La diagnosi oncologica nei giovani adulti: il tempo sospeso tra interruzione, crescita e diritti
La diagnosi oncologica nei giovani adulti: il tempo sospeso tra interruzione, crescita e diritti

La diagnosi oncologica nei giovani adulti: il tempo sospeso tra interruzione, crescita e diritti

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Ricevere una diagnosi oncologica in giovane età rappresenta un evento che sconvolge profondamente la vita, interrompendo bruscamente percorsi personali, accademici e professionali. Il futuro, un tempo costellato di progetti e aspirazioni, appare improvvisamente incerto, lasciando il presente in una sospensione carica di incertezza. Oltre alle sfide mediche e fisiche, emerge una crisi esistenziale che mette in discussione la continuità della propria esistenza.

L’impatto psicologico della diagnosi oncologica nei giovani adulti

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Di fronte a una diagnosi di cancro, i giovani adulti possono sperimentare una vasta gamma di emozioni: paura, rabbia, tristezza e un profondo senso di ingiustizia. Uno degli aspetti più difficili da affrontare è il senso di isolamento. Mentre amici e coetanei proseguono con le loro vite – lauree, carriere, relazioni – il giovane paziente si trova a confrontarsi con una realtà completamente diversa.

Diversi studi evidenziano che i giovani pazienti oncologici presentano livelli di funzionamento sociale significativamente più bassi rispetto ai loro pari sani e più del 50% dei pazienti oncologici sperimenta disagio psicologico, con il 20% affetto da depressione e il 10% da ansia. Tuttavia, il 70% di questi casi non riceve un supporto adeguato, evidenziando una carenza nel trattamento del disagio psico-oncologico.

Il tempo sospeso: quando il futuro si dissolve

Uno degli aspetti più destabilizzanti della malattia oncologica in giovane età è la percezione di un tempo che si ferma. Gli studi vengono interrotti, il lavoro messo in pausa, i progetti posticipati a data indefinita. Se prima il futuro era una linea in divenire, con obiettivi e sogni da realizzare, la malattia crea una frattura in questa continuità.

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Dal punto di vista della Psicoterapia della Gestalt, questa esperienza può essere descritta come una sospensione della propria esistenza nel “tra”, ossia tra ciò che era e ciò che avrebbe potuto essere. Il giovane paziente si trova in uno spazio in cui il passato sembra distante e il futuro irraggiungibile, con la sensazione di non avere punti di riferimento.

La Gestalt pone particolare attenzione al qui e ora, aiutando la persona a contattare il proprio vissuto nel momento presente, senza fuggire nell’ansia per il futuro o nella nostalgia del passato. Un concetto chiave è la consapevolezza, che permette al paziente di entrare in contatto con il proprio stato emotivo, riconoscere i vissuti di frustrazione e paura, e trovare un nuovo equilibrio. L’obiettivo non è negare l’incertezza, ma abitare questo spazio sospeso con maggiore presenza, imparando a dare senso anche a un tempo che sembra essersi fermato.

La resilienza e la crescita post-traumatica

Nonostante le difficoltà, alcuni giovani adulti riescono a trasformare l’esperienza traumatica della malattia in un’opportunità di crescita personale, fenomeno noto come crescita post-traumatica. Questo concetto si riferisce a cambiamenti positivi che emergono a seguito di una lotta con circostanze altamente stressanti e sfidanti. Tali cambiamenti possono includere:

  • Apprezzamento della vita: una rinnovata gratitudine per le piccole cose e una maggiore consapevolezza del valore del tempo.
  • Relazioni più profonde: un rafforzamento dei legami affettivi e una maggiore empatia verso gli altri.
  • Nuove possibilità: l’apertura a nuove opportunità e percorsi di vita precedentemente non considerati.
  • Forza personale: una maggiore fiducia nelle proprie capacità di affrontare le avversità.
  • Cambiamenti spirituali: una riscoperta della spiritualità o una rinnovata connessione con valori personali profondi.

È importante sottolineare che la crescita post-traumatica non implica l’assenza di sofferenza; piuttosto, coesiste con essa, offrendo una prospettiva di significato e trasformazione.

Diritti degli studenti universitari con diagnosi oncologica

Gli studenti universitari che affrontano una diagnosi oncologica hanno diritto a specifiche tutele per garantire la continuità del loro percorso accademico:

  • Piani di studio personalizzati: molte università offrono la possibilità di adattare il piano di studi alle esigenze dello studente, consentendo una distribuzione degli esami più flessibile.
  • Esami e frequenza: possono essere previste modalità alternative per sostenere gli esami, come sessioni straordinarie o esami a distanza. Inoltre, la frequenza obbligatoria può essere ridotta o sostituita con attività equivalenti.
  • Supporto psicologico: numerosi atenei mettono a disposizione servizi di consulenza psicologica gratuita per supportare gli studenti durante il percorso di cura.

È fondamentale che lo studente comunichi tempestivamente la propria situazione all’ufficio competente dell’università per attivare le misure di supporto disponibili.

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Diritti dei lavoratori con diagnosi oncologica

I lavoratori affetti da patologie oncologiche in Italia godono di specifiche tutele legali:

  • Conservazione del posto di lavoro: la legge prevede un periodo durante il quale il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro anche in caso di assenze prolungate per malattia. La durata di questo periodo varia in base al contratto collettivo applicato.
  • Permessi retribuiti: i lavoratori possono usufruire di permessi retribuiti per sottoporsi a terapie, visite mediche o esami diagnostici correlati alla patologia.
  • Part-time e telelavoro: è possibile richiedere la trasformazione del contratto da tempo pieno a part-time o l’attivazione del telelavoro per conciliare le esigenze terapeutiche con l’attività lavorativa.
  • Tutela contro il licenziamento: il lavoratore non può essere licenziato a causa della malattia. Eventuali licenziamenti discriminatori possono essere impugnati legalmente.
  • Assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità: in presenza di una riduzione della capacità lavorativa, il lavoratore può richiedere l’assegno ordinario di invalidità se la riduzione della capacità lavorativa è pari o superiore a due terzi (67%) e se ha maturato almeno cinque anni di contributi, di cui almeno tre nei cinque anni precedenti la domanda. Se la patologia comporta un’incapacità lavorativa totale e permanente, il lavoratore può richiedere la pensione di inabilità, che prevede l’erogazione di un assegno mensile ma esclude la possibilità di continuare a lavorare.
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Accessibilità alle cure psicologiche per i giovani adulti con diagnosi oncologica

L’impatto psicologico della malattia oncologica è significativo e può compromettere il benessere mentale del paziente. Tuttavia, l’accesso alle cure psicologiche per i giovani adulti con diagnosi di cancro presenta ancora numerose difficoltà. Tra i principali ostacoli troviamo:

  • Scarsa informazione sui servizi disponibili: molti pazienti non hanno conoscenza dei percorsi di supporto psicologico offerti dagli ospedali o dalle associazioni.
  • Lunghe liste di attesa: l’accesso ai servizi pubblici può essere limitato a causa della carenza di personale specializzato.
  • Costi delle terapie private: sebbene il supporto psicologico sia riconosciuto come parte integrante della cura oncologica, molte persone devono ricorrere a professionisti privati, con costi che non tutti possono permettersi.

Servizi disponibili in Italia

In Italia esistono diverse risorse a supporto della salute psicologica dei pazienti oncologici:

  • Psico-oncologia ospedaliera: molti ospedali dispongono di servizi di psico-oncologia per il supporto ai pazienti e ai loro familiari.
  • Associazioni e fondazioni: organizzazioni come AIMAC (Associazione Italiana Malati di Cancro) e LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) offrono consulenze psicologiche gratuite o a basso costo.
  • Bonus psicologo: in alcuni casi, i pazienti oncologici possono accedere a contributi statali per il sostegno psicologico.

È fondamentale che i pazienti siano informati sui propri diritti e sulle opportunità di supporto disponibili, affinché possano affrontare il percorso di cura non solo dal punto di vista medico, ma anche psicologico ed emotivo.

Riferimenti

  • American Psychological Association. (2020). Manuale di pubblicazione dell’American Psychological Association (7a ed.). American Psychological Association.
  • Bellizzi, KM, Smith, A., Schmidt, S., Keegan, THM, Zebrack, B., Lynch, CF, … & Simon, M. (2012). Impatto psicosociale positivo e negativo della diagnosi di cancro in età adolescenziale o giovanile. Cancer, 118(20), 5155-5162. https://doi.org/10.1002/cncr.27512
  • Calman, LA, Smith, DP, Taylor, JD, Campbell, HS, & Foster, CL (2019). Un’esplorazione qualitativa dell’esperienza di sopravvivenza al cancro nei giovani adulti. European Journal of Cancer Care, 28(6), e13177. https://doi.org/10.1111/ecc.13177
  • Federazione Italiana Psiconcologia. (2023). Linee guida per il supporto psicologico ai pazienti oncologici. Disponibile su: www.fedpsiconcologia.it
  • Frank, AW (2013). Il narratore ferito: corpo, malattia ed etica (2a ed.). University of Chicago Press.
  • Istituto Nazionale dei Tumori. (2023). Psiconcologia e giovani adulti: strumenti per affrontare la diagnosi e il percorso di cura. Milano: IST.
  • Levine, PA (2015). Trauma e memoria: cervello e corpo alla ricerca del passato vivente. North Atlantic Books.
  • Ministero della Salute. (2022). Tutela dei lavoratori con patologie oncologiche e accesso ai servizi di supporto psicologico. Disponibile su: www.salute.gov.it
  • National Cancer Institute. (2022). Disagio psicologico e qualità della vita nei giovani adulti sopravvissuti al cancro. Journal of Clinical Oncology, 40(18), 2155-2163.
  • Yalom, ID (2008). Fissare il sole: superare il terrore della morte. Jossey-Bass.
  • AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica. (2023, 20 ottobre). Tumori: disagio psicologico per oltre il 50% dei pazienti ma nel 70% dei casi la depressione non è curata, servono più risorse. Recuperato il 22 marzo 2025, da https://www.aiom.it/tumori-disagio-psicologico-per-oltre-il-50-dei-pazienti-ma-nel-70-dei-casi-la-depressione-non-e-curata-servono-piu-risorse/
  • AIMAC – Associazione Italiana Malati di Cancro. (SD). I diritti del malato di cancro. Recuperato il 22 marzo 2025, da https://www.aimac.it/libretti-tumore/diritti-malato-cancro
  • Perls, FS (1992). Ego, fame e aggressività: l’inizio della terapia della Gestalt. Vintage Books.
  • Polster, E., & Polster, M. (1973). Terapia della Gestalt integrata: contorni di teoria e pratica. Brunner/Mazel.
  • Scienza popolare. (SD). Oncologia e psicologia: vita sociale difficile per i pazienti giovani. Recuperato il 22 marzo 2025, da https://www.popsci.it/oncologia-e-psicologia-vita-sociale-difficile-per-i-pazienti-giovani.html

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