Oggi, 17 febbraio, ricorre la Festa del gatto, pertanto voglio ricordarti quanto speciale e benefico può essere questo animale. Infatti, molti di noi probabilmente ne hanno uno in casa, ma non sanno che apporta anche benefici alla salute. Non a caso, questi felini, oltre ad essere degli ottimi animali da compagnia, sono impiegati nella cosiddetta pet-therapy. Non sai cos’è? Lo vedremo insieme oggi.
Cos’è la pet-therapy o IIA
Con pet-therapy si intende l’impiego degli animali da compagnia per la cura di alcune specifiche malattie. Il termine fu coniato nel 1964 dallo psichiatra infantile Boris M. Levinson, ma in Italia è stato piuttosto sostituito da IIA, ossia Interventi Assistiti con gli Animali. A seconda che prevalga la componente ludico-ricreativa, educativa o terapeutica, si distingue tra AAA (Attività Assistita con gli Animali), EAA (Educazione Assistita con gli Animali) e TAA (Terapia Assistita con gli Animali). Quanto alle modalità di svolgimento della IIA, la legge italiana ha stabilito delle “Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali”, approvate nel 2015 (puoi trovare qui tutte le informazioni a riguardo).
La necessità di una regolamentazione normativa è dovuta alle ampie potenzialità di impiego degli animali come supporto alla cura: non solo offrono un aiuto negli ospedali e nelle case di riposo, ma sembrano sortire un effetto benefico anche nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico, disturbi dell’attenzione, difficoltà di apprendimento e aggressività. Questo perché, in generale, la presenza di un animale migliora il livello di attenzione, la frequenza delle interazioni e, nel caso di disturbi come l’autismo, evita le stereotipie comportamentali. Inoltre, svolgendo un ruolo di facilitatori nella comunicazione, gli animali aiutano nell’inclusione chi è affetto da disturbi. ù
Alcuni studi scientifici inoltre, dimostrano come essi influiscano positivamente sullo sviluppo dei bambini, aumentando autostima e fiducia in se stessi, elementi utili nella creazione di rapporti sociali.
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Gli impieghi del gatto nell’IIA: la cat-therapy
Grazie alle sue dimensioni ridotte, la sua discrezione e alla sua dolcezza, il gatto è un candidato perfetto per l’IIA. Nello specifico, è particolarmente indicato per adulti affetti da Alzheimer, per chi sta attraversando gli effetti di un trauma, per soggetti autistici o come sostegno psicologico ai pazienti oncologici. I gatti scelti per la cat-therapy hanno un carattere tendenzialmente docile, affettuoso, non aggressivo e sono in genere adulti; non è necessario che appartengano ad una razza specifica, sebbene il persiano, il siamese e il Maine Coon siano maggiormente indicati.

Ma quali sono, nel concreto, i poteri terapeutici del gatto?
Il primo, innanzitutto, è quello di favorire il sonno – e sappiamo che dormire bene aiuta a vivere bene! Secondo uno studio della Mayo Clinic Center for Sleep Medicine in Arizona, il 41% delle persone che vivono con animali sostiene di dormire meglio grazie alla presenza del proprio gatto, che permette di rilassarsi accarezzandoli.
Difatti, studi scientifici hanno mostrato come il contatto fisico con un animale induca una riduzione del cortisolo, ormone responsabile della risposta allo stress, e favorisca invece il rilascio di endorfine e dopamina, che procurano una sensazione di benessere. L’effetto “calmante” che si ottiene prendendosi cura di un gatto ha ancora altri vantaggi: uno studio, pubblicato su PubMed Central (PMC), dimostra che la presenza di un gatto in casa riduce la pressione sanguigna ed il rischio di malattie cardiovascolari.

Avere un gatto in casa, quindi, può portare solo benefici, ma non dimentichiamoci che il nostro felino è molto più che un semplice “strumento” per il benessere: prima di ogni cosa è un amico, un compagno, che si prende cura di noi come noi di lui. Se stai pensando di adottare un gatto, non farlo solamente per ciò che può offrirti, ma fallo per ciò che tu puoi offrire a lui: ci sarà ogni giorno per te, assicurati di poter fare lo stesso.
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