In primo luogo, è bene partire fornire qualche notizia storica sulla giocoleria: si tratta di un’arte antica, attestata fin dalle prime civiltà in Cina, India, Grecia, Messico e Polinesia. In Europa, invece, era un passatempo almeno fino alla caduta dell’impero romano.
Oggi, che cos’è la giocoleria? Non è possibile fornire una definizione univoca a causa delle diverse motivazioni alla base. In generale, si può affermare che la giocoleria è “l’arte (praticata dal giocoliere) di manipolare con destrezza uno o più oggetti. Essa include molte arti circensi basate sul lancio di oggetti come palline, cerchi, clave o diablo. La più nota forma di giocoleria è giocoleria con i lanci, ma vi sono specialità (giocoleria a contatto, o contact juggling) in cui non è previsto il lancio di oggetti”.
Come su detto, possono essere varie le cause che spingono degli artisti a praticare questa arte: alcuni se ne servono per meditare; altri la considerano un vero e proprio sport; altri ancora la attuano perchè si accostano al movimento hippie che negli anni ’70 ha fatto suo passatempo; altri, invece, individuano nella giocoleria un risvolto terapeutico perchè la ritengono funzionale al recupero psicomotorio in situazioni particolarmente gravi, alla cura contro l’ansia e la depressione, contro handicap motori e di altro genere.

Giocoleria e terapia
Si è già detto dell’uso della giocoleria a fini terapeutici: tra gli effetti fisici positivi ci sono l’incremento di connessioni neuronali riguardanti la memoria, la concentrazione, i movimenti e la vista; un miglioramento delle connessioni occhio-mano; l’ottimizzazione del tempo di reazione, dei riflessi, della consapevolezza spaziale del pensiero strategico e della concentrazione; ha un effetto sia stimolante (rafforza le capacità logiche e intellettive) che calmante.
Per quanto riguarda, invece, gli effetti mentali positivi, la giocoleria aiuta l’individuo a mettersi costantemente alla prova; a sbagliare e a non aver paura di farlo; a vivere appieno il momento presente; ad incrementare l’attività dell’ippocampo destro funzionale alla regolazione delle emozioni e alla memoria a lungo termine; a stimolare l’attività nel nucleo accumbens che collega il sistema limbico a quello motorio; a migliorare capacità matematiche, di problem solving e di immaginazione spaziale.
La giocoleria, inoltre, risulta molto utile per l’autostima e l’autoefficacia ed è un’arte che può essere praticata individualmente, ma anche in condivisione: grazie al gioco e al confronto diventa un valido ponte per la costruzione di relazioni.

Giocoleria e scienza
I benefici della giocoleria sono dimostrati scientificamente. Non mancano, infatti, sperimentazioni a riguardo: uno studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience ha dimostrato che improvvisarsi giocolieri fa sviluppare le interconnessioni tra aree neurali che servono per far comunicare tra loro aree diverse del cervello. Un precedente studio aveva dimostrato che l’allenamento, per esempio cimentarsi in un gioco nuovo, fa crescere la materia grigia ossia i corpi dei neuroni. Il nuovo lavoro, invece, dice che non crescono soltanto i corpi dei neuroni ma anche le loro braccia di collegamento, ossia la massa bianca.
I ricercatori responsabili del progetto hanno dato a 24 giovani un kit da giocolieri e chiesto loro di allenarsi mezz’ora al giorno tutti i giorni per sei settimane. Prima e dopo il ciclo di allenamento i neurologi hanno misurato le dimensioni del loro cervello, in particolare della materia bianca, con uno strumento apposito, e hanno confrontato le scansioni con quelle del cervello di altrettanti coetanei che, tuttavia, non si sono messi alla prova.
E’ emerso che dopo sei settimane il cervello degli apprendisti giocolieri è aumentato di massa bianca, in particolare a livello del lobo parietale che connette il centro delle informazioni visive con quello dei movimenti. Si deduce, dunque, che l’esercizio fisico applicato alla giocoleria risulta molto utile per il benessere psicofisico.

E voi, avete mai provato a combinare giocoleria, scienza e allenamento corporeo?
