essere quello di cercare di non concentrarsi troppo, nelle settimane che precedono il Natale, sulla quantità di cibo che ci sarà sulle tavole, ma vivere il momento, giorno dopo giorno. Ci si può, ad esempio, concentrare sulla possibilità di salutare parenti o amici con cui, durante il resto dell’anno, è difficile incontrarsi.

Sicuramente, evitare di leggere articoli o post che promettono di aver trovato “la dieta del secolo” per “depurarsi prima o dopo le feste” non è utile: fare una bella pulizia delle informazioni di cui ci nutriamo ogni giorno, può essere un ottimo “detox” per vivere meglio ogni festività.

Allo stesso modo, se si è consapevoli che durante gli eventi che si susseguiranno ci sono persone (zie, cugini, amici di famiglia e chi più ne ha più ne metta) che fanno discorsi “tossici” o che potrebbero turbare, può essere utile cercare di ridurre al massimo l’importanza a loro attribuita o, eventualmente, la stessa interiezione con questi. Non si è obbligati a parlare con chiunque, se questo provoca sofferenza o turbamento.

Non è utile, però, forzarsi. È bello assaggiare e mangiare con gusto, ma se non ci si sente ancora pronti al 100% si può iniziare gradualmente: spesso imporsi di “far bene” di “mangiare tutto perché devo” non fa altro che farci ottenere ciò che non vorremmo. Non ci sono obblighi, ci sono desideri e possibilità.

Può essere molto utile, inoltre, trovare un alleato o un’alleata: una sorella, un cugino o una cugina, una zia o zio, un genitore, insomma qualcuno che sia a conoscenza della difficoltà e della situazione e che sia pronto a spalleggiarci nei momenti più complicati o a condividere le piccole gioie e conquiste. Essere consapevoli che non si è soli nel proprio disturbo e nel proprio percorso, è importante. Anche affidarsi e fidarsi del proprio terapeuta – o di qualsiasi altra figura professionale ci è accanto – può dare tanta forza.

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Fonte: Pexels

E, ancora, può essere bello indossare un abito carino e natalizio che faccia sentire a proprio agio, in modo da non sentirsi né costretti in qualcosa di scomodo, né oggetto di giudizi e commenti. Di sicuro, indossare un sorriso non è mai una cattiva idea, ma, se è troppo difficile, ci si può concedere di iniziare con calma, senza pretendere da sé stessi tutto e subito.

Un’idea potrebbe essere, inoltre, cucinare qualcosa, per partecipare alla preparazione e comprendere, un po’ alla volta, che il cibo è nutrimento, coccola, compagnia, cura e può essere anche un bel dono. Allo stesso tempo, pensare che la lasagna che ha preparato la nonna o il vino del nonno o la pizza della zia e tutto il resto, sono dei piccoli doni per noi e per gli altri.

Infine, sarebbe meraviglioso se chi conosce e vuol bene a qualcuno che soffre di DCA attui delle piccole accortezze per contribuire a vivere con più serenità il Natale. Evitare i confronti (dannosi per chiunque), i commenti su cibo e corpo, su argomenti che possono essere fonte di ansia e paura è senz’altro la chiave per vivere tutti un Natale più gioioso. Piuttosto che commentare il corpo di chi si ha di fronte, per esempio, si può parlare di ciò che gli piace, delle sue passioni. Così come sottolineare quanto e cosa si mangia non fa altro che inibire chi soffri di un DCA: forse la soluzione potrebbe sempre essere “farsi i piatti propri”.

Buon Natale e Buon Anno Nuovo a tutti e a tutte, che sia sereno, un piccolo passo alla volta.

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