Senza inverno non può esserci la primavera.
da “Come ciliegi a Dicembre”, Ariel Andrés Almada

Tempo. Un vocabolo così immediato, eppure così intensamente saturo di vita. Tante sono le definizioni che tentano, seppur sommariamente, di definirlo, ma il suo valore si rivela così immenso da non permettere di racchiudere in poche espressioni il suo significato.
Il tempo è riflessione, ma anche azione. Il tempo è vita, ma anche silenzio. É audacia, ma anche timore. É vittoria, ma anche fallimento. Etimologicamente, il termine deriva dal verbo greco témno, “tagliare”. Gli antichi immaginavano il tempo come una successione di segmenti temporali tagliati, che si succedevano uno dopo l’altro, attimo per attimo. L’istante passato non poteva più tornare indietro: è da qui che deriva il culto del secondo che sfugge.
Quanto è sana, tuttavia, la valorizzazione del tempo nella nostra società? L’evoluzione e la modernità ci chiamano all’immediatezza. La sosta è concepita come un fallimento, la dimostrazione che non si è al passo con gli altri allontana ed emargina. Si tratta della cosiddetta “cultura della fretta”, dove tutto scorre senza fine in un tempo così veloce da risultare spesso incomprensibile.

La cultura della fretta
Si tratta di un meccanismo sociale per il quale tutti noi percorriamo una lunga via nella medesima direzione e voltarsi significa rivelarsi diverso, solo. Le deviazioni non sono permesse, il percorso da compiere è il più semplice: sempre dritto, di corsa, verso una meta incomprensibile. Una corsa contro il tempo, contro il ticchettio dell’orologio, contro gli istanti che scorrono senza sosta.
É un vero e proprio processo inculcato nelle nostre menti: si nasce, si cresce, si studia, si lavora, ci si realizza e si tramonta. Non è possibile saltare delle tappe, perché questo ti rende un’isola in mezzo all’oceano. Possiamo ancora essere davvero padroni del nostro tempo? La chiave è la consapevolezza.
Il tempo è un dono da custodire con cura
Nel celebre film Collateral beauty, il protagonista scrive una lettera all’entità del Tempo, definendolo come ciò che trasforma la bellezza in cenere, che porta via tutto il bene del mondo. Ti consiglio di guardare questo video prima di proseguire.
5 consigli per vivere nel tuo tempo
Ecco qualche consiglio per riscoprirti e ritornare a vivere il tuo tempo in maniera consapevole.

- Trascorri del tempo con te stesso/a: solo chi impara a vivere la propria solitudine non come un disagio riesce a comprendere l’importanza di ritrovarsi e di amarsi, ma soprattutto di ascoltare le proprie esigenze e i propri pensieri. Puoi fare una passeggiata, ascoltare la musica, osservare il cielo o sentire il rumore delle onde del mare: ricerca la sintonia con il tuo animo e custodiscila più che mai.
- Regalati delle concessioni: basta pensare a cosa si deve e non si deve fare. Ascoltati e rispettati. Non temere il giudizio degli altri: spesso esso presenta un alto livello di tossicità che può danneggiarti e renderti vulnerabile. Affidati solo alle persone di cui ti puoi fidare.
- Circondati di vita e di positività: è okay concedersi del tempo per vivere ogni emozione, anche le più tenebrose, ma poi occorre reagire e rialzarsi più forti di prima. Ricerca la bellezza nelle più piccole cose che hai attorno, mettiti in discussione e ricerca supporto in chi ti ama. Qual è la cosa che più ti trasmette vita? Fotografala, procuratela e ponila nella tua stanza, qualunque essa sia, in qualsiasi forma: ti ricorderà che sei vivo/a più che mai.
- Non temere la sconfitta: lo dice la frase iniziale che ho riportato in questo articolo, “senza inverno non può esserci primavera”. Concediti di cadere qualche volta: sarai più forte quando sarai pronto/a a rialzarti.
- Coltiva le tue passioni: la passione è ciò che ti permette di ricercare stimoli dal mondo esterno, coltivarli ed evolverti in svariate forme. Non smettere mai di credere nelle tue potenzialità: tu, semplicemente, puoi.

Buona fortuna, riprenditi il tuo tempo e abbine cura.
