A carnevale (non proprio) ogni scherzo vale: una piccola riflessione
A carnevale (non proprio) ogni scherzo vale: una piccola riflessione

A carnevale (non proprio) ogni scherzo vale: una piccola riflessione

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Una delle feste più attese quando si è piccoli, oltre al Natale e alla sua magia, è sicuramente il Carnevale.

Questo affonda le sue radici nella cultura romana: il calendario dell’antica Roma – così come quello greco – pullulava di festività religiose, alcune delle quali prevedevano travestimenti e “inversioni di ruoli”. In occasioni come i Saturnalia a dicembre e i Lupercalia a febbraio, gli abitanti di Roma erano chiamati a travestirsi, spesso scambiandosi gli indumenti. Era l’occasione, infatti, per i servi di indossare le vesti dei loro padroni e viceversa. E non era solo una questione di scambio di vestiario: per un giorno gli stessi padroni erano servi, mentre i veri servi potevano disporre a loro piacimento dei padroni. Insomma, un vero e proprio scambio di ruoli che, in ogni caso, si limitava a poche ore.

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Nel corso dei primi secoli d.C., la maggior parte delle antiche festività greche e romane si sono trasformate, contaminandosi con il calendario e la dottrina cristiana, sempre più presente in Occidente. Nei giorni in cui erano previsti i Saturnalia decembrini, ad esempio, venne collocato il Natale e, allo stesso modo, nei giorni che precedevano l’inizio della Quaresima – il periodo di quaranta giorni prima della Pasqua – venne collocato il Carnevale.

Questo perché, se la Quaresima è un tempo di “penitenza” e di rinuncia in attesa della Resurrezione di Cristo, i giorni che la precedono diventano una sorta di “sfogo”, in cui travestirsi, assumere i panni di qualcun altro e, in aggiunta, mangiare dolci e pietanze elaborate che saranno, poi, accantonate per più di un mese. Non a caso, infatti, il giorno che precede il Mercoledì delle Ceneri, ossia il primo giorno di Quaresima, viene comunemente chiamato Martedì Grasso, proprio a sottolineare il ruolo che il cibo ha in questo ultimo giorno.

Una riflessione sul Carnevale

Nella moderna complessità del tempo in cui viviamo, com’è giusto che sia, può essere utile fare delle considerazioni a riguardo. È chiaro che ogni festività deve essere calata e rivista all’interno del proprio contesto. Se oggi parlare di un giorno “grasso” può essere perturbante, in un tempo in cui la “diet culture” che odiernamente ci attanaglia non esisteva per nulla questo non doveva essere troppo notevole. Al contempo, in un periodo in cui siamo abituati – complici i social network – a paragonarci a chiunque e sentirci da meno, l’idea di travestirci in qualcun altro potrebbe essere molto più faticosa rispetto a ciò che era in altri tempi storici (o, più semplicemente, rispetto a quando eravamo piccoli).

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Insomma, la bellezza del Carnevale può essere minata dalle insicurezze che la società odierna ci può portare ad avere. Sicuramente a molti sarà capitato di pensare quanto sarebbe bello vivere con libertà e serenità un’occasione gioiosa e di festa, senza troppi impicci o preconcetti. Ancora una volta, la tossicità della realtà in cui viviamo può essere deleteria.

Non sempre e non per chiunque è semplice ricordarsi che indossare una maschera può essere divertente, ma ancora più divertente e bello è essere consapevoli di chi siamo, ogni giorno. Solo con questa consapevolezza e nutrendo l’amore verso sé stessi, giorno dopo giorno, possiamo travestirci senza sentirci da meno rispetto a qualcosa, qualcuno o un qualsiasi standard che la società, a torto, ci impone.

L’augurio è, insomma, riuscire a gioire di nuovo di occasioni come il Carnevale, senza neanche pensare di indossare una maschera per fingere o nascondere chi si è realmente, ma valorizzando, in questo modo, chi si è per davvero.

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Infine, c’è un ultimo punto su cui può valere la pena soffermarsi. A tutti sarà capitato di sentire o pronunciare il celebre detto “a Carnevale ogni scherzo vale”. Divertente quando lo si dice, non tanto quando lo si subisce senza criterio. Così come la libertà di ciascuno è reale solo quando rispetta le libertà altrui, è altrettanto importante ricordarsi che lo scherzo è davvero bello e divertente solo quando rispetta le esigenze degli altri e non viene costruito con cattiveria e senza alcun riguardo.

È vero che in occasioni come il Carnevale si può scherzare, ma è anche vero che, se sappiamo che qualcuno soffre per un qualsiasi motivo, è giusto tutelare quella persona evitando di “girare il coltello nella piaga” e fare battute o andare a toccare dei nervi troppo scoperti e troppo dolorosi. Lo scherzo vale, solo quando non provoca o non allarga ulteriormente ferite profonde.

Come in ogni occasione, è sempre buono essere accoglienti verso gli altri, anche a Carnevale.

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