Easyoung – Stare bene in Puglia 2025: un progetto per l’attivismo giovanile
Easyoung – Stare bene in Puglia 2025: un progetto per l’attivismo giovanile

Easyoung – Stare bene in Puglia 2025: un progetto per l’attivismo giovanile

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Parlare di attivismo giovanile, benessere mentale ed espressione creativa in un clima di parità, supporto reciproco e ascolto: ecco uno degli obiettivi che la nostra associazione si è posta nel creare “Easyoung – Stare bene in Puglia”, ormai in imminente partenza e atteso con immenso entusiasmo non solo dai partecipanti selezionati, ma anche dall’équipe operativa e dagli enti collaboratori.

Adesso, però, facciamo un passo indietro: non avete ancora sentito parlare di “Easyoung”? Non avete ben chiaro cosa si intende per attivismo giovanile? Volete prendere parte alla promozione e del progetto e fornire un vostro piccolo contributo? Siete nel posto giusto, buona lettura!

easyoung stare bene in puglia di univox ets come attivismo giovanile

Attivismo giovanile: cos’è esattamente?

Con l’espressione attivismo giovanile si fa usualmente riferimento all’impegno diretto dei giovani – solitamente adolescenti e giovani adulti – in cause sociali, politiche, ambientali o culturali con l’obiettivo di produrre un cambiamento significativo nella società. Questo impegno può manifestarsi in molte forme, tra cui: proteste e manifestazioni; volontariato in associazioni o organizzazioni non governative (in sigla ONG); campagne sui social media; partecipazione a movimenti studenteschi o politici; produzione di contenuti informativi (video, podcast, articoli); attività civica locale, come petizioni o incontri pubblici.

L’attivismo giovanile nasce spesso come reazione a un senso di ingiustizia percepita o a un desiderio di avere voce in un mondo che troppo spesso esclude i giovani dalle decisioni. Si sviluppa in contesti scolastici, comunitari, o tramite l’esposizione a temi sociali attraverso internet e i social media, affrontando temi più comuni come il cambiamento climatico, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, l’antirazzismo e la giustizia sociale.

Si tratta di una forma di azione e re-azione importante, perché permette ai ragazzi di sentirsi parte di qualcosa di più grande, di costruire un’identità collettiva e di sviluppare senso critico, responsabilità e consapevolezza. Inoltre, il partecipare attivamente alla vita pubblica li aiuta a diventare cittadini maturi e coinvolti, consapevoli di un potere di cambiamento di cui spesso si sentono privi, a seguito di commenti stereotipati sempre più ricorrenti come “i giovani di oggi sono tutti deboli, disinteressati, demotivati e incapaci”.

manifestazione per la giornata dei disturbi alimentari a bari di univox ets
Un esempio di attivismo nel corso di una manifestazione di Univox

L’attivismo nella fascia giovanile è anche importante per la società nel suo insieme, perché i giovani sono capaci di portare con sé idee nuove, energia, entusiasmo e una visione del futuro più coraggiosa: basti pensare che storicamente, molti movimenti che hanno portato a cambiamenti concreti — dai diritti civili negli Stati Uniti ai movimenti ambientalisti contemporanei — sono nati o si sono sviluppati proprio grazie alla spinta delle nuove generazioni.

Questo tipo di impegno dovrebbe essere incoraggiato fin dalla prima adolescenza, intorno ai 12 o 13 anni, e accompagnato fino ai 20-25 anni, quando si forma pienamente il senso della cittadinanza attiva. Su questo fronte, ci sono ben tre contesti di ruolo prioritario che dovrebbero promuoverlo a tutto tondo: la scuola, la famiglia e i social media. Si tratta di contesti dove il pensiero critico viene valorizzato, dove si parla di attualità, dove il confronto andrebbe visto come una risorsa, non come una minaccia.

Purtroppo, in molti contesti l’attivismo giovanile è in declino: questo succede per diverse ragioni. Molti giovani si sentono disillusi, convinti che nulla cambi davvero; altri sono schiacciati da ritmi scolastici e lavorativi sempre più intensi, oppure disorientati da un uso eccessivo dei social media che frammenta l’attenzione e riduce il tempo per impegnarsi davvero. Inoltre, spesso mancano spazi fisici e reali dove i giovani possano organizzarsi, incontrarsi e confrontarsi. In certi casi, l’attivismo viene addirittura stigmatizzato o represso, visto come una forma di ribellione inutile o fastidiosa.

In realtà, quando i giovani alzano la voce, non stanno semplicemente protestando: stanno cercando di costruire un futuro migliore, non solo per sé ma per tutti. E ascoltarli — davvero — è forse uno degli atti più concreti e urgenti che una società possa compiere per restare viva e giusta. Noi di Univox ci crediamo sin dall’inizio e la nostra costante crescita ne è la dimostrazione.

L’attivismo come opportunità

Oltre ad avere un grande valore educativo e civico, l’attivismo può anche rappresentare una straordinaria opportunità di crescita personale e di benessere emotivo: quando un giovane sceglie di impegnarsi per una causa, scopre spesso dentro di sé risorse che non sapeva di avere come il coraggio, la determinazione, la capacità di parlare in pubblico, di organizzare, di lavorare in gruppo. Queste competenze, che sono acquisite in modo spontaneo e vissuto, diventano un vero bagaglio prezioso per la vita e per lo sviluppo della rete socio-relazionale.

In un’epoca in cui la solitudine e l’isolamento sono problemi sempre più diffusi nel target giovanile, partecipare a un gruppo attivo significa sentirsi parte di una rete di persone con valori comuni, con cui costruire legami profondi e duraturi. In molti casi, l’attivismo diventa un vero spazio di amicizia, di confronto e di supporto reciproco: non di rado, i giovani che si impegnano insieme per un obiettivo condiviso trovano un senso di appartenenza che altrove manca.

inaugurazione della panchina della speranza a bari per la giornata della prevenzione al suicidio
Inaugurazione della Panchina della Speranza a Bari per la Giornata della Prevenzione al Suicidio

L’attivismo può anche aprire strade lavorative o formative concrete: molti giovani attivisti, infatti, entrano in contatto con organizzazioni, enti del terzo settore, ONG, istituzioni locali o internazionali e collaborano a progetti, imparano a scrivere comunicati, a gestire eventi, a comunicare in modo efficace.

Si tratta di competenze molto richieste nel mondo del lavoro: in alcuni casi, questo tipo di esperienze porta direttamente a opportunità professionali, stage, borse di studio o incarichi reali. Anche solo aver partecipato in modo attivo a un movimento o a un’associazione può arricchire enormemente un curriculum, dimostrando spirito d’iniziativa, leadership e senso di responsabilità.

La proposta di ARTI e della Regione Puglia: la Rete Galattica

Nata dal processo di partecipazione “Puglia Ti Vorrei”, un percorso ha coinvolto oltre 4000 giovani pugliesi raccogliendo idee e suggerimenti le future azioni regionali rivolte ai giovani, Galattica – Rete Giovani Puglia è un’iniziativa della Sezione Politiche Giovanili della Regione Puglia e dell’Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione (in sigla ARTI), con l’obiettivo dare ai giovani le risorse per informarsi, crescere e attivarsi e si presenta come una “costellazione” di opportunità per i giovani pugliesi, combinando:

  • Nodi fisici: 96 spazi distribuiti in vari comuni della Puglia, dove i giovani possono incontrarsi, partecipare a workshop e accedere a risorse locali.
  • Piattaforma digitale: un portale online che offre informazioni su opportunità di crescita, innovazione e connessione, trasformando il viaggio dei giovani in una vera avventura spaziale.

Le attività di Galattica includono momenti di informazione e accompagnamento, gestiti dai referenti operativi dei Nodi con il supporto del portale web regionale per garantire un accesso diretto alle risorse e ai servizi offerti, workshop e laboratori itineranti e piani locali di intervento per favorire la partecipazione attiva dei giovani alla vita della propria comunità.

Tra gli obiettivi principali, vi sono sicuramente il favorire l’autonomia e il protagonismo giovanile, il promuovere l’inserimento attivo nelle comunità locale e l’offrire un ecosistema di supporto che unisce infrastrutture materiali e strumenti digitali per sostenere i giovani nel diventare protagonisti della propria storia e della propria comunità.

Nasce Easyoung per dare voce all’attivismo giovanile

Un valido esempio di attivazione giovanile a livello sociale è proprio l’avviso pubblicato l’estate dello scorso anno da Sezione Politiche Giovanili della Regione Puglia e da ARTI e rivolto ad Enti del Terzo Settore (in sigla ETS) giovanili per la realizzazione di un programma di attività e servizi innovativi da realizzarsi presso i Nodi della Rete regionale Galattica.

A tale proposta Univox ha risposto con il progettoEasyoung – Stare bene in Puglia, ottenendo l’approvazione e il supporto degli enti sopra menzionati e dando avvio ad un’onda di energia ed entusiasmo tra i volontari e i collaboratori che hanno dato la loro disponibilità professionale per far sognare i giovani utenti del programma.

easyoung stare bene in puglia di univox ets

Il progetto ha preso avvio nel mese di aprile e proseguirà fino al mese di dicembre 2025 e si sviluppa attraverso un piano di 10 incontri formativi e 2 weekend di restituzione finale, ospitati in ben dodici Nodi pugliesi della Rete di Galattica. Ogni evento si svolgerà in una sede diversa per favorire la fruibilità dell’intero territorio pugliese, offrendo ai giovani competenze chiave legate alla salute e al benessere fisico, mentale e sociale, oltre a competenze trasversali utili per il lavoro.

Dalla promozione del benessere…

I primi quattro incontri si sviluppano sul tema psico-emotivo e presentano un approccio formativo con la trattazione di temi inerenti al benessere, con un focus sul contesto psicofisico (stili di vita sani, salute sessuale, gestione dello stress, autostima, intelligenza emotiva) e sociale (comunicazione efficace, approccio empatico, prevenzione delle dipendenze, relazioni disfunzionali).

L’obiettivo prioritario è di sensibilizzare i partecipanti sui vari aspetti del benessere personale e comunitario, di promuovere la consapevolezza del valore di tutelare la propria salute e di incentivare il supporto peer to peer. Gli incontri saranno tenuti da due psicologhe e socie di Univox, Fabiana Pellegrini e Francesca Balzano, a cui abbiamo fatto qualche domanda:

Che valore ha la promozione della salute mentale in età evolutiva?

La promozione della salute mentale riveste un’importanza cruciale per molteplici ragioni – spiega la dott.ssa Balzano – e il significato stesso del termine “promozione” (“avanzare”) richiama l’obiettivo di favorire condizioni di benessere fisico, mentale e sociale, capaci di valorizzare le nostre risorse personali e permetterci di vivere, lavorare e costruire relazioni in modo equilibrato e sereno. Promuovere, inoltre, significa anche agire in chiave preventiva: contribuire a ridurre il rischio che stati di disagio si trasformino in condizioni patologiche, croniche o pervasive.

Partecipare ad attività di approccio peer to peer può davvero fare la differenza nella salute mentale?

Partecipare ad attività con un approccio peer to peer può fare davvero la differenza nel contesto della salute mentale – spiega la dott.ssa Pellegrini – poiché sono attività che favoriscono la collaborazione e il supporto reciproco e prediligono un apprendimento cooperativo e un lavoro tra pari. Nello specifico, queste attività tra pari favoriscono l’innalzamento dei livelli di autostima e la valorizzazione del proprio sé, poiché le persone non si sentono “giudicate” ma comprese e libere di poter imparare e sbagliare.

Queste attività facilitano anche l’interazione sociale attraverso lo sviluppo di relazioni basate sul rispetto reciproco. E non solo, promuovono anche un benessere emotivo dove l’individuo si sente libero di poter esprimere le proprie emozioni senza paura del giudizio altrui.

…all’espressione creativa

Seguiranno quattro incontri di approccio pratico-sperimentale con laboratori esperienziali per l’acquisizione di competenze creative e digitali, come video making, graphic design, podcasting e gestione dei social media, con l’obiettivo di comunicare il tema della salute in modo innovativo e consapevole e di assimilare tecniche ed esperienze utili nel mercato del lavoro. Le sessioni saranno tenute da giovani professionisti del settore artistico-digitale vicini alla nostra associazione: Daniela Capriati, Daniele Notaristefano e Davide Mercadante. Anche a loro abbiamo rubato una piccola intervista chiedendo loro: che valore ha l’espressione artistica nel benessere dei giovani? Perché è importante stimolarla?

Quando pensiamo ad un’opera d’arte contemporanea, molte volte ci viene in mente la classica frase: “la farei meglio io”. Prosegue Daniele (in arte Eddie) – Questo perché si vede l’arte attraverso il concetto di riproduzione realistica, figurativa e duplicativa della realtà. Ma anche perché durante la nostra giovane età non ci vengono insegnati gli strumenti utili all’osservazione dell’arte.

Ci viene insegnato da piccoli, che “la casetta”, ad esempio, ha quella determinata forma, ossia un quadrato con sopra un triangolo. Niente di più sbagliato: e se ci fossero altri milioni di modi per rappresentarla e per guardarla? Perché fermaci a vedere nelle cose solo ciò che esiste nell’immaginario collettivo? L’identità del pensiero individuale in questo modo viene meno: in sostanza siamo meno “noi stessi” e di conseguenza ci conosciamo meno di quanto crediamo. La ricchezza di un’esperienza corretta di fruizione di un’opera conduce ad una maturità identitaria significativa. Questione cruciale, quella identitaria in età giovanile. Di fatto si sviluppano capacità empatiche, critiche e analitiche.

easyoung stare bene in puglia di univox ets e arteterapia

L’esperienza artistica in questo senso non è più solo una questione di mera creatività, che già produce benessere di per sé, ma diviene una sorta di alfabetizzazione vera e propria alla fruizione dell’arte: uno stimolo a guardare le cose da altri punti vista e percepirle legate a noi. Stimolare l’esperienza artistica in sostanza serve per conoscerci meglio, per affinare le nostre capacità percettive e per approfondire cose complesse che ci sembrano semplici solo perché non ne conosciamo il modo per guardarle.

Daniela ci racconta questo: l’educazione all’espressione artistica, soprattutto in età evolutiva, è un potente strumento di alfabetizzazione emotiva e sensoriale, in grado di sviluppare la propria sensibilità come parte integrante del proprio essere. In un’epoca in cui i giovani rischiano di crescere dentro e attraverso modelli standardizzati, l’educazione all’espressione artistica diventa un’urgenza, poiché la conoscenza di se stessi e del mondo nasce esclusivamente quando il sapere incontra il sentire.

E’ da questo incontro che si impara a guardare dentro e oltre ciò che viviamo e ad acquisire una visione personale del mondo, perché l’arte, al contrario di ciò che ci è stato insegnato, non chiede di essere vista, ma sentita. L’educazione all’espressione artistica non mira necessariamente a generare artisti, ma persone consapevoli, in grado di connettersi al proprio tessuto emotivo prima di restituirlo al mondo.

L’espressione artistica ha un valore fondamentale nel benessere dei giovani – ci spiega, infine, Davide – perché offre uno spazio sicuro per esplorare emozioni, sviluppare l’identità e rafforzare l’autostima. Stimolarla significa dare voce ai pensieri interiori, incoraggiare la creatività e promuovere la salute mentale attraverso il linguaggio non verbale: pratiche artistiche come danza, musica, scrittura e arti visive migliorano le capacità relazionali, il pensiero critico e la gestione dello stress — tutti elementi cruciali per affrontare con equilibrio le sfide dell’età evolutiva.

Fonte: Pexels

Gli ultimi due incontri prevederanno delle sessioni di arteterapia e scrittura creativa, con l’obiettivo di stimolare la consapevolezza del personale bagaglio emotivo e l’espressione artistico-creativa di tutto ciò che è stato appreso e sperimentato nel corso del progetto, che culminerà con due giornate di festival, in cui saranno presentati i contenuti creativi realizzati e organizzati workshop e attività per sensibilizzare il pubblico. ​

Puoi ricevere tutti gli aggiornamenti seguendoci sui nostri canali social (Instagram e Facebook) ed entrare nella nostra Community Whatsapp, dove postiamo tutte le attività che la nostra associazione organizza periodicamente. Non dimenticare anche abbiamo attivo il nostro indirizzo email apsunivox@gmail.com!

Che messaggio puoi portare con te da questo articolo?

Univox nasce con un solo obiettivo e non ci stancheremo mai di dirlo: dare voce a chi sente di non averla. Crediamo fermamente nel potere dell’attivismo – soprattutto in età giovanile – ma la strada da fare è ancora tanta: ci sono stereotipi da rompere e pensieri da decostruire, preconcetti da abbattere e speranze da coltivare.

La cosa più importante: non importa che età tu abbia, né che titolo tu abbia acquisito, il mestiere che svolgi e la rete di persone che frequenti. Il cambiamento – che può nascere da un sorriso casuale per strada – può fare la differenza, sempre.

Coltiva le tue passioni, riprendile se le hai messe da parte e rendile l’alimento principale contro la fame causata da disperazione, disillusione e delusione. Diffondi il valore dell’attivismo, fai sentire la tua voce anche se ti senti in una tempesta controcorrente: forse non ne vedrai il beneficio nell’immediato, ma l’amore provato da quel riscatto vale tutto. E se vuoi affrontare questo cambiamento con noi, ti aspettiamo.

freehugs a bari di univox ets
FreeHugs e attivismo giovanile in Progetto Emphilia di Univox

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