Abbracci: perchè sono importanti
Abbracci: perchè sono importanti

Abbracci: perchè sono importanti

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Con questo articolo si vuole cercare di rispondere ad una domanda: perchè gli abbracci sono importanti? Si potrebbe chiederlo a chiunque, a grandi e piccini: di sicuro, in ogni loro risposta ci sarà sempre qualcosa di positivo. Le sensazioni inevitabilmente sono positive, gli abbracci, soprattutto se autentici, sono una vera e propria medicina per la persona che li riceve. Anch’essi potrebbero contribuire alla condizione “mens sana in corpore sano” («mente sana in un corpo sano»): dopo un abbraccio, il più delle volte ci si sente rassicurati, senza quella tensione che probabilmente ci legava al nostro interlocutore.

Oltre a questa spiegazione informale, vi è un’altra che è frutto degli studi di psicologia. Essa include oltre al benessere recato, anche un’influenza ormonale. Marta Giuliani, coordinatrice del gruppo di lavoro di Psicologia e Sessualità dell’Ordine degli Psicologi del Lazio esprime in questo modo il punto di vista scientifico: “durante un abbraccio consensuale, in una relazione più o meno significativa, si innescano dei meccanismi che favoriscono la produzione di endorfine, funzionali per la riduzione per esempio della soglia del dolore. Ma ancora, sappiamo che tendono a ridurre i livelli di ansia, anche attraverso il rilascio di ossitocina, e favoriscono la riduzione della frequenza cardiaca, riducendo lo stress”.

Abbraccio e intesa

Vari tipi di abbracci

In aggiunta a quanto detto, vi possono essere differenti tipologie di abbracci, anche in base all’età. La stessa Giuliani, infatti, afferma “da piccoli l’abbraccio ha una funzione consolatrice, ma non solo, aiuta anche a delineare i propri confini corporei, facendo esperienza dell’altro. Crescendo assume diverse funzioni che, a seconda del contesto, possono essere di saluto, di conforto, di rassicurazione, e ancora comunicare affetto o eccitazione”.

Di conseguenza, in base alle funzioni esistono diverse concezioni di abbracci (che, tra l’altro, si sperimentano in molti esercizi teatrali): ci sono quelli più intensi, cioè più avvolgenti; ci sono quelli più freddi e veloci; quelli di circostanza; quelli derivanti da mancanze e/o frutto della lontananza da persone care; quelli preceduti da sguardi d’intesa; infine, quelli derivanti da disperazione e tristezza.

Abbracci-vari tipi

Gli abbracci virtuali

Oggi, invece, sembra dominare un altro tipo: in passato, alla fine di ogni lettera si scriveva un “ti abbraccio” seguito da firma del mittente, adesso, nell’epoca del digitale esiste l'”abbraccio virtuale”, un semplice messaggio sui social, ma che abbatte distanze e, soprattutto in momenti particolari di vita delle persone, fa prevalere la vicinanza sulla lontananza.

Naturalmente la tecnologia prova a colmare la distanza, i ritmi di vita frenetici odierni, ma non può mai sostituire l’emozione di un abbraccio vissuto, accompagnato da un sorriso e da uno sguardo di empatia.

Abbracci virtuali

E’ innegabile che “a distanza c’è bisogno di uno sforzo in più tra gli interlocutori per far sì che l’intento comunicativo arrivi. Se voglio abbracciare qualcuno devo poter riconoscere il suo vissuto, trovare una risposta adeguata per sincronizzarmi con il suo bisogno e far arrivare quello che voglio. In alcuni casi le soluzioni grafiche, come emoji e gif, possono aiutare, ma serve una conoscenza e un ingegno maggiore per comunicare la mia empatia”.

Come in ogni situazione, anche in questo si devono valutare i pro e i contro: la tecnologia avvicina quante più persone possibili, ma conferisce un valore aggiunto alla sfera emotiva, all’emozione di percepire la presenza e il calore di un’altra persona.

Questo ci induce ad avere un approccio moderato nei confronti della tecnologia: dobbiamo utilizzarla per poter rispondere efficacemente ai nuovi cambiamenti della società odierna, ma non dobbiamo permettere che essa diventi una valida alternativa di uno scambio di sguardi, abbracci e baci.

Per ritornare sull’argomento principale di questo articolo, è bene ribadire ancora una volta che l’abbraccio è presenza, è reciprocità, è intesa visiva!

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