Il vegan mood non coinvolge solamente il piano alimentare: chi aderisce al veganismo varia anche il suo stile di vita, sfociano nel vestiario e nelle attività di intrattenimento. Il cruenty-free, infatti, non ha limiti: ovunque si possa lottare contro lo sfruttamento animale, è una buona possibilità per i consumatori vegani di trovare speranze di un futuro migliore. Sembra quasi una strada ammirevole e opportuna, ma diamo insieme un’occhiata a 7 cose che non possono essere ignorate sul mondo del vegano.

Via al cruelty-free: diciamo sì all’ecosostenibilità e all’antispreco alimentare
Chi sceglie di seguire un piano alimentare vegano si rivela un potenziale complice della natura in toto, a partire dalle scelte alimentare e d’abbigliamento alle modalità di passatempi nel corso delle giornate, ma partiamo dalle basi…
- Che significa vegano? Il termine “vegano” qualifica una persona che ha scelto in modo consapevole di eliminare dalla propria alimentazione quotidiana tutti gli alimenti di origine animale. Ciò implica non solo il bisogno di evitare carne e pesce, ma anche i suoi derivati (uova, latte, miele etc). Da qui la differenza con i vegetariani: pur organizzando un piano alimentare alla base delle verdure, essi non escludono dai loro pasti i latticini e tutti gli alimenti di origine animale.
- In cosa consiste il piano alimentare vegano? Dato l’alto livello di sanità che deriva da questo stile alimentare, l’alimentazione vegana è consigliabile in ogni fase della vita, ma vediamo su cosa si basa. Stiliamo insieme una lista della spesa e, mi raccomando, occhio alle etichette! Infatti, occorre evitare tutti quei cibi che nascondono ingredienti di origine animale dietro sigle alfanumeriche ingannevoli e poco evidenti. Diciamo sì ai cereali, i legumi, tanta frutta (inclusa quella secca) e alla verdura, ma proviamo specialità propriamente vegane come il seitan, il tofu, i burger di soia o vegetali.
- No alla pelle e alla lana! Riguardo l’abbigliamento, c’è un mondo dietro. La scelta vegana si percuote fortemente anche sul vestiario: diciamo addio alla lana, alla pelle e alla seta, oltre che naturalmente alla pelliccia. Troviamo insieme dei validi sostituti: sul podio vince la similpelle – da non confondersi, invece, con l’ecopelle, che è pelle animale conciata con metodi a ridotto impatto ambientale – un materiale resinoso resistente e simile alla pelle animale. È sempre bene, per non confondersi, prestare attenzione alle etichette: se troviamo la sigla UNI 11427 siamo di fronte a “ecopelle”. Il costo viene in nostro soccorso: i capi in similpelle sono molto più economici. Al posto della lana, abbiamo davvero l’imbarazzo della scelta: pile, flanella, velluto, ciniglia, acrilico e modal sono solo alcuni dei materiali alternativi alla lana e, oltre a essere totalmente cruelty-free, hanno anche una resa migliore in termini di resistenza e calore (oltre che, certamente, un prezzo molto più basso). Cediamo il posto dai piumini all’imbottitura sintetica e dalla seta alla Bio Steel, la “seta vegana”.
- No allo stereotipo “va di moda”! Il veganismo non è una tendenza, ma è una scelta consapevole. Si tratta di un vero e proprio stile di vita da adottare e da sostenere ai tempi d’oggi, chiaramente con le dovute precauzioni: l’assunzione di cibo vegano deve essere controllata ed equilibrata, soprattutto con l’assunzione della vitamina B12 tramite integratori.
- L’alimentazione vegana non è dannosa: è usuale pensare che chi si converte al vegan food possa correre rischi seri di salute, non assumendo la quantità e la qualità di cibo tipica di chi esegue un piano alimentare “tipico”. Non è assolutamente vero! Quelli che vengono definiti “rischi di carenze” sono spesso fattori che non dipendono dall’alimentazione vegetariana o vegana, bensì dal proprio stato fisico. Esistono infatti moltissimi onnivori che soffrono di carenze di ferro, o della stessa vitamina B12.

Potrebbe interessarvi: La non-violenza come pratica di ogni giorno
Sì al vegan, no al cruelty-free
Lo stile di vita vegano non solo è una scelta benefica per il benessere psico-fisico, ma anche per l’ambiente gli animali, costretti a vive in condizioni terribili negli allevamenti intensivi, sono trattati come macchine metaboliche completamente inefficienti, oltre al fatto che per produrre un chilogrammo di carne di manzo sono necessari circa 15.000 litri di acqua.

Vegan non è una dieta.
— 🍂🍁 Chiara è la notte ليلى 🎋 (@_Chiara_Mente_) November 1, 2022
Possiamo mangiare tutto, non abbiamo restrizioni; semplicemente non vogliamo, quindi per noi non è un sacrificio.
È l’esatto opposto: è una gioia e un onore avere un’alimentazione non violenta.
Vegan è una filosofia di vita.
Buon #WorldVeganDay 🌱💚🌍 https://t.co/xk8QQstzFU
