Bilinguismo in classe – perché è una risorsa e 3 modi per promuoverlo
Bilinguismo in classe – perché è una risorsa e 3 modi per promuoverlo

Bilinguismo in classe – perché è una risorsa e 3 modi per promuoverlo

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La scuola di oggi si concentra molto sul tema dell’interculturalità, del quale il bilinguismo è alla base. Ma prima di concentrarci su di esso, vorrei proporvi un piccola riflessione. Nel 2004 il linguista italiano Lorenzetti ha stimato che le parole pronunciabili nella lingua italiana sono più di 2 milioni, e dei circa 260.000 mila lessemi presenti (ovvero le unità minime di significato di un lessico), oltre 50.000 hanno più di un’accezione. Senza dubbio, si tratta di un numero che potrebbe far impallidire molti di noi!

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CBC Kids

Eppure quante volte ci sembra di non trovare le parole giuste per esprimerci? Di sentirci come se potessimo leggere tutto il Grande dizionario italiano dell’uso senza mai trovare quel vocabolo in grado di esprimere precisamente la sfumatura di significato che stiamo cercando? Chiaramente, di tutte queste parole mediamente se ne conosce una minima parte. Si stima (e si spera), infatti, che un diciottenne appena diplomato ne conosca dalle 20 alle 50 mila.

Proviamo ora ad immagine la mente di un bambino bilingue. Di avere un secondo bagaglio lessicale, di poter collegare ad ogni concetto, oggetto ed emozione più parole appartenenti a lingue diverse. Pensiamo a come sarebbe chiedere al nostro cervello di scegliere tra sistemi linguistici spesso diversi tra loro. Potrebbe sembrare una task ulteriore da completare, la quale potrebbe affaticare ulteriormente il nostro cervello, tuttavia diversi studi sul bilinguismo ci dimostrano che non è così.

Prima di continuare a riflettere sul bilinguismo in classe occorre chiederci però:

Cos’è il bilinguismo?

Secondo la Linguistic Society of America (LSA), il bilinguismo è la capacità di parlare due lingue. Se spiegato in questo modo, potremmo pensare che si tratti di una faccenda semplice e lineare, ci basta consultare la letteratura scientifica che si occupa di bilinguismo per scoprire che non è così!

Questo fenomeno è, infatti, diviso in tre categorie principali: co-ordinated bilingualism, all’interno del quale il bambino sviluppa due sistemi linguistici contemporaneamente (tipico, ad esempio, dei casi in cui i genitori hanno due lingue madri -LM- diverse e parlano al bambino usando ciascuno esclusivamente la pripria LM oppure dei casi in cui una lingua viene imparata a casa e una a scuola), il compound bilingualism, nel quale le due lingue vengono imparate nello stesso contesto, del quale è tipica la fase nella quale il bambino usa parole di entrambe le lingue nella stessa frase.

L’ultimo tipo è il late bilingualism, tipico di chi impara la seconda lingua dopo il periodo critico per l’apprendimento linguistico (che più o meno va dalla prima infanzia alla pubertà).

Ma perché questo interessa gli insegnanti?

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Bilinguismo in classe

L’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), stimava che già nel 2015 il 6,9% della popolazione al di sopra dei sei anni a casa usa una lingua diversa dall’italiano e il 9.5% della popolazione totale si dichiara di lingua madre diversa da quella italiana e non solo, il 92,3% delle persone con lingua madre non italiana conosce una o più lingue straniere, contro 56,6% degli individui con madrelingua italiana. Dopo aver letto queste statistiche, non può essere difficile comprendere come questi numeri entrino nelle nostre vite e nelle nostre classi.

Gli alunni bilingui, infatti, sono sempre più numerosi e troppo spesso non si sa come valorizzare le loro conoscenze e competenze all’interno della classe. La conoscenza di lingue e culture molto diverse dalla nostra può infatti essere un’enorme fonte di arricchimento per i nostri studenti che possono così imparare fin dalla più tenera età a rapportarsi con ciò che non gli è familiare in maniera curiosa, promuovendo la curiosità al posto del pregiudizio e può essere un input prezioso per l’alunno bilingue che non si sentirà così costretto a rinunciare alla sua lingua e cultura per essere accettato dagli altri.

Questo può ( e spesso deve) partire dal docente, che si approccia in maniera positiva e coinvolgente, dimostrando lui o lei stessa voglia di conoscere ed apprezzare lingue, cibi ed usanze non appartenenti alla sua cultura d’origine.

Ma quindi come possiamo promuovere il bilinguismo in classe? Ecco 3 consigli che vengono un po’ dalla mia esperienza, un po’ dai miei studi (e se avete altre idee, sentitevi liberi di suggerire nei commenti!).

  1. Supportate e valorizzate la lingua madre degli alunni! Questo si può facilmente ottenere tramite alcune piccole attività. Ad esempio, nella lezione di inglese riguardante la famiglia, abbiamo deciso di fare il nostro albero genealogico e presentarlo al resto della classe. A questo punto, quale opportunità migliore di questa per creare un “Family Tree” bilingue? Ognuno di noi ha usato o la sua seconda lingua o ha rispolverato un po’ di dialetto per presentare ai compagni la sua famiglia un po’ in inglese e un po’ in italiano, arabo, albanese, napoletano o spezzino!
  2. Supportate e valorizzate la cultura d’origine degli alunni! A inizio anno, è bene documentarsi sulle culture d’appartenenza dei nostri alunni, e includerle in qualche modo nelle nostre lezioni. Ciò si può fare anche tramite l’uso di giochi, libri, musica o film di altri paesi, per dare ad ognuno la possibilità di essere rappresentato all’interno della classe! Ad esempio, in un’unità sul cibo una buona idea potrebbe essere quella di far presentare ai ragazzi il loro piatto casalingo preferito!
  3. Valutate criticamente i materiali presentati agli studenti. Sempre di più è necessario che gli insegnanti si chiedano “quali voci, quali storie trovano uno spazio nella mia classe?”. E’ importante valutare con cura quali risorse (libri di testo, libri di narrativa, film, musica, etc) che vengono presentati alla classe ed assicurarsi che non venga presentato un solo punto di vista per fare in modo che i nostri alunni crescano con la capacità di analizzare criticamente il mondo che li circonda.
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La classe bilingue

Può sembrare un lavoro difficoltoso, che richiede tempo ed energie che spesso gli insegnanti già oberati di lavoro ed impegni non hanno, ma credo sia uno sforzo essenziale per creare una scuola nella quale c’è spazio non soltanto per imparare nozioni, ma anche per crescere come essere umani e cittadini del mondo!

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