“No dai prof non ce la faccio, mi vergogno troppo!” è una delle frasi più sentite da chi, come me, insegna lingue straniere. Soprattutto quando si tratta di esercizi che implicano una produzione scritta o orale, molti studenti si sentono bloccati, come se fossero in un qualche modo impossibilitati nell’apprendimento della Lingua Target. Questo blocco in letteratura prende il nome di ansia linguistica.

Nonostante i buoni propositi, le mille strategie didattiche provate, i titanici sforzi da parte degli studenti stessi di tentare, almeno una volta, ad esporsi dicendo una frase, anche breve, davanti alla classe, i ragazzi stessi ammettono di sentirsi come se la loro mente si svotasse completamente, come se tutte le nozioni e i vocaboli imparati fino a quel momento diventassero inafferrabili, completamente al di fuori della loro portata.
Molto spesso si tratta persino di studenti che eccellono in buona parte delle altre materie scolastiche e che studiano con serietà e impegno, i quali però riportano notevoli difficoltà non solo nell’imparare la lingua straniera in sé, ma nel correre rischi, nel “buttarsi” durante le lezioni di inglese (o francese, tedesco, o qualunque altra lingua abbiano deciso di apprendere). Dunque, come mai proprio quando si tratta dell’apprendimento di una lingua straniera molti alunni si trovano a dover affrontare questa difficoltà che è prevalentemente di natura psicologica?
Questo ci porta a dover rispondere alla prima domanda di questo articolo:
Cos’è l’Ansia Linguistica?
L’ansia linguistica (o Foreign Language Anxiety – FLA) è un tipo di ansia specifica che nasce dall’incontro (o, talvolta, scontro) con una lingua straniera. Questa tipologia di ansia è particolarmente evidente nei momenti in cui viene richiesta una produzione spontanea e non preparata precedentemente dagli alunni (es. esercizi di role play, domande riguardanti il lessico affrontato durante la lezione stessa, etc). In molti casi questo tipo di ansia risulta debilitante anche nelle comprensioni del testo orale (per intenderci, gli spesso odiati esercizi di listening).
Nella letteratura che riguarda la FLA, e nella mia esperienza personale di professoressa di inglese, spesso sentiamo alunni che lamentano di sentirsi confusi e di essersi preoccupati così tanto di non capire ciò che avrebbero sentito che la loro capacità di rimanere concentrati sull’ascolto è stata compromessa.

Dopotutto, studiare una lingua diversa dalla nostra non è affatto un’impresa semplice! Oltre ai molti e complessi processi cognitivi che richiede un’impresa del genere, studiare una lingua straniera è un’avventura che richiede una buona dose di “faccia tosta”. Si deve innanzitutto accettare che si sbaglierà (e ben più di una volta!) e che gli errori spesso avverranno davanti ai nostri pari e questo può portare gli alunni a provare elevati livelli di ansia e preoccupazione.
Da questo punto di vista, credo che il ruolo del docente sia essenziale nel destrutturare tre delle dinamiche più comuni che vanno ad alimentare questo tipo di ansia: la paura di “essere incapaci” e per nulla portati ad imparare una lingua straniera, l’essere esposti a molteplici esperienze negative durante l’apprendimento linguistico e lasciare che gli studenti pongano su sé stessi obiettivi irrealistici che li porteranno inevitabilmente a sentirsi dei “fallimenti”.
Come ormai credo (e spero) si sappia, il ruolo dell’insegnante all’interno della classe va ben oltre l’essere una (talvolta inesauribile) fonte di spiegazioni sul materiale didattico in programma. Essere insegnante, in qualunque grado scolastico, implica anche il provare ad essere sempre consapevoli del lato emotivo e psicologico dell’apprendimento.
Significa, in parole povere, essere consapevoli del fatto che gli studenti che apprendono meglio non sono necessariamente quelli più accademicamente dotati o quelli più silenziosi, bensì gli studenti più sereni, e per quanto spesso ci si possa sentire poco influenti in molte situazioni che turbano i nostri alunni, possiamo provare quantomeno a creare un ambiente sereno e positivo all’interno della classe, in modo che gli alunni possano sentirsi tranquilli, motivati e sostenuti nel loro percorso.
Il ruolo dell’insegnante
Creare un ambiente sereno non è, tuttavia, un’impresa facile. È importante innanzitutto fare in modo che gli alunni si sentano a loro agio nell’esprimersi, promuovendo una cultura dell’errore positiva (come spesso dico ai miei alunni, infatti, gli studenti “bravi” non sono quelli che non sbagliano mai, ma quelli che sanno quando sbagliare) e presentando l’errore come un momento necessario nell’apprendimento.
Creare delle relazioni positive con gli alunni singolarmente (e con le loro famiglie) e dare valore e importanza ai loro stati d’animo è altrettanto importante, in quanto dà modo agli studenti di potersi rivolgere ai docenti con più facilità in caso di necessità e aiuta a togliere in loro la paura di sentirsi giudicati dall’adulto (abbiamo già parlato di empatia in questo articolo).

Con gli alunni che si trovano a dover gestire elevati livelli di ansia linguistica, è importante anche celebrare le loro piccole e grandi vittorie, ricordando che il rinforzo positivo può avere una buona influenza sui loro livelli di motivazione e può far si che, in futuro, si sentano più spronati a partecipare attivamente durante la lezione.
Allo stesso tempo, per far sì che l’incontro con la lingua straniera sia positivo, è importante avere sulla classe e sui singoli degli obiettivi realistici ricordando che ogni studente e ogni classe ha i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza e il fatto che in passato un argomento sia stato affrontato e compreso con rapidità da altri alunni non significa che ogni classe futura debba adeguarsi al ritmo dei suoi predecessori.
3 modi per superare la tua ansia linguistica
Una volta compreso quanto può fare un’insegnante, è importante prendere consapevolezza di tre piccole strategie che possono aiutare l’alunno a superare questa difficoltà.
- Innanzitutto, per quanto possa essere ovvio, è importante prendersi del tempo. Iniziare ad esprimersi quando ci si sente in grado di farlo può aiutare nel creare delle esperienze positive che potranno a loro volta essere delle solide basi per superare l’ansia linguistica. Andare a un ritmo diverso rispetto ai compagni o gli amici non è un problema, alcune persone possono avere bisogno di un po’ più di tempo per familiarizzare con delle strutture nuove e talvolta complesse! Ciò non vuol dire che non possano impararle con successo!
- Allo stesso tempo, prendere l’apprendimento linguistico un piccolo passo alla volta, senza fare lunghe sessioni di studio che rischiano soltanto di confondere ancora di più le idee, è essenziale. Dedicare ai nuovi vocaboli e strutture qualche minuto al giorno, mantenendo un impegno costante, è ben più utile e sicuramente più sostenibile!
- Un’altra cosa molto importante è cambiare punto di vista sul proprio apprendimento linguistico. Al posto di pensare “Studio inglese da 3 anni e ancora non riesco a guardare un film in lingua originale senza sentirmi assolutamente perso”, può aiutare provare a pensare a tutte le cose che sono state apprese! Ad esempio “Studio inglese da 3 anni e so già presentarmi e parlare delle cose mi piacciono!”.
Indubbiamente per superare completamente l’ansia linguistica sarà necessario un po’ di tempo, ma va bene così! Imparare una nuova lingua è complicato e ci porta a metterci in gioco come persone prima ancora che come studenti. È un’esperienza estremamente formativa e arricchente, che può aprire la mente degli apprendenti, facendo conoscere loro nuovi modi di vedere il mondo, di conseguenza (e qui ammetto di essere un po’ di parte, ma imparare nuove lingue è una passione che mi accompagna dall’infanzia) ne vale sempre la pena!
Buone vacanze (e buono studio!).
