La comunicazione assertiva è uno strumento fondamentale per esprimere i propri pensieri, sentimenti e bisogni. Non riguarda solo le parole che utilizziamo, ma anche il tono di voce, il linguaggio del corpo e le espressioni facciali: tutti questi fattori concorrono a produrre la comunicazione.
Comunichiamo costantemente, sia verbalmente che non verbalmente, e ciò influisce profondamente sulle nostre relazioni, sia personali che professionali.
Una comunicazione efficace permette di creare connessioni autentiche, prevenire conflitti e migliorare la comprensione reciproca.
In questo articolo vengono fornite alcune definizioni dell’aspetto comunicativo e del linguaggio
Tipologie di comunicazioni
Le principali modalità di comunicazione si dividono in tre categorie: passiva, aggressiva e assertiva.
- La comunicazione passiva si verifica quando una persona evita di esprimere i propri bisogni o desideri per paura del conflitto, lasciando che gli altri decidano per lei. Questo comportamento può causare risentimento e frustrazione nel lungo termine.
- La comunicazione aggressiva avviene quando si impongono i propri punti di vista in modo violento o dominante, senza considerare i sentimenti o le esigenze dell’altro. Questo può portare a scontri e rotture nelle relazioni.
- La comunicazione passivo- aggressiva è una modalità di espressione indiretta in cui una persona manifesta il proprio disagio, rabbia o insoddisfazione senza affrontare apertamente il problema. Invece di esprimere in modo chiaro ciò che pensa o sente, utilizza comportamenti ambigui, sarcasmo, frecciatine o ostilità velata. Questa forma di comunicazione può generare confusione e frustrazione, poiché i sentimenti negativi vengono mascherati da atteggiamenti apparentemente innocui o addirittura cordiali.
- La comunicazione assertiva, invece, rappresenta un equilibrio tra le due: consente di esprimere chiaramente e onestamente le proprie opinioni, rispettando però anche quelle degli altri.
Per chiarire ulteriormente le diverse tipologie di comunicazioni proviamo a fornire alcuni esempi che possono calzare ed essere d’aiuto per la comprendere le differenti tipologie di comunicazione.
Pensiamo ad una situazione che si verifica spesso all’interno degli ambienti lavorativi: un collega lascia sempre il lavoro a metà e tu devi terminare le sue mansioni.
Comunicazione Passiva : “Non è un problema, posso occuparmene io, davvero…” In questo caso la persona ,utilizzando una comunicazione passiva, evita il conflitto, non esprimendo chiaramente il proprio disagio e accettando di fare il lavoro extra anche se non lo desidera.
Comunicazione Aggressiva : “Sei sempre così pigro e irresponsabile! Non posso credere che lasci fare sempre tutto a me, se non ci fossi io le cose resterebbero a metà !” In questo caso la persona utilizza un approccio dominante, volto a sminuire e accusare l’altro, creando tensioni e alimentando il conflitto.
Comunicazione Passivo- Aggressiva: “Oh, certo, lascia tutto a me, tanto me ne occupo io come sempre.” In questo caso invece la persona passivo-aggressiva usa sarcasmo e frecciatine per esprimere il proprio malcontento, ma senza affrontare il problema direttamente. Ciò può confondere l’altro e peggiorare la relazione.
Comunicazione Assertiva: “Mi sento frustrato quando devo finire il lavoro che lasci in sospeso. Ho bisogno che ognuno completi le proprie mansioni così possiamo collaborare meglio. Ti dispiacerebbe assicurarti che il tuo compito sia completato prima di andare via?” L’approccio assertivo utilizzato in questo ultimo esempio esprime chiaramente il disagio (uso di “Io”), comunica il bisogno e propone una soluzione rispettosa. Non c’è accusa diretta, e si offre un’apertura al dialogo.
Riconoscere e decostruire la comunicazione disfunzionale
La comunicazione disfunzionale può assumere varie forme e non sempre è riconducibile a gesti estremi come gridare o insultare. Mediante gli esempi forniti precedentemente possiamo iniziare a comprendere in che modo riconoscere quando e se sta avvenendo una comunicazione disfunzionale.
Ma una volta riconosciuta una modalità disfunzionale di comunicare come comportarsi con il nostro interlocutore o con noi stessi se ci rendiamo conto di star mettendo in atto una comunicazione infruttuosa?
Quando riconosciamo questi schemi, è fondamentale fermarsi e riflettere su ciò che stiamo veramente cercando di comunicare; la decostruzione della comunicazione disfunzionale avviene cambiando il nostro approccio: passare a una comunicazione assertiva permette di esprimere chiaramente i propri pensieri e sentimenti, rispettando sia i nostri bisogni che quelli degli altri. Ascoltare attivamente l’interlocutore, cercare di comprendere il suo punto di vista e mantenere un tono di dialogo aperto e non accusatorio sono strumenti essenziali per ricostruire la comunicazione in modo più funzionale e costruttivo.
Se ci accorgiamo di essere noi stessi a comunicare in modo non funzionale, il primo passo è riconoscere l’errore e fermarsi per riflettere e, se necessario, porre le proprie scuse per il comportamento adottato, così da dare spazio ad un’apertura al dialogo. Talvolta accade che seppur noi pensiamo di comunicare in modo funzionale dall’altra parte ci viene esposto un disagio o un momento di sconforto derivante dalla discussione: è importante non invalidare ciò che l’altro sente ma provare a conoscere i bisogni dell’altro e cercare di creare un clima di collaborazione, favorendo una comunicazione più rispettosa, ponendosi come partner affiatati nel voler risolvere insieme un nodo piuttosto che polarizzarsi come gli uni contro gli altri.
Come attuare la comunicazione assertiva
Per sviluppare una comunicazione assertiva, è necessario seguire alcune linee guida:
- Esprimersi con chiarezza e rispetto: utilizzare frasi che iniziano con “Io” anziché “Tu“, per esprimere i propri sentimenti senza accusare. Ad esempio, dire “Mi sento ignorato quando parli al telefono mentre sto cercando di parlare con te” è più efficace di “Tu non ascolti mai!”
- Imparare ad ascoltare attivamente: l’ascolto è una componente essenziale della comunicazione assertiva. Prestare attenzione senza interrompere e riflettere su ciò che l’altra persona sta dicendo facilita il dialogo.
- Mantenere un linguaggio del corpo aperto e amichevole: evitare gesti che possono trasmettere ostilità o chiusura, come incrociare le braccia o distogliere lo sguardo.
- Saper dire di no: essere assertivi significa anche saper rifiutare quando necessario, senza sensi di colpa e senza essere sgradevoli. Esprimere chiaramente i propri limiti è fondamentale per mantenere relazioni sane.
- Evitare chiusure: fermarsi ad esprimere unicamente il proprio punto di vista senza accogliere e abbracciare l’altro nei proprio bisogni comunicativi può favorire distanza e incomprensioni. Qualora non si riuscisse nell’immediato a comunicare in modo costruttivo può essere utile chiedere al nostro interlocutore del tempo per poter successivamente comunicare in modo pacifico e funzionale.
Vantaggi per iniziare a comunicare in modo assertivo
Comunicare assertivamente offre numerosi vantaggi, sia sul piano personale che professionale.
Innanzitutto, aiuta a ridurre il livello di stress, poiché non si accumulano frustrazioni legate a ciò che non si riesce a esprimere; favorisce inoltre il rafforzamento delle relazioni, creando un ambiente di fiducia e rispetto reciproco.
La comunicazione assertiva permette anche di risolvere i conflitti in modo più efficiente, prevenendo malintesi e migliorando la cooperazione tra le parti.
Infine, aumenta la fiducia in se stessi: riuscire a esprimere i propri bisogni e opinioni senza timore di giudizio o conflitto porta a una maggiore autostima e soddisfazione personale.
In questo articolo parliamo tra le altre cose della co-responsabilità nei rapporti relazionali e tra questa vi è anche la modalità comunicativa che scegliamo di adottare.
La comunicazione assertiva può e dovrebbe essere applicati in diversi ambiti della vita quotidiana, dall’ambiente di lavoro alle relazioni intime, e aiutano a costruire un dialogo più aperto e costruttivo con gli altri.






