I diritti civili: una battaglia persa?
I diritti civili: una battaglia persa?

I diritti civili: una battaglia persa?

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Al giorno d’oggi, un tema considerato “rovente” dal punto di vista del dibattito attuale è rappresentato dai diritti civili. Si tratta di un argomento vasto e delicato, motivo per cui, in questo articolo desidero far conoscere un film che ha tanto messo in risalto questa tematica, “Una battaglia dopo l’altra”, diretto da Paul Thomas Anderson e con attore protagonista Leonardo Di Caprio.

Proteste per diritti
Lotta per i diritti

“Una battaglia dopo l’altra”: 3 motivi per guardare il film

Il film è liberamente ispirato al romanzo di Thomas Pynchon “Vineland” e riguarda la storia di un gruppo di attivisti di estrema sinistra denominato “French 75” impegnato nella lotta contro il governo americano per consentire l’immigrazione dai Paesi dell’ America centromeridionale (il film si svolge in un lungo arco temporale, a partire dagli anni ’80). Nello specifico, i rivoluzionari si impegnano nel liberare gli immigrati imprigionati in un centro di detenzione in California. Tra gli estremisti ci sono Pat Calhoun (Leonardo Di Caprio) e Perfidia Beverly Hills (Teyana Taylor), protagonisti della vicenda, innamorati tanto da concepire una bambina.

La storia prosegue con le diverse azioni irruente di queste persone: anche Perfidia partecipa nonostante sia incinta. Il nemico numero uno dei due protagonisti è un sergente americano che, pur di non rovinarsi la reputazione dinanzi ai vertici militari, dà loro non poco filo da torcere. Il fil rouge del film risiede, dunque, nella lotta costante per rivendicare il rispetto dei diritti umani e civili repressi e continuamente calpestati.

I dialoghi significativi

Attraverso i dialoghi non banali tra i personaggi, si può comprendere come a partire dalle generazioni più vecchie fino a quelle più giovani (la figlia dei due protagonisti) sia sempre viva la necessità di lottare per i propri diritti non necessariamente con la violenza (si sa che ogni forma di estremismo non porta mai niente di buono, è soltanto foriera di altre situazioni dannose e pericolose per tutti), ma soprattutto attraverso le proteste pacifiche che hanno lo scopo di catturare l’attenzione dei media e di tutta la popolazione mondiale, in generale. E nel corso del film si può notare questa evoluzione, da forme di violenza a forme più moderate di espressione del proprio pensiero.

Gli angoli di ripresa

Anche la scelta degli angoli cinematografici per la ripresa di azioni specifiche rientra nella costruzione e nella comunicazione del messaggio finale del film: ci sono, infatti, molti primi piani, soprattutto focus sugli sguardi dei singoli personaggi. Ne deriva, quindi, un’attenzione particolare alla componente emotiva, sulle sensazioni della gente impegnata nel far rispettare i propri diritti: numerosi sono i volti che veicolano apprensione, terrore per la politica di soppressione e repressione, disperazione, ma anche gioia per un proprio caro che si credeva aver perso per sempre e che, invece, poi si ritrova.

Diviene importante, a riguardo, anche il focus sulla prossemica, sulla comunicazione non verbale, gestuale e, in generale, del corpo.

Molti spunti di riflessione

Le domande che possono venir fuori dalla visione del film sono diverse: si può riflettere, ad esempio, sui cambiamenti avvenuti tra ieri e oggi (ci sono aspetti migliorati o peggiorati? Come ci si approccia oggi ai movimenti migratori e allo stigma sociale della “paura del diverso”?). Nel film è proprio la “paura del diverso” a causare l’escalation di molte violenze psicologiche e fisiche ingiustificate perpetrate dai soldati americani nei confronti delle persone provenienti da sud.

Oggi è ancora più importante parlare, dialogare, confrontarsi su queste tematiche, viste le cronache attuali: diviene fondamentale, quindi, diffondere principi di accoglienza, di ascolto, di integrazione e di inclusione; la consapevolezza secondo la quale l’altro, di un’altra cultura o con un altro stile di vita può soltanto arricchire la società circostante, può offrire conoscenze o prospettive fino ad allora ignorate. Per rispondere alla domanda iniziale, dunque, lottare per i diritti civili non è una battaglia persa!

Diritti civili

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