La chiamano così in psicologia, sindrome del Grinch. Effettivamente, se pensiamo al Natale, ci vengono in mente tanti film storici, d’animazione e non. I bambini non possono non amare il rabbioso Grinch, che detesta la dolcezza, il Natale e tutto ciò che riguarda la gioia e la gentilezza.

Ci chiediamo, come sia possibile amare una creatura di tal genere? É proprio la sua metamorfosi, il cambiamento in compagnia della piccola Cindy alla scoperta dell’amore e dei valori di condivisione e amicizia. Infatti, nelle festività tutti i familiari e gli amici si riuniscono per riscoprire lo spirito del Natale e dell’unione e, usualmente, ci si aspetta che il buonumore ritorni scalciando via ogni pensiero negativo.
Sappiamo bene che, tuttavia, questo meccanismo non sempre è regolare e prevedibile: ogni singola persona al mondo ha un proprio vissuto e una storia da raccontare; certamente, sarebbe poco sano l’imporsi di non provare emozioni negative anche in quei momenti in cui ci si aspetta – e quasi si esige – di essere felici e carichi di positività.

Il Grinch non è poi da noi così lontano
Il Grinch viene identificato come una creatura mostruosa, di un colore quasi rivoltante e di pessimo esempio, in quanto vive isolato da tutti e da tutto. Non ha amici, non ha un’occupazione: la sua agenda giornaliera prevede persino l’ora dell’auto-disprezzo. Siamo sicuri che, seppur rappresenti inizialmente il prototipo di persona da evitare come modello, sia estremamente distante da tutti noi?
A tutti capita di vivere momenti di isolamento, in cui si sente il bisogno di passare del tempo soli con se stessi. Non è un male, anzi, diventa così prezioso quel momento in cui ti rendi conto di saper convivere con te stess@ che ti senti pront@ ad affrontare ogni difficoltà. Essere soli, tristi e rabbiosi non è un motivo di odio e disprezzo: è semplicemente essere umani.
É importante imparare ad accettare e ad accettarsi: è una delle missioni più importanti che possiamo proporci per la vita.

Perché c’è chi detesta il Natale e le festività?
É importante accettare ogni lato di sé, è vero, ma come può essere possibile detestare una festa così gioiosa come il Natale?
Il periodo natalizio non è solo incontri, doni e condivisione. Si è venuto a creare un vero e proprio sistema di commercialismo, la corsa all’ultimo regalo, perché è più importante far bella figura con presenti preziosi e di valore che passare del tempo di qualità e autentico con i propri cari.

Quali possono essere, dunque, i motivi per odiare le feste natalizie?
- I ritmi forsennati che caratterizzano il periodo di fine anno.
- Il sentirsi in obbligo di comprare i regali per tutti.
- Le innumerevoli occasioni sociali a cui spesso ci si sente costretti a partecipare.
- La solitudine che diventa più pesante in un periodo in cui tutti stanno con i propri cari.
- Le tensioni familiari.
- La malinconia per amati che non ci sono più o momenti belli passati.
- Le difficoltà finanziarie.
- Una crisi personale.
Qual è la sintomatologia della sindrome del Grinch?
Il Natale è una festività che aumenta di gran lunga i bisogni di amore, di famiglia, di pace: il problema è che non tutti riescono a soddisfarli. Ecco perché in questo periodo non è insolito che affiorino frustrazioni e tristezze.
Inoltre, spesso ormai ci si preoccupa più del “contorno” che di soffermarsi sullo spirito del momento. Così, invece, di godere delle cose belle del periodo si finisce con il provare ansia per tutti gli obblighi, ma anche malinconia, tristezza, malessere.
Non di rado si prova anche una vera e propria intolleranza verso gli altri e tutto ciò che simboleggia il Natale: le luci, gli addobbi, il panettone, i mercatini e così via. Altre manifestazioni tipiche di questa condizione sono: stress, esasperazione, stanchezza, insonnia, rabbia e tachicardia.
Combattiamo la sindrome dei Grinch
Combattere la sindrome del Grinch non è impossibile! Ecco alcuni consigli utili che aiutano a riacquisire un po’ di serenità e a vivere con maggiore leggerezza il periodo.

- Riposati: non è necessario sempre correre in tutte le direzioni senza sosta. É okay anche fermarsi e ripetersi che riposarsi e riflettere su se stessi è una meravigliosa opportunità per riprendere fiato e ritornare più carichi di prima.
- Ricerca il contatto con la natura: Approfittare delle festività per concedersi delle passeggiate all’aria aperta aumenta la produzione delle endorfine, gli ormoni del buon umore. Camminare in mezzo alla natura aiuta a rilassarsi, a ricentrarsi su di sé e a ossigenarsi. L’importante è farlo in maniera consapevole, senza essere distratti da smartphone o altri stimoli negativi.
- Impara a dire di no: Fare un’opera di selezione e concedersi di dire qualche no è importante, come il non costringersi sempre a fare tutto ciò che si deve.
- Non sentirti obbligato a fare regali: in famiglia ci si può accordare per fare regali solo ai bambini, mentre con gli amici si può decidere di fare solo un pensierino a testa.
- Cambia le tradizioni che non ti piacciono: prova a coniugare tradizione e innovazione: non è detto che certi riti vadano ripetuti sempre uguali. Talvolta, si possono adattare alle proprie esigenze.
Abbiamo già visto in un scorso articolo che spesso il Natale è sintomo di ansia e preoccupazione, soprattutto per chi non vive bene la vicinanza con familiari e, soprattutto, per chi non ha un armonioso rapporto con se stess@.
Dunque, il cambiamento è possibile: l’importante è che parta da noi. C’è sempre un motivo in più per imparare ad andare avanti, nonostante tutto: basta abbatterci e riempirci di complessi, diamo ufficialmente il via al cambiamento e al rispetto personale!
