Quando la tv non è spazzatura!
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Al giorno d’oggi, molto spesso si incorre nella cosiddetta “tv spazzatura”, quella tv che invece di infondere negli spettatori (ma soprattutto nella fascia più giovane di popolazione, più fragile e più incline ad assorbire e ad imitare tutto ciò che vede o conosce per la prima volta) valori e principi sani quali il rispetto per l’altro e per il diverso, la gentilezza, l’empatia, il donarsi all’altro, scaglia idee malsane le quali non fanno che generare odio, violenza e aggressività.

attualità contro la tv spazzatura

Esiste una tv alternativa alla tv spazzatura? Il caso di “Un professore”

Anche se si fa sempre più rara, esiste! Penso non soltanto ai documentari culturali di Alberto Angela, ma anche a serie tv. La mia riflessione, infatti, vuole concentrarsi sulla fiction rai “Un professore” in onda su rai 1 in questo periodo.

Può sembrare un argomento banale quello su cui verterà la mia attenzione, ma così non è: seguendo la serie, ho potuto constatare come in ogni puntata venga affrontato un argomento di attualità (il disagio giovanile alla questione; le giovani madri che sono rimaste incinte molto presto e, per via della frequenza scolastica ancora obbligatoria, sono costrette a lasciare i figli ai servizi sociali, naturalmente non senza sofferenza; la violenza sulle donne).

“Un professore”: l’episodio sulla violenza contro le donne

Ieri, 13 dicembre, è andata in onda la puntata composta dagli episodi “Freud: Le figure paterna” e “Kirkegaard: All’interno di questo luogo”. In particolare, nel secondo episodio il protagonista a partire dal concetto di uomo seduttore presente in Kirkegaard (all’interno dell’opera “Diario del seduttore” il filosofo spiega che la seduzione non ha come scopo ultimo il possesso carnale; esso si ritiene raggiunto sotto differenti forme, a volte anche attraverso un saluto. Inoltre, le ragazze devono soffrire a causa delle azioni del seduttore, tanto da trascorrere il resto della loro esistenza “piegate e abbattute”) ha coinvolto gli studenti in una lezione innovativa, sicuramente alternativa alla solita lezione frontale a cui siamo abituati.

Il protagonista che nel film interpreta un professore di filosofia presso il liceo Leonardo Da Vinci di Roma, ha condotto i ragazzi presso il quartiere San Lorenzo di Roma. Perchè proprio qui? In questo quartiere è presente un murales dedicato alle tante, innumerevoli donne rese oggetto e violentate da uomini selvaggi, senza scrupoli e senza un briciolo di umanità (uomo-non umanità sembra un paradosso, ma molto spesso non lo è). Un tema, dunque, di grande riflessione rispetto alla cosiddetta tv spazzatura.

violenza sulle donne

Nello specifico, il murales rappresenta 107 sagome di carta bianche unite per la mano, una catena di figure femminili che non hanno nessun connotato particolare, se non quello della gonna; su ogni sagoma è posta una targa su cui è scritto il nome e la data di nascita e di morte. Il murales è stato realizzato dall’artista aquilano Luca Ximenes, in arte Desx.

Una vittima giovanile

Per ritornare all’episodio menzionato precedentemente, la vittima in questione è una ragazza, allieva del protagonista, frequentante, quindi, il liceo romano Da Vinci. La ragazza da un po’ di tempo conduce una conoscenza (se così si può chiamare) con un ragazzo misterioso, limitata soltanto alla chat.

Nel corso delle conversazioni, quest’ultimo non manca di provocarla con richieste poco eleganti (“fammi vedere cosa hai sotto”, “voglio vederti più scollata”). Arriva il momento fatidico dell’incontro: come prevedibile in questi casi, il ragazzo si è dimostrato una persona molto discutibile, dalle intenzioni alquanto spiacevoli. Egli, infatti, ha condotto con sè la ragazza in auto; in auto, tuttavia, c’erano due suoi amici. I tre spronavano la ragazza a divertirsi in compagnia dell’alcol; intanto iniziavano a toccarla contro la sua volontà. Tutto è finito nel migliore dei modi grazie all’intervento tempestivo del protagonista e di altri amici della ragazza.

violenza sulle donne

Per concludere

L’esempio di questa serie tv fa, dunque, emergere delle riflessioni: l’importanza del dover trattare temi di attualità anche con leggerezza quale può essere quella di una serie tv su rai 1; il dovere da parte delle agenzie educative (quale può essere la scuola) di formare cittadini del domani sulla base di valori autentici, specifici modi di comportarsi e di relazionarsi con l’altro.

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