Partiamo da un presupposto: guardare un film non farà sì che improvvisamente comincerai ad amare il tuo corpo, i tuoi capelli o la tua personalità, bensì potrebbe aiutarti a far partire una riflessione su te stessa e poi arrivare a fare un percorso per davvero apprezzarti. L’autostima, in particolare in età adolescenziale ma anche in età più adulta, è quella cosa che tutti cercano e che nessuno ha, e spesso siamo proprio noi stessi gli artefici di una bassa autostima.
Non pensate che l’autostima riguardi solo l’aspetto fisico. Puoi guardarti allo specchio e vedere la persona più bella della terra, ma comunque ritenerti sciocca, incapace e un fallimento. Al contrario, puoi odiare il riflesso nel tuo specchio, ma apprezzare tutto quello che fai. Secondo Piergiorgio Battistelli, l’autostima è «l’insieme dei giudizi valutativi che l’individuo dà di se stesso», ma è inevitabile non aggiungere che spesso i giudizi su noi stessi sono anche influenzati da quelli degli altri.
A livello psicologico, possiamo parlare della tesi di William James, secondo cui l’autostima altro non è che il rapporto tra il Sé percepito di una persona e il suo Sé ideale. Il primo è il concetto di sé, ovvero delle caratteriste e delle qualità intrinseche in noi; il secondo, invece, è l’immagina di noi che sogniamo di essere. Se il sé percepito non raggiunge il livello del sé ideale, c’è il rischio di avere una bassa autostima. Per parlare di autostima in relazione con gli altri, dobbiamo aspettare Cooley e Mead, secondo cui l’autostima è una valutazione riflessa di ciò che le persone pensano di noi.
Gli adolescenti con una bassa autostima o chi ricorda per bene quegli anni così complessi, potrà solo concordare. Se un ragazzino ci ferma per strada e ci chiama “cessa nasona“, inevitabilmente noi torneremo a casa e vedremo una “cessa nasona” allo specchio. Crescendo o comunque maturando l’idea che le persone sono cattive e che la loro opinione su di noi non può e non deve valere più della nostra, ci rendiamo ovviamente conto che quel ragazzino è solo un bullo. Tuttavia, c’è un bel lavoro da fare e quindi non crocefiggetevi se non riuscite subito ad amarvi.
Tuttavia, se siete interessati al tema dell’autostima, se volete approfondirlo e magari anche fare delle domande a un professionista, oggi (28 settembre) alle 19, sul profilo Instagram di Univox, si terrà una diretta con lo psicologo Gianpiero Antenori. Vi aspettiamo!
I film sull’autostima
Il diario di Bridget Jones
«Decisi di riprendere in mano la mia vita. E di cominciare un diario in cui scrivere tutta la verità su Bridget Jones», questa è una delle citazioni più popolari di Il diario di Bridget Jones, uno di quei film che inizi perché sembra sciocco e quindi per passare un po’ il tempo, ma che poi inevitabilmente ti piace e quindi lo rivedi ancora e ancora. Bridget non si ama. Non si piace, è frustrata, fa tante figuracce, non riesce a trovare l’amore, è una sorta di eroina fuori dagli standard e rompe tutti gli stereotipi.
Bridget è una ragazza perennemente in lotta con la bilancia, il suo lavoro, la mancanza di un uomo, gli anni che passano e le molte – a suo dire – sue imperfezioni. Come buon proposito per l’anno nuovo, decide di prendere in mano la sua vita tenendo un diario nel quale scrivere sempre tutta la verità. I fuochi d’artificio iniziano quando il suo affascinante, ma inaffidabile, capo comincia ad interessarsi alla ‘bizzarra’ miss Jones. Si getteranno nella mischia anche una banda di eccentrici amici e, soprattutto, una nuova conoscenza, che sembra poco simpatica ma in seguito riserverà delle sorprese.

L’attimo fuggente
Tutti sogniamo un docente come il prof. John Keating. Un professore di letteratura che è un capitano e che non vuole solo riempire la testa degli studenti con le sue idee, bensì vuole incitare gli studenti a ragionare con la propria testa. Cosa c’entra con l’autostima? Neil Perry è un ragazzo che non riesce a parlare con il padre, che non riesce a volare per conto suo, perché tende a tagliarsi le ali da solo.
Stato del Vermont (Stati Uniti), 1959: nel college maschile Welton, molto tradizionale, viene trasferito il professore John Keating, un insegnante di lettere simpatico e anticonformista. Fin dal primo contatto con i giovani allievi, traspare non solo il suo diverso modo d’insegnamento ma anche il suo approccio che esorta i ragazzi ad affrontare lo studio e la vita seguendo le proprie idee e non quelle dei nonni. Uno degli studenti, entrato in conflitto con i suoi genitori, si suiciderà. La responsabilità viene rifilata al professore. Lui sarà cacciato, ma i suoi allievi non lo dimenticheranno.

Freedom Writers
Come l’Attimo Fuggente, anche Freedom Writers gira intorno a una classe e a un’insegnante, o meglio, a una classe di ragazzi disagiati e di classi sociali basse, che, a furia di essere chiamati reietti, hanno cominciato a crederci e a comportarsi come tali. Qual è lo scopo della docente Erin Gruwel? Far comprendere ai suoi studente che valgono, che sono delle brave persone e che possono avere un futuro.
La giovane insegnante Erin Gruwell viene mandata a prestare servizio alla Woodrow Wilson High School, un liceo di Long Beach, con le migliori aspettative, mossa dalla sua indole idealistica. Al suo arrivo la donna deve vedersela con degli studenti indisciplinati, principalmente di etnia latinoamericana, che vedono l’istituzione scolastica come una scocciatura. Erin non si fermerà davanti a nulla neanche quando le verrà rubata una preziosa collana di perle.

Juno
Juno ha come protagonista una sedicenne incinta dopo un solo rapporto sessuale con il suo migliore amica, che inizialmente decide di abortire ma poi sceglie di proseguire e dare in adozione il bambino. Cosa c’entra con l’autostima? Semplicemente ti aiuta a comprendere che sulla tua vita devi decidere tu e non lasciarti trasportare dalla vita degli altri. Insomma, non devi abbassare la testa mai e devi continuare a difendere le tue idee e la tua posizione.
Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno, una ragazza adolescente del Minnesota, decide di fare sesso con il suo migliore amico Bleeker, un ragazzo timido e riservato. Quando scopre di essere incinta escogita un piano per trovare una coppia di genitori per il bambino, e dopo qualche ricerca, incontra Mark e Vanessa, una coppia benestante che sta cercando di avere un bambino in adozione. Per sua fortuna, Juno può contare sull’aiuto e il sostegno del padre e della matrigna. Ma quando sta per arrivare la fatidica data del parto, la vita apparentemente idilliaca di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa.

La rivincita delle bionde
Va bene, è un film abbastanza trash, ma la protagonista de La Rivincita delle bionde dimostra agli altri, al suo (ex) fidanzato ma soprattutto a se stessa che non è solo bella, ma è anche intelligente. Dimostra di non essere una “bionda stupida“, non è frivola né superficiale. Eppure per farlo, si mette alla prova, senza mai cambiare la sua personalità, senza rinunciare a tutto quello in cui crede e a quello che è.
Elle Woods è una giovane viziata e biondissima ragazza, che vive seguendo le regole di Cosmopolitan, passando le sue giornate tra amiche e shopping, portando sempre con se il suo amato chihuahua Bruiser. Una sera il fidanzato Warner, dopo averla invita a cena, la lascia, perché la considera troppo frivola per poter stare accanto a lui, visto che sogna una carriera in politica. Inizialmente amareggiata, Elle non si arrende e con la sua carica di positività, decide di seguire Warner all’Università Harvard, studiando anche lei legge, per dimostrargli di non essere solo una superficiale bionda.

Vi aspettiamo oggi alle 19, per parlare di autostima.
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