Perché l’orientamento è importante
Perché l’orientamento è importante

Perché l’orientamento è importante

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“Orientamento”. Leggendo questa parola, molte persone potrebbero pensare a quelle strambe giornate in cui le scuole secondarie di secondo grado (o, più semplicemente, scuole superiori) della propria città organizzano dei tour in giro per l’edificio scolastico, col fine di aumentare le iscrizioni per l’anno scolastico successivo. Oppure si potrebbe pensare ad una bussola e alle stelle che guidavano i marinai per mari e oceani, alla ricerca di una terra nascosta o di una speranza.

Qualunque sia il panorama che si prospetta davanti a noi, sicuramente la parola orientamento ha in sé il fascino dell’ignoto che vorrebbe diventare noto.

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Fonte foto: Pexels

Che significa orientamento?

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Fonte foto: Armadillo Furioso

Partiamo dalle basi: cosa significa orientamento? Il sostantivo deriva dal verbo orientare, che a sua volta trova il suo antenato nel latino oriri, verbo che indica l’azione del volgere a oriente, dell’edificare una facciata verso oriente. Orientarsi, infatti, per i Greci e i Romani significava avere un punto di riferimento ben preciso per i loro edifici e per le loro azioni. E tale punto di riferimento è l’oriente, il luogo in cui sorge il sole ogni mattina e che illuminale azioni quotidiane.

L’orientamento nasce, dunque, come azione che mira a rivolgersi verso l’alba, verso la nascita del sole, che possa dare, per il resto della giornata, una direzione, essendo illuminazione. Col tempo, il verbo orientare ha perso questa rigidità: non indica semplicemente la necessità di rivolgersi verso l’oriente, ma – più in generale – quella di avere un punto fermo da cui si possa diramare tutto il resto.

L’orientamento è l’azione che ci permette di avere dei punti di riferimento, dei punti saldi, che ci aiutino a mettere ordine e a comprendere come procedere, come camminare e come edificare le nostre vite.

Perché l’orientamento è importante

È alla luce di questa breve ricostruzione etimologica che non si può ignorare quanto sarebbe davvero importante per chi frequenta la scuola – secondaria di primo o di secondo grado – avere accesso ad un buon orientamento, accompagnato dalla guida di persone fidate e più grandi. Come si può pretendere di prendere decisioni nella propria vita se non si viene indirizzati e se non si ha presente da che parte si trova l’oriente, il punto in cui sorge il proprio sole?

Quel sole che illumina e che ci rende visibili le nostre propensioni, le nostre qualità e capacità; quel sole che riscalda e che ci indica in quali luoghi il nostro cuore pulsa più forte e irrora di energia i nostri corpi; quel sole che ci avvolge con la sua presenza e ci indica qual è la direzione giusta.

Sarebbe davvero bello se ogni studente e studentessa delle scuole superiori di primo grado potesse parlare con tante persone più grandi che spieghino loro, una volta per tutte e senza pretese, quale sia la differenza tra l’una e l’altra scuola secondaria di secondo grado, senza voler per forza convincere e accattivare solo per aumentare il numero di iscritti nella scuola.

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Fonte foto: Pexels

Sarebbe davvero rivoluzionario se alunni e alunne delle scuole secondarie di secondo grado avessero la possibilità di confrontarsi con lavoratori e lavoratrici di ogni tipo, dal docente universitario al commercialista, dall’infermiere all’estetista, dal meccanico all’ingegnere informatico e così via. Forse si riuscirebbe addirittura a riabilitare ogni tipo di professione e di scelta di vita, senza che nessuna di essa venga denigrata o considerata di serie B per motivi economici o di estrazione sociale.

Quanto sarebbe utile se ogni adolescente fosse spinto a esplorare le strade che gli si possono presentare davanti, con l’oriente segnato, ma non rigido, perché si possa sempre comprendere che, qualunque sarà la strada, se è quella giusta, è proprio quello l’oriente. Si potrebbe davvero capire che scegliere una strada, una professione non è mai un gioco infantile, ma è qualcosa di serio e personale, che non può e non deve essere imposto da altri.

Perché sì, ognuno di noi ha il suo oriente.

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Un commento

  1. Per me l’orientamento all’ultimo anno di scuola fu pressoché inutile, più che altro perché nessuno ci spiegava niente, ma noi dovevamo sapere quello che già ci sarebbe piaciuto studiare e informarci da soli. Poi, ovviamente, questo vale solo per le università, nessuno ci ha detto nulla riguardo eventuali carriere lavorative e non so se questo fosse dovuto al fatto che ho frequentato un liceo classico e si dava per scontato che avrei continuato con lo studio, o semplicemente per una mancanza di opportunità. Ma in ogni caso, per me sarebbe stato davvero splendido potermi confrontare con qualcuno che già lavorava in un determinato ambito, chiedendo quindi informazioni sul percorso di studi da seguire.
    “Quanto sarebbe utile se ogni adolescente fosse spinto a esplorare le strade che gli si possono presentare davanti, con l’oriente segnato, ma non rigido, perché si possa sempre comprendere che, qualunque sarà la strada, se è quella giusta, è proprio quello l’oriente”, meravigliosa frase, e meraviglioso pensiero! Sarebbe tanto utile, e anche tanto utopico…

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