Il 13 novembre si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, con lo scopo di diffondere la pratica di questo valore, amplificandone i benefici a livello individuale e sociale. La data prescelta coincide con il giorno in cui si aprì la conferenza del World Kindness Movement, che ebbe luogo nel 1997 a Tokyo e che si concluse con la firma della Dichiarazione della Gentilezza.
«Guardare oltre noi stessi e oltre i confini di Paesi, etnie, religioni e culture»: questo è il motto adottato dall’Assemblea Generale del Movimento, costituita da 27 paesi che, ogni anno, si riuniscono per discutere di progetti condivisi e sviluppo sostenibile. La sede italiana del WKM, nata a Parma nel 2001, ha scelto come slogan il celebre verso di una canzone di Claudio Baglioni: «La gentilezza è rivoluzionaria».

Che cos’è la gentilezza?
L’aggettivo gentile deriva dal latino gentilis e significa letteralmente colui che appartiene alla ‘gens’ (cioè alla stirpe). Il significato del termine si è poi ampliato fino a indicare la nobiltà d’origine. Ma è nell’ambito della letteratura trecentesca che questa parola ha assunto, per la prima volta, un valore molto simile a quello che tuttora le attribuiamo, quando i principali autori dello Stilnovo hanno iniziato a utilizzarla per designare la supremazia della nobiltà d’animo rispetto alla nobiltà di sangue.
Oggi il senso comune tende a identificare la gentilezza con una virtù che consiste nell’assumere una disposizione d’animo benevola verso sé stessi e verso gli altri. Ciò su cui non ci si sofferma molto, invece, – e che non tutti sanno – è che la gentilezza non ha valore solo a livello etico, ma è in grado di apportare diversi benefici sia all’individuo sia alla comunità .

I benefici della gentilezza
Migliora il benessere emotivo
Compiere atti di gentilezza favorisce un innalzamento dei livelli di dopamina (il neurotrasmettitore associato al piacere e alla ricompensa), aumentando il nostro senso di gratificazione e felicità .
Riduce i livelli di stress e ansia
Assumere un comportamento benevolo nei confronti degli altri riduce il livello di cortisolo (il cosiddetto ormone dello stress), ma soprattutto ci aiuta a mettere da parte le nostre preoccupazioni personali e a focalizzarci sul prossimo, creando un ambiente di serenità reciproca.
Aumenta l’autostima e la fiducia in sé stessi
Essere gentili aiuta a rafforzare una concezione positiva della propria persona. Inoltre, permette di consolidare relazioni sociali preesistenti e di crearne di nuove.
Migliora la salute fisica
Secondo diversi studi, la gentilezza contribuirebbe a ridurre la pressione sanguigna e a stimolare il sistema immunitario, potenziando le difese del corpo contro malattie e infezioni.
Contribuisce a creare una società più empatica e solidale
Assumere un atteggiamento gentile aiuta le persone a sentirsi meno sole, più comprese e più supportate nelle proprie difficoltà . La cultura della gentilezza può favorire la cooperazione, ridurre le tensioni sociali e promuovere atteggiamenti di inclusione.
È contagiosa!
Ma soprattutto, il senso di gratitudine che si prova dopo aver ricevuto un gesto di gentilezza inaspettato determina una sorta di effetto a catena, alimentando un circolo virtuoso in grado di estendere questi benefici a un gruppo di individui sempre più ampio.

La gentilezza come atto di ribellione
In una realtà frenetica come quella in cui viviamo, in cui l’altruismo sembra ormai passato di moda – se non addirittura segno di debolezza -, essere gentili è una scelta potente, liberatoria. Rivoluzionaria.
In un mondo che ci spinge a correre sempre più veloci, a perseguire i nostri obiettivi ad ogni costo e a dare solo per ricevere, la gentilezza ci invita a rallentare, ad ascoltare con attenzione chi e cosa ci circonda, a rendere più autentiche le nostre relazioni. Soprattutto, torna a reinsegnarci la bellezza delle piccole cose, scordate ma non dimenticate: un sorriso a uno sconosciuto, un grazie in più del solito, una parola di conforto. Non costa nulla, eppure ha un valore inestimabile.
