É al primo giorno di Febbraio che ricorre la giornata mondiale dell’hijab: ad istituirla è stata la bangladese Nazma Khan nel 2013, con lo scopo di sensibilizzare la questione del velo islamico ed invitare tutte le donne ad indossarlo, contro la discriminazione, per un giorno intero.

Nazma e la World Hijab Day Organisation
“Non lasciare che il nostro orgoglio sia il tuo pregiudizio”
Nazma Khan
L’evento ha successo, partecipano molte donne che poi raccontano la loro esperienza. L’anno dopo l’iniziativa si ripete, nel 2017 lo Stato di New York riconosce la giornata mondiale dell’hijab e nel 2018 nasce la World Hijab Day Organization, un’organizzazione senza scopo di lucro che combatte la discriminazione contro le donne musulmane attraverso progetti di sensibilizzazione.
L’iniziativa di Khan, ormai diffusa in tutto il mondo, parte infatti dalla sorellanza invitando tutte le donne che non indossano il velo a provare a farlo per un giorno, mettendosi letteralmente nei panni delle sorelle musulmane. Il punto è che la discriminazione che queste sperimentano si percepisce a pelle ed è strettamente legata al loro aspetto e alla loro stessa identità, stigmatizzata e ridotta a stereotipo dalla società occidentale.

Lo hijab che valore autentico ha?
La questione vera e propria è…che ruolo ha l’hijab per la donna musulmana?
La verità è che ogni donna musulmana ha un’esperienza di fede molto personale e dunque un diverso modo di rapportarsi all’hijab. I motivi per cui scegliere di indossare il velo sono soggettivi anche se il Corano lo descrive come un gesto di modestia e riservatezza. Oggi molte donne musulmane scelgono di non indossarlo senza che questo infici in alcun modo la loro religiosità, altre invece lo vedono come parte integrante della propria fede e identità.

Certo, è innegabile che in alcuni contesti il velo possa diventare un simbolo sessista di sottomissione della donna e chi trasgredisce rischia il carcere, ma non si può per questo generalizzare: al contrario molte donne vedono l’hijab come come un modo per esprimere la loro personalità, per rivendicare le loro origini e la loro femminilità. Per alcune donne indossare il velo può essere liberatorio e femminista.
Quello che il World Hijab Day insegna è l’importanza di andare oltre gli stereotipi, di guardare le cose da più prospettive e aprire un dialogo con chi ha esperienze diverse dalle nostre. Non è solo un modo per combattere paura e pregiudizi è anche un primo step per abbracciare la complessità, arricchirci e mettere in dubbio i nostri privilegi.
Parola a Nour: La Velata Blu
Univox è un’associazione da sempre molto attiva e attenta ad offrire la voce a tutti e tutte coloro che sentono il bisogno di raccontare la propria storia. La dolce Nour, nota sui canali social come @lavelatablu, si è offerta al team di Univox per raccontare la sua storia e, soprattutto, la sua missione che porta coraggiosamente avanti tramite le sue piattaforme social:
Nel pensiero islamico, la bellezza è un qualcosa di essenziale ed è fondamentale. (…) Tramite questo profilo voglio cercare di trasmettere la mia visione e la mia filosofia del mio progetto di vita
Nour El Huda Khamis

Abbiamo intervistato Nour per conoscerla meglio e non abbiamo potuto fare a meno di notare la sua tenerezza e la sua grande forza da attivista:
Ciao Nour, piacere di conoscerti. Innanzitutto, ti andrebbe di presentarti brevemente?
Certamente! Sono una studentessa universitaria, sono un’attivista e volontaria nell’associazione Musulmani d’Italia.
Come mai hai scelto di chiamarti “la velata blu” sui social? La prima parte del nome fa riferimento al mio simbolo religioso, il velo, e anche ai miei ultimi mesi di studio, nei quali ho approfondito meglio la bellezza dell’Islam. Il secondo elemento fa invece riferimento alla persona che mi ha permesso di lanciare questo mio brand personale, ovvero mio marito.
Oggi, 1 Febbraio, è la giornata mondiale dello hijab. Come vivi questa giornata? Oggi mi sento particolarmente felice, contenta di avere questo dono della libertà di espressione e di esprimere l’amore per la mia religione.
C’è un messaggio che vorresti lanciare al mondo che verrà? Esprimete la vostra bellezza come meglio credete, non solo con quella estetica, ma anche tramite la bellezza artistica, la bellezza delle vostre ideologie e cercando di valorizzare al meglio i vostri principi e i vostri valori.
Domani uscirà il reel dell’intervista nella nostra pagina instagram @aps_univox, non perderlo!
