“Dipingiamo emozioni” tra i banchi di scuola: il ritorno del laboratorio artistico di Univox
“Dipingiamo emozioni” tra i banchi di scuola: il ritorno del laboratorio artistico di Univox

“Dipingiamo emozioni” tra i banchi di scuola: il ritorno del laboratorio artistico di Univox

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“A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
E le note.
E le emozioni.”

Alessandro Baricco

Da questa meravigliosa citazione di Baricco partiamo con il resoconto di un meraviglioso laboratorio firmato Univox che per la quarta volta, dopo le tre edizioni precedenti, ha incantato i partecipanti: questa volta si è trattato esclusivamente di studenti, considerazione essenziale per comprendere l’intensità dell’iniziativa messa in atto.

dipingiamo emozioni univox
Elaborati vari

Ritorno ai banchi di scuola: emozioni, colori e sogni nel cassetto

Il laboratorio “Dipingiamo emozioni” si è tenuto il 16 Febbraio 2023 nel corso della cogestione scolastica al Liceo classico Socrate di Bari, con studenti carichi ed entusiasti di vivere questa esperienza all’insegna dell’arte in ogni sua sfaccettatura.

A moderare il laboratorio sono state la presidente dell’associazione, Serena De Sandi, e la una delle responsabili e co-fondatrici di Univox, Federica De Giosa, al fianco della docente Antonella Caccuri, storica insegnante della scuola sempre pronta a supportare nuove iniziative formative.

4 parole chiave: alla scoperta di sé stessi e dell’evoluzione

Il laboratorio aveva uno scopo ben preciso: non solo porre i ragazzi a contatto diretto con l’arte e con l’aspetto materico del colore, ma soprattutto intraprendere un viaggio alla scoperta di sé stessi, verso la loro migliore evoluzione. Le relatrici hanno disposto quattro attività, connesse e l’una propedeutica all’altra, e intitolate da parole scelte tutt’altro che casualmente: attraverso un gioco etimologico, il titolo spiegava il senso di ogni fase laboratoriale. Scopriamole insieme.

Elaborati vari
  1. Empatia: da en-pàthos, letteralmente “nel sentimento”. Divisi in coppie, il primo compagno si è dedicato alla scrittura, il secondo all’arte: l’obiettivo era ritrarre un peso, un dolore che si porta dentro da molto e che non ha mai avuto l’occasione di affrontare. L’atto di mettere per iscritto, infatti, è di per sé in tali situazioni doloroso: la scrittura concretizza il malessere, lo rende visibile e, dunque, esistente. Al termine dell’attività, ciascun membro della coppia ha ricevuto l’elaborato dell’altro: ecco il momento della riflessione e dell’empatia, il vivere la sofferenza altrui osservando tanto lo scritto quanto il disegno. I ragazzi hanno avuto qualche minuto per consultarsi e realizzare un elaborato finale: cosa si può trarre di positivo, che messaggio di speranza può essere diffuso? Ciascuno di loro si è dato una risposta, supportandosi a vicenda.
  2. Resistenza: da re-existere, fermarsi respingendo una forza oppositiva: una parola che parla da sé. I ragazzi hanno scritto su un foglio almeno due motivi per cui essere fieri di se stessi, che li rendono grati delle loro azioni o semplicemente una sfida importante che hanno superato e nonostante la quale sono ancora nel qui e ora. Dopo essersi scambiati gli scritti, tra sorrisi ed emozioni di vario genere, ciascuno ha dipinto all’altro un meraviglioso segnalibro, realizzato con una base lignea.
  3. Educazione: da ex-ducere, condurre fuori. Ecco il significato travasato di educazione, che non implica solo l’assimilare nozioni, ma anche e soprattutto l’uscir fuori, l’emettere la propria personalità e i propri sentimenti. Ai ragazzi è stato chiesto di scegliere tre parole che in quel momento li descrivevano. É impensabile che non siano uscite parole meravigliose e sorprendenti: bolla, ponte, foglia, silenzio, natura, vortice, sentieri, mare…e tanto altro. Questa volta il compagno aveva il compito di scegliere per l’altro un colore tra il rosso, il verde, il blu e il giallo: attività propedeutica all’ultima fase del laboratorio.
  4. Responsabilità: respondere, l’abilità di rispondere. Ognuno di noi è chiamato a rispondere a delle difficoltà, ma anche a dei successi: è vitale impararlo e rendersene conto. Ogni studente avrebbe dovuto scegliere una sola parola che rappresenti la loro paura più grande; una volta scritta su un foglietto, il prossimo passo prevedeva quello di arrotolarlo su un bordo di bicchiere ecologico riciclato ritagliato, quello che sarebbe divenuto la base di un bellissimo acchiappasogni.
Elaborati vari

Tutto il materiale proposto ai ragazzi è stato comprato dall’associazione unicamente per lo svolgimento del laboratorio. Le emozioni non sono mancate: alcuni ragazzi ci hanno ringraziato donando i loro disegni e i segnalibri, ma anche lasciandoci alcuni messaggi di speranza. Una di loro: è questa la scuola che vorrei. Una frase più intensa non poteva che chiudere questo meraviglioso laboratorio.

Studenti all’opera

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