Elio: analisi psicologica e messaggi sottostanti nel film Disney
Elio: analisi psicologica e messaggi sottostanti nel film Disney

Elio: analisi psicologica e messaggi sottostanti nel film Disney

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Di cosa parla “Elio”, il nuovo film della Disney?

Il film Elio, uscito il 20 giugno 2025, della Disney-Pixar, è entrato nel corollario della nuova ondata dell’animazione. Ormai le nuove proposte del colosso indiscusso dell’animazione sono una sorpresa fino all’ultimo, non si sa mai se sarà il capolavoro del secolo, o un fiasco totale, quantomeno per le persone amanti della vecchia scuola Disney. Elio in questo si inserisce un po’ nel mezzo: ha una bella storia e dei bei personaggi, con la giusta quota di drammaticità e disgrazia tipica dei protagonisti Disney, ma lancia un messaggio positivo e di speranza, non ha un vero e proprio antagonista, e punta a dare un taglio psicologico non indifferente al pubblico osservante, sia esso fatto di adulti o bambini.

Elio solo sulla spiaggia

Il lutto nella famiglia di Elio e le sue strategie di coping

Elio è un bambino che ha perso entrambi i genitori, membri dell’Esercito Americano, in una missione nello Spazio, e si ritrova da un giorno all’altro a vivere con sua zia Olga, anche lei militare e fisica nella stessa sezione di suo fratello, il padre di Elio. Vediamo quindi una situazione molto tragica e difficile da affrontare per un bambino così piccolo: il lutto, per di più improvviso, dei propri genitori e il cambiamento di ambiente, seppur con una figura familiare. Qui subentrano, però, due ottiche diverse di questo lutto:

  • Quella infantile: Elio che si ritrova perso e abbandonato, si sente di troppo a casa di sua zia, per cui pensa di essere un peso, poiché talvolta ascolta le “lamentele” di questa su quanto sia difficile per lei gestire un bambino contemporaneamente ad un lavoro con tante responsabilità;
  • Quella adulta: Olga, che ha perso un fratello in circostanze che lei conosce molto bene, deve tenere duro per prendersi cura di suo nipote e tenere insieme quel che resta della famiglia, ma non è assolutamente immune al dolore e al carico mentale che ora si ritrova ad avere.

Le reazioni di Elio e di Olga sono molto verosimili a quanto accade nella realtà: una perdita improvvisa richiede moltissime risorse emotive e cognitive, mentre si cerca di affrontare e smaltire un dolore spesso piombato all’improvviso per cui si deve riorganizzare l’assetto familiare.

Facendo un paragone con Lilo di Lilo & Stich, vediamo come un bambino che ha perso i caregiver principali a cui era molto legato, passa attraverso una fase di chiusura per poi comportarsi quasi da “bambino difficile”, mettendo tutte le proprie energie in un’attività o una passione che gli possa permettere allo stesso modo di restare ancora legato ai suoi genitori: per Elio lo Spazio, per Lilo il rito del panino per il pesce Pudge. Oltretutto, poiché la zia svolge lo stesso lavoro dei genitori, non è escluso che una sua paura sottostante sia proprio quella di perdere anche la zia, dunque desidera l’evasione per allontanare il dolore provato e qualsiasi prospettiva futura di altri eventi nefasti.

elio nello spazio

Per il piccolo Elio, la possibilità di raggiungere lo Spazio è una strategia di coping ed un tentativo di preservare quell’attaccamento ai genitori che ha perso all’improvviso: pensa che sua zia lo tenga in casa perché “è stata obbligata” dalle circostanze e che non lo ami (infatti lei non conosce la sua lingua inventata, l’Elioese, che invece i genitori conoscevano bene); è visto dai suoi pari come un ragazzino strambo con la fissa degli alieni; sogna un mondo in cui lui può fare la differenza ed appartenere a qualcosa, per cui chiede agli alieni di essere rapito.

Vorrebbe sentirsi accolto e il suo desiderio di evasione non è solo dalla condizione materiale in cui si trova ma anche da questo malessere che fa fatica a smaltire, essendosi esteso anche al contesto sociale. Il suo clone, che resterà sulla Terra al posto suo, spiega bene questa “Bassa autostima e derealizzazione” che lo caratterizzano. Interessante è inoltre la scelta di chiamare il personaggio Elio Solis, quasi una tautologia, che inquadra il protagonista con “il centro” della storia, ed enfatizza il suo desiderio di essere “il Sole”, il punto fermo da cui tutto dipende; un desiderio di essere importante in un momento in cui si sente “eclissato” dagli eventi dolorosi che gli sono capitati.

Zia Olga, dall’altro lato, sente il peso del carico mentale ed emotivo improvviso, ma rimane comunque molto presente per Elio. È imperfetta, umana, anche lei ha perso un fratello e deve fare fronte al grande dolore che prova, ma bada al nipote e ci mette tutta se stessa per far sentire Elio meno solo. Alla fine, infatti, dimostra come abbia imparato la sua lingua segreta, con grande sorpresa e felicità di Elio.

Anche lei si sente sola, dopo suo fratello perde suo nipote quando si accorge che è sparito nello Spazio, e questa sensazione li accomuna ma non se ne rendono conto finché non si separano. L’unica cosa che lei vuole è Elio, ribadendo come la famiglia sia importante a prescindere dalla sua perfezione.

elio e glordon

Il parallelismo con Grigon e Glordon: due famiglie monogenitoriali imperfette

Grigon è un alieno prepotente e autoritario che vorrebbe entrare nel consiglio galattico, ma avendo tendenze poco pacifiche viene rifiutato.

Elio, una volta candidato come consigliere della Terra, si offre di andare a parlare con Grigon affinché non inneschi una guerra. È lì che conosce suo figlio Glordon, che nel suo rapporto con il padre ci mostra un rapporto genitoriale quasi opposto a quello di Elio, ma per molti aspetti anche simile, che fungerà da paragone per lui per capire che anche gli adulti che sembrano distanti e scontrosi, che si lamentano dei loro figli, in realtà sentono su di loro il peso di non essere sufficientemente bravi come genitori; Grigon infatti si infuria appena Elio insinua che lui non sia un buon padre.

Grigon è un padre single che proietta sul figlio le aspettative della sua cultura: la forza, la supremazia, il non mostrarsi mai debole: “Se esponi i tuoi flaccidi rotolini disonori te e la tua famiglia”. Ormai i cattivi Disney non sono più davvero cattivi, ed è interessante che questi due personaggi facciano parte di una specie aliena che si mette il carapace da guerra appena si diventa adulti, e non se lo toglie più. Sono incoraggiati a negoziare con le urla e non accettano le fragilità, pur avendone Grigon stesso. Si vede molto chiaramente come dietro tutta questa cultura quasi “machista”, vadano a cadere proprio gli aspetti più affettuosi di Grigon, che si accendono solo quando Glordon viene rapito.

Quella corazza è una grande metafora della vita adulta, perché appena la indossi non puoi più giocare, nuotare, essere spensierato, e per questo Glordon ha molta paura che arrivi quel momento, ma allo stesso tempo teme di deludere il padre se non accetta le sue condizioni.

La psicologia di Glordon è quella di un bambino trascurato davvero, che dice “Sono stato un errore, un enigma, un problema, un’emicrania”, a dimostrazione del fatto che a seguito della separazione dei suoi genitori probabilmente è stato usato come argomento di litigio per i problemi coniugali, con conseguenze per lui come la convinzione di non essere abbastanza e di essere una delusione totale. L’unico modo in cui spera di redimersi è assecondare il desiderio del padre di diventare un vero guerriero, pur non essendo ciò che desidera.

elio e glordon

Glordon e Elio: due mondi a confronto

Sia Elio che Glordon sono due bambini senza amici, isolati, sofferenti poiché la loro famiglia è stata scossa da separazioni che hanno portato gli adulti ad essere distanti da loro, pur facendo del loro meglio per tirare avanti. Glordon, però, fa notare a Elio come in realtà sua zia sia molto presente, mentre lui è davvero lasciato da solo nella sua stanza nell’attesa che abbia l’età per “essere utile per la sua Nazione”.

Glordon ha genitori assenti, Elio li ha persi, entrambi si sentono diversi dagli altri e non capiti, sbagliati e quasi colpevoli dell’abbandono subìto. Questo accade spesso nei bambini piccoli, poiché in generale hanno una visione del mondo egocentrica, e dunque quando cercano di dare spiegazioni delle cose che accadono intorno a loro è più facile che il pensiero che maturano sia “sono sbagliato/a io”, soprattutto quando si tratta di traumi come il lutto descritto nel film.

Conclusione e bilancio del film

Grazie al suo clone Elio si vede da fuori, e capisce che sua zia in realtà lo ama molto; zia Olga appena scopre che Elio è nello Spazio fa di tutto per tornare ad averlo con sé, perché non vuole una copia perfetta ma vuole Elio con tutte le sue imperfezioni.

Grigon, quando vede suo figlio in fin di vita si spoglia del suo carapace e corre a fasciarlo per salvarlo. “Un padre sa ogni cosa”, dice, infatti seppur molto controllante tiene molto a Glordon, dimostrando di essere molto intriso della sua cultura, poiché quella è l’unica modalità che conosceva per poter essere padre, ma nonostante questo riesce ad accogliere il desiderio di suo figlio di non essere un guerriero dicendo che anche se a volte non lo capisce l’amore per lui non cambia.


Il film Elio ci mostra diversi lati della genitorialità “non convenzionale”, dei vissuti possibili dei bambini a seguito di eventi traumatici (lutto e separazione dei genitori) e mostra come non sia necessario essere dei genitori perfetti, né essere per forza in due o per forza un uomo e una donna, ma l’importante è esserci, ascoltare e accogliere le proprie fragilità. Siamo tuttÉœ esseri umani.

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