Far luce su questi avvenimenti è l’unico modo per sensibilizzare efficacemente sull’importanza della salvaguardia della salute mentale.
Spoiler: di depressione si muore, sì, purtroppo sì!
Ma quanto è importante rompere lo stigma sociale parlando con rispetto e tutela di salute mentale?
Oggi parleremo di depressione e del caso GF Vip – Marco Bellavia.
Partendo dalle basi è meglio dare una definizione di “depressione“: la depressione fa parte della grande famiglia dei disturbi dell’umore che presentano differenti gravità e altrettante modalità di intervento.
Cosa comportano? Un’alterazione psicologica, affettiva, emotiva e, per questo, vengono diagnosticati quando la nostra vita è impattata negativamente da questi episodi: c’è un disagio significativo a livello lavorativo, sociale, familiare, sentimentale, relazionale.

Possiamo riscontrare periodi in cui c’è una tristezza sconfinata nella vita della persona dove, spesso, viene definita come una nube grigia sopra la loro testa, e periodi in cui l’allegria è protagonista (ballare, fare shopping, usare sostanze, fare sesso). Nel caso in cui la parte dell’allegria, del lampo di tuono che fa scatenare tutto non è presente, si parla di disturbo depressivo maggiore, nel caso contrario (ossia se ci sono oscillazioni tra la tristezza e l’allegria) si parla di disturbi bipolari. Nel nostro caso, nel disturbo depressivo quindi, ci troviamo nella parte “down” dell’emotività (esistenziale e non) di una persona.
Cosa caratterizza questa disturbo? Innanzitutto umore depresso per la maggior parte del giorno e quasi ogni giorno, marcata diminuzione di interesse e piacere, significativa perdita di peso e appetito, insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno, agitazione o rallentamento quasi ogni giorno, sentimenti di autosvalutazione o colpa eccessivi o inappropriati quasi ogni giorno, ridotta capacità di concentrarsi/indecisione/pensare, pensieri ricorrenti di morte o ideazione suicidaria o tentativi di suicidio.
La prevalenza di questo disturbo è del 2.6% – 5.5% negli uomini e del 6% – 11.8% nelle donne. Diverse sono le cause che comportano una probabilità maggiore dello sviluppo del disturbo e, tra queste, troviamo gli “schemi cognitivi” e i “fattori sociali di rischio” ossia il supporto sociale: se si vive all’interno di una società ricca, accogliente, stimolante, la persona può ricevere sostegno nel caso si trova ad affrontare periodi negativi nel corso della vita ma, comunque, bisogna sempre tener presente la percezione soggettiva che ne ha la persona.
Per schemi cognitivi, invece, si intende (in questo caso) strutture cognitive negative come ad es. una visione negativa di Sé: questi schemi hanno origine in età infantile e adolescenziale a causa di esperienze/relazioni negative dell’infanzia: genitori ipercontrollanti, madri depresse, esperienze di maltrattamento, frantumazione della relazione, abuso fisico e sessuale.
Tutto ciò può favorire la tendenza a sviluppare uno stile interno, stabile e globale secondo il quale gli eventi negativi vengono attribuiti (dalla persona) a cause a lui interne che lo coinvolgono nella totalità della sua vita i quali sono immutabili. Il verificarsi di questi eventi negativi nella vita adulta “attiva” tali schemi, favorendo l’insorgere della depressione.
Salute mentale: il caso di Marco Bellavia
Il caso di Marco Bellavia ha fatto scalpore ed è stato uno dei titoli più frequenti delle ultime settimane. Ha fatto scandalo negli ultimi giorni in quanto il concorrente del Grande Fratello VIP, probabilmente nella speranza di trovare supporto, ha deciso di confidarsi con gli altri partecipanti al reality su ciò che riguarda la sua depressione. Ciò che trova invece è isolamento, accompagnato da scherno e frasi denigratorie.
Molti dei concorrenti con cui Bellavia si è confidato infatti hanno reagito con opposizione ai suoi racconti, quasi infastiditi dal tentativo innocente di aprirsi a rapporti confidenziali.
In un contesto in cui persone vivono costantemente insieme h24 per diverso tempo, è inevitabile che si vengano a creare dei rapporti di confidenza e che di conseguenza qualcuno possa anche lasciarsi andare a racconti del proprio vissuto.

Le confidenze di Bellavia, probabilmente vanno ben oltre il semplice raccontarsi, ma hanno forse l’intento di mettere al corrente della presenza di una grave situazione di disagio che non si è in grado di gestire da soli.
Questi segnali d’aiuto impercettibili talvolta, sono manifesto di qualcosa di più grande ed intenso che resta celato dietro un sorriso o una battuta e molto spesso non vengono nemmeno percepiti come tali e vengono totalmente ignorati, come il caso appunto di Bellavia.


Inoltre, l’argomentare di tematiche sulla salute mentale sappiamo bene essere un argomento scomodo di una società sempre troppo poco interessata a far luce su queste argomentazioni, di conseguenza le persone si sentono poco rassicurate nell’esporsi o nell’informarsi. Basti pensare al caso Manuel A. Vallicella.

Anche noi di Univox abbiamo parlato di salute mentale e prevenzione del suicidio in questo articolo.
Ciò che più è difficile da accettare, sono proprio le frasi che Bellavia si è sentito dire in questi giorni. Citandone solo alcune:
- “Si merita di essere bullizzato” – G. Lamborghini
- “Sei la causa dei tuoi mali” – W. Goich
- “Sei proprio scemo, no ignorante, che è peggio. (…..) Stai la, vai alla neurodeliri” – E. Ferruzzi
- “Tu sei patetico.” – C. Marconi
Frasi agghiaccianti, imbarazzanti e terribili solo da leggere, figuriamoci da ascoltare.
Eppure sono state dette con la stessa leggerezza con cui non ci si è preoccupati di rimproverare chi le ha dette (in diretta – perché non vale farlo durante la puntata quando ci sono stati giorni di fuoco di web infuriato). Lo stesso Marco, in una delle più recenti puntate, aveva affermato che riponeva nel GF e nei concorrenti, la speranza di aiutarlo ad andare oltre i problemi, proprio perché l’unione fa la forza. Di certo non ci si sarebbe mai immaginati di trovarsi di fronte ad una gogna di gruppo, ad uno spettacolo triste e crudo di gruppo contro uno.
In una società moderna in cui di salute mentale non si parla mai abbastanza, fare luce su queste tematiche è di vitale importanza. E se parlare di salute mentale, di ansia e depressione per qualche concorrente risulta essere “patetico” allora rimando a qualche mio racconto sulla questione.
Come detto all’inizio, di depressione si muore, è un dolore invadente, invalidante, cronico, insopportabile. Le cure, spesso, sono costose e la motivazione a continuare a lottare contro lo stigma non è sicuramente il “aiutiamoli sennò va a finì che si ammazzano”, ma, cercare di dare supporto, comprensione, vicinanza, a colui/colei che come essere umano uguale e identico a me ha bisogno di sostegno poiché “nessun* si salva da sol*”.
E’ intollerabile e inaccettabile che una persona, che sta sperimentando tutto questo “mal di vivere”, debba anche difendersi da sol* da giudizi/commenti/battutacce da chi ignora (per motivo X) totalmente la sofferenza della nostra anima. L’intera classe sociale e politica deve necessariamente e urgentemente iniziare a fasi carico di queste responsabilità: il periodo storico in cui ci troviamo, tra pandemie e guerre, sta diventando invivibile e tutto questo si sta ripercuotendo sugli adolescenti e sui giovani adulti. Se poi, tutto ciò, lo trasportiamo nelle famiglie dove parlare di salute mentale è, spesso, ancora un tabù tutto ciò diventa insostenibile. La malattia fisica sì, la malattia mentale a casa mia non ci entra!
Ci si ritrova a curarsi da sol*, di nascosto e, in alcuni casi, senza soldi. Il supporto diventa fondamentale, è pura magia, connessione, ed esistenza intensa. Normale non significa non soffrire; soffrire significa normale.
