Molto spesso questa domanda ci viene presentata in articoli e blog: “Ma veramente la musica presenta un carattere curativo?“. Ebbene, leggete questo articolo per scoprirlo.

La musica contro la lotta alle malattie mentali e oltre
Così come l’arte anche la canzone può essere un ottimo strumento di comunicazione tra l’artista e l’ascoltatore. Alcuni studi della medicina moderna hanno approfondito gli effetti della musica sul corpo e la mente umana dimostrandone che sono in grado di influenzare il sistema nervoso autonomo. Poiché l’ascolto di canzoni produce le endorfine i cosiddetti ormoni del “buonumore” produce una serie di benefici psico-fisici nell’essere umano. Secondo una ricerca pubblicata sull’International Journal of Psychophysiology, le terapia delle canzoni insieme alle cure standard offre numerosi elementi per lo studio della parte sinistra del cervello che è alla base del linguaggio.
In particolare quindi l’insieme di ritmo, melodia, parole può fa riemergere in chiunque avesse dimenticato l’uso di esprimersi o più propriamente della parola lo sprono più adatto per ritornare ad aprirsi. Il potere della canzone sussiste nella funzionalità che ognuno ne può dare. C’è chi per esempio la utilizza per trasmettere un sentimento e chi ancora grazie alla musica prova delle emozioni perdute da tempo. “La canzone quindi è un vero e proprio strumento terapeutico che ha il potere di risollevare l’umore , calmare la mente, distendere il corpo e contribuire a mantenerlo in salute, facendo diminuire il livello di nervosismo, di rabbia e di tensione, aumentando in maniera concreta le nostre possibilità e capacità creative.”
Come può una canzone diventare l’emblema della lotta alle malattie mentali? Ecco qui alcuni esempi
Emblema della lotta alle malattie mentali in particolare possono essere tre canzoni che meritano di essere ascoltate con grande attenzione: È di Paolo Vallesi la prima canzone, che con la sua “La forza della vita” insegna la strada per combattere contro la malattia, la “nuova malattia” è definita da lui.
La malattia di cui pochi sanno veramente la verità ovvero coloro che la vivono e chi li sta accanto o chi l’ha studiata. Si tratta di malattie come bipolarismo, depressione, disturbi d’ansia o ossessivi ecc.. disturbi che ogni giorno vedono lottare uomini e donne fragili che però come scrive Vallesi hanno un appiglio a cui ancorarsi la forza della vita, quel briciolo di forza che ognuno ha dentro il proprio spirito.
Sembra così scontato ma a volte è l’unico ponte che allontana quest’ultimi dal fare l’ultimo passo e per questo che bisognerebbe esortare le scuole a fare ascoltare le parole crude di questo cantautore poiché potrebbero aiutare tanti uomini che oggi lottano contro queste malattie e soprattutto adolescenti che vedono il loro futuro come tetro ma che in realtà è costellato da ambizioni e prospettive futuristiche che sono state nascoste da questo brutto mostro. Bisognerebbe dare più ascolto a questo cantautore che con poche parole ha descritto le sofferenze che ognuno di questi uomini rivive ogni giorno e che incoraggia a vedere la via di uscita.

Ma non solo è importante fare riferimento anche alla canzone di Renato Zero “Nei giardini che nessuno sa” dove viene descritto in maniera impeccabile il dolore che non abbandona mai ognuna di queste persone che vivono i malesseri descritti in precedenza ma allo stesso tempo rappresenta un inno alla vita. Rappresenta in particolare tutti i cari che sono intorno a coloro che sono affetti da queste malattie che insieme in un urlo comune affermano che vorrebbero che i malati si vedessero attraverso i loro occhi per farli vedere ciò che quest’ultimi non riescono ancora a vedere e si toglierebbero parte della loro energia per donarla a chi ormai né è privo e regalargli un sorriso.

Parole davvero suggestive è ricche di senso che trapassano persino il dolore di queste malattie e creano in chiunque le ascolti la voglia di rinascere, di vivere. Infine un’altra canzone che merita di essere ascoltata è “Ricordati di vivere (il primo battito) di un’ora straordinario Jovanotti che va oltre alla musica ma attraverso anche la sua solita temperanza vuole mandare un messaggio semplice e coinciso, così come si evince dal testo quello di “ricordarsi di vivere” potrebbe sembrare così scontato ma quante volte i malati di queste malattie dimenticano di fare questo gesto così naturale ma che a volte sembra essere così difficile.
Per questi motivi queste tre canzoni rappresentano la lotta a queste “nuove malattie” e soprattutto così come ripete Jovanotti bisogna ricordare che
Se anche ti restasse un solo istante, ricordati di vivere.
Jovanotti
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