La doppia Faccia dell’Orgoglio: nemico o risorsa?
La doppia Faccia dell’Orgoglio: nemico o risorsa?

La doppia Faccia dell’Orgoglio: nemico o risorsa?

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L’orgoglio è una delle emozioni umane più complesse e sfaccettate. Spesso lodato come un segno di forza e autostima, a volte è denigrato come la radice dell’arroganza e della caduta. Ma cosa ne pensa la psicologia? In realtà, non è un’emozione singola, bensì un complesso costrutto (Ekman, 2003; M. Lewis, 2000) che gli psicologi distinguono in due forme principali, con implicazioni molto diverse per il nostro benessere e le nostre relazioni: l’Orgoglio Autentico e l’Orgoglio Ipertrofico (o Arrogante) (J. L.Tracy & R. W. Robins, 2004a).

L’Orgoglio Autentico: Il Motore della Crescita

orgoglio autentico

L’Orgoglio Autentico emerge come una reazione positiva a un successo raggiunto grazie al nostro sforzo e alle nostre competenze. È quell’emozione calda che proviamo dopo aver completato un progetto difficile, superato un esame, o aiutato qualcuno in modo significativo. Si congiunge quindi col senso di soddisfazione, con il plauso del proprio operato, con emozioni piacevoli e un’attivazione fisiologica positiva. Questa emozione ha diverse caratteristiche:

  • Orientato all’Azione: è focalizzato su un’azione specifica (“Sono orgoglioso di ciò che ho fatto”) e contribuisce quindi a valutare l’azione singola, non l’intero sè;
  • Motivazione Intrinseca: contribuisce ad accrescere la direzionalità interna che ci muove “verso qualcosa” per il semplice fatto di accrescerci (a differenza della motivazione estrinseca che motiva nel raggiungimento di uno scopo solo per ottenere un vantaggio secondario o, appunto, esterno). Spinge a perseverare e a stabilire obiettivi più ambiziosi, rafforzando il nostro senso di autoefficacia, e ci rende più propensi a ripetere i comportamenti positivi;
  • Promuove l’Umiltà: riconosce l’importanza dello sforzo e degli eventuali aiuti esterni, mantenendo una visione realistica di sé e, nel valutare i propri successi o talenti, riconosce in maniera assertiva l’impegno profuso ed eventuali criticità;
  • Benessere Relazionale: Non minaccia gli altri. Le persone che provano quest’emozione tendono ad essere percepite come competenti e calorose, migliorando le loro relazioni sociali.

Questa prima faccia della medaglia, quindi, è un’emozione sana e fondamentale per lo sviluppo di una solida autostima.

L’Orgoglio Ipertrofico: La Maschera della Fragilità

orgoglio arrogante


All’estremo opposto troviamo l’Orgoglio Ipertrofico (o Arrogante), spesso associato al concetto di “hubris” greco. Questa seconda faccia è un’esaltazione eccessiva e non realistica del Sé in generale, piuttosto che di un’azione specifica. Molti studi psicologici lo associano al narcisismo (M. Lewis, 2000) ed è stata teorizzata anche l’esistenza della Sindrome di Hubris, ossia una particolare forma di disposizione comportamentale che affligge gli uomini di potere. Le sue caratteristiche sono:

  • Orientato al Sé Globale: è focalizzato sulla persona stessa (“Sono orgoglioso di chi sono in modo assoluto e superiore agli altri”) invece che sul singolo comportamento di successo (“Vinco perchè sono intrinsecamente il migliore”);
  • Arroganza e Superiorità: si manifesta con tendenze narcisistiche, disprezzo o svalutazione degli altri. La persona si sente intrinsecamente “migliore”, senza che ci siano singoli particolari comportamenti a sostegno;
  • Instabilità: questo sfaccettatura è spesso dipendente da un senso di sè meno autentico (come ad esempio una visione di sè distorta o grandiosa) e manifestarsi come difesa contro sentimenti di insicurezza o inferiorità. Essendo fragile, richiede una costante convalida esterna e reagisce con rabbia o vergogna a qualsiasi critica;
  • Danneggiamento Relazionale: è generalmente associato a problematiche nelle relazioni. Questo atteggiamento rende gli individui presuntuosi ed egocentrici, portando all’esclusione sociale e al conflitto.


Psicologicamente, è un meccanismo difensivo che maschera una bassa autostima di fondo e una grande paura del fallimento.

“Gli infinitamente piccoli hanno un orgoglio infinitamente grande” Voltaire

Come Coltivare l’Orgoglio Sano

Riconoscere questa distinzione è cruciale. Diventare consapevoli dell’esistenza di una forma di orgoglio positiva e utile permette di sentirsi maggiormente sicuri nell’espressione di sè, della gioia di un successo, e favorisce la capacità di auto-valutazione positiva rispetto alle proprie competenze, talenti, abilità. La chiave per sfruttare il potere motivazionale di questa emozione sta nel focalizzarlo sui nostri sforzi e sulla nostra crescita, non sulla nostra presunta superiorità sugli altri. Suggerimenti pratici:

  1. Celebrare l’Impegno, non solo il Talento: Quando raggiungi un traguardo, concentrati sull’impegno che ci hai messo. Questo rafforza l’idea che puoi replicare il successo attraverso il lavoro.
  2. Praticare la Gratitudine: riconoscere i contributi esterni (mentori, amici, fortuna) sviluppa l’umiltà e mantiene una visione più realistica e completa del proprio successo;
  3. Accettare il Fallimento come Feedback: un fallimento diventa solo un’indicazione che è necessario cambiare strategia, non un attacco al tuo valore intrinseco.

In conclusione, essere orgogliosi non è intrinsecamente un comportamento buono o cattivo; è lo specchio di ciò che valorizziamo. Quando quest’emozione deriva dal duro lavoro e dalla crescita personale, è potente e alimenta la resilienza e il successo. Quando si trasforma in arroganza, rischia di diventare una prigione di fragilità, produrre forti sentimenti di sofferenza interiore, impedire di accettare la frustrazione dell’insuccesso, demolire il proprio valore e generare isolamento. Scegliamo saggiamente come rapportarci a noi stessi!

essere orgogliosi di sè

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