Una diagnosi oncologica in giovane età è un evento che sconvolge in modo profondo e spesso inaspettato il corso della vita. In un momento esistenziale in cui la persona è impegnata nella costruzione dell’identità adulta, delle relazioni intime e di una visione del futuro, la malattia arriva come un’interruzione, una frattura che impone di rinegoziare ruoli, aspettative e sogni.
In questo articolo voglio riflettere sul ruolo dell’identità e delle relazioni sociali nei giovani adulti che affrontano un percorso oncologico, ponendo l’attenzione sia sulle sfide sia sulle risorse che possono emergere da questa esperienza.
- La diagnosi oncologica come interruzione evolutiva
- Il corpo malato: tra sguardi e narrazioni
- Relazioni sociali e senso di appartenenza
- Sessualità e fertilità: temi da non eludere
- Interventi psico-oncologici: uno spazio per elaborare e ricostruire
- Conclusione: una nuova identità possibile
- Fonti e riferimenti scientifici
La diagnosi oncologica come interruzione evolutiva

La giovane età adulta è un periodo di grande fermento psichico ed emotivo. È il tempo in cui si definisce chi si è, cosa si vuole, a cosa si appartiene. Il corpo cambia, i legami si ridefiniscono, la progettualità si amplia.
In questo processo, il cancro può irrompere come uno spartiacque. Da un lato, impone un nuovo statuto identitario – quello del “paziente” – che può oscurare le altre parti di sé. Dall’altro, costringe a confrontarsi precocemente con temi esistenziali come la mortalità, la perdita di controllo e la vulnerabilità.
La teoria dell’identità sociale (Tajfel & Turner) ci ricorda che il senso di sé è in larga parte modellato dalle appartenenze sociali. Quando l’esperienza di malattia isola o allontana il giovane dal proprio gruppo di pari, si può generare un senso di alienazione profonda, una distanza che non è solo fisica, ma emotiva ed esistenziale.
Tuttavia, molti giovani adulti riescono a trasformare questa crisi in un’opportunità di crescita, sviluppando una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie priorità. Questo processo, noto come crescita post-traumatica, può portare a una rinnovata forza interiore e a una ridefinizione positiva dell’identità.

Il corpo malato: tra sguardi e narrazioni
Il corpo in trasformazione, oggetto di trattamenti invasivi, può diventare un luogo di estraneità. Nei giovani adulti, la relazione con il corpo è centrale per l’identità: è strumento di seduzione, forza, movimento, identità di genere.
Per molti pazienti, i cambiamenti fisici legati alle terapie (perdita di capelli, cicatrici, modificazioni ormonali, sterilità) portano a una percezione del corpo come “non più proprio”. Questo può generare vergogna, ritiro sociale, difficoltà nel vivere la sessualità e l’intimità.
È qui che il lavoro psicoterapeutico ha un potenziale trasformativo: aiutare il paziente a reintegrare il corpo nella narrazione di sé, a riconquistare il diritto al piacere, al desiderio, alla bellezza.
Relazioni sociali e senso di appartenenza
Le relazioni sono linfa vitale per il giovane adulto. Amicizie, amori, esperienze collettive come l’università, il lavoro, i viaggi contribuiscono alla costruzione di una visione del mondo.
La malattia può minacciare questa trama relazionale. Alcuni amici si allontanano per paura, imbarazzo o incapacità di gestire la sofferenza. Le coppie possono entrare in crisi. I genitori, spesso spaventati, tornano a occupare un ruolo accudente che può risultare invasivo.
Al tempo stesso, emergono anche relazioni nuove, autentiche, basate sulla condivisione profonda. Alcuni giovani raccontano che l’esperienza del cancro ha permesso loro di distinguere le relazioni “significative” da quelle superficiali, di circondarsi di persone davvero presenti.
In questo senso, la malattia diventa anche un catalizzatore di senso e verità.
Sessualità e fertilità: temi da non eludere

Uno degli aspetti più trascurati, ma fondamentali, è quello della sessualità. Le disfunzioni sessuali sono frequenti nei giovani sopravvissuti al cancro, spesso legate a trattamenti chirurgici, chemioterapici o ormonali, ma anche a fattori psicologici come la depressione, l’ansia o la distorsione dell’immagine corporea.
La sessualità, in questi casi, va trattata come parte integrante della salute e della qualità della vita. Parlare apertamente di desiderio, piacere, fertilità e genitorialità è un atto terapeutico. Alcuni centri oncologici, come l’Humanitas Cancer Center, offrono percorsi dedicati alla preservazione della fertilità e alla rieducazione sessuale.
La possibilità di scegliere, informarsi e progettare un futuro familiare restituisce agency e dignità ai giovani pazienti.
Interventi psico-oncologici: uno spazio per elaborare e ricostruire
I percorsi psico-oncologici dedicati ai giovani adulti sono ancora troppo rari, ma rappresentano uno strumento cruciale per sostenere il reinserimento sociale e la rielaborazione dell’identità.
Programmi come quello del progetto AYA (Adolescents and Young Adults) in vari ospedali italiani e internazionali propongono spazi di gruppo, attività artistiche, mentoring tra pari e consulenze psicologiche specialistiche. Offrono cioè la possibilità di incontrarsi tra pari, condividere la propria storia e sentirsi nuovamente parte di un mondo vivo.
Conclusione: una nuova identità possibile
Affrontare il cancro da giovani significa spesso perdere una parte della propria identità per poi trovarsi nella necessità di ricostruirla. Questo processo è faticoso, ma anche generativo. Alcuni giovani descrivono l’esperienza oncologica come un punto di svolta che ha permesso loro di ridefinire le priorità, riscoprire valori profondi, cambiare direzione.
La sfida per noi professionisti è offrire ascolto, strumenti e contesti sicuri dove questi processi possano compiersi. Dove l’identità non venga solo protetta, ma anche accompagnata nella sua evoluzione.
Fonti e riferimenti scientifici
- Humanitas Cancer Center – Progetto AYA: Percorso clinico e sociale per giovani adulti
https://www.humanitas.it/news/aya-un-percorso-clinico-sociale-giovani-adulti-affrontano-cancro - State of Mind – Sexual Functioning in adolescenti e giovani adulti sopravvissuti al cancro
https://www.stateofmind.it/2022/10/sexual-functioning-giovani-cancro - Popular Science – Oncologia e psicologia: vita sociale difficile per i pazienti giovani
https://www.popsci.it/oncologia-e-psicologia-vita-sociale-difficile-per-i-pazienti-giovani.html - Tajfel, H. & Turner, J.C. (1979). An integrative theory of intergroup conflict. In W.G. Austin & S. Worchel (Eds.), The social psychology of intergroup relations, Brooks/Cole.
- Zebrack, B. (2011). Psychosocial outcomes and service use among young adults with cancer. Seminars in Oncology Nursing, 27(3), 221–229.
- Haase, J.E., et al. (2014). The resilience in illness model: Developing the “how” of resilience for adolescents and young adults with cancer. Cancer Nursing, 37(1), E1–E12.
