De.sidera. Questioni di un certo Genere (o più di 1)
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Per De.sidera, rubrica che informa e forma i lettori ai temi inerenti il disagio giovanile, oggi parleremo di identità di genere e di come essa venga percepita da un punto di da un punto di vista psicologico, sociale e istituzionale.

Tra Genere, Sesso e Identità: mille parti di uno solo

Orientamento sessuale” e “identità di genere” sono concetti spesso confusi tra loro. Effettivamente, entrambi afferiscono alla sfera sessuo-socio-affettiva. Partiamo dalle basi:

Il sesso biologico è l’insieme delle caratteristiche sessuali presenti in un individuo; viene assegnato alla nascita e da qui . Esistono il sesso maschile, femminile e intersessuale: quando in una persona coesistono caratteristiche sessuali appartenenti ad entrambi i sessi (che sia una questione cromosomica o anatomica).

identità-di-genere

Il primo è definibile in base alle pulsioni e ai desideri che proviamo nei confronti dell’Altro esterno a noi: l’orientamento sessuale indica l’attrazione romantica, sessuale e romantica (non per forza tutte e 3 insieme) verso un’altra persona: eterosessualità, bisessualità, omosessualità e asessualità (qui un articolo a riguardo pubblicato tempo fa sul blog).

L’identità di genere, secondo il Glossario Inclusivo di Mixed LGBTQIA+ è “la percezione unitaria e persistente di sé stessi come appartenente al genere maschile o al genere femminile o al genere non binario (o tutti in vari gradi o nessuno)”. Quando l’identità coincide con il sesso assegnato alla nascita si parla di persona “cisgender“; se, invece, la propria identità non coincide con il sesso, la persona è “transgender“. Nel momento in cui la persona intraprende un percorso di transizione ormonale di cambio sesso, si definisce “transessuale

L’espressione di genere consiste nell’esteriorizzare la propria identità di genere. Quindi usare un certo tipo di vestiti, avere un determinato aspetto (o averlo fluido). Essendo il genere costruito dalla società in cui viviamo, l’espressione dello stesso è culturalmente e socialmente normata: la mente umana, per ritrovare familiarità nella realtà circostante, ha bisogno di costanti. Una di queste è il rosa per le bambine e l’azzurro per i maschi, la delicatezza per le ragazze e la flemma per i ragazzi, la maternità per le donne e la carriera per gli uomini. A tal proposito di parla di fluidità: la volontà e libertà di potersi esprimere socialmente tramite usi e costumi che vengono tradizionalmente attribuiti a una visione binaria dei generi.

Il genere e l’orientamento sessuale difficilmente si possono “catalogare”, pertanto è utile raffigurarli mentalmente come uno spettro: due poli con maschio/femmina e eterosessuale/omosessuale, e in mezzo varie identità e orientamenti diversi. I poli non sono una “norma”, ma semplicemente due estremi che descrivono un piccolo fazzoletto della realtà sociale.

Per spiegare in maniera semplice ed efficace a bambini e adolescenti Sam Killermann ha progettato “The GenderBread Person“, un simpatico omino di marzapane dall’aspetto sessualmente neutro che ci spiega in parole semplici l’identità sessuale. Potete vedere la quarta e ultima versione del famoso biscotto qui:

Identità di genere, orientamento sessuale, espressione di genere, sesso biologico: tutti questi concetti raffigurati in un omino di marzapane.

Immagine da It’s Pronounced Metrosexual

Dalla Teoria Gender alla realtà dei fatti

Da tutta la teoria inerente i Gender Studies siamo riusciti a comprendere che l’esperienza delle persone è qualcosa di intimo, estremamente personale e che non sempre rientra nella norma legislativa o in quella culturalmente accettata.

Infatti, da anni è emersa una certa e supposta teoria, designata da gruppi omotransfobici come una dottrina LGBT che punta al “lavaggio del cervello” dei più piccoli, vittime dirette della situazione. Queste credenze, insieme a una serie di preconcetti sulla sfera sessuale, determina un clima che si dimostra ancora acerbo verso la sfera sessuo-affettiva, specialmente qui in Italia.

Già dal 2010 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sostenne che l’educazione sessuale sia necessaria sin dalla più tenera a età. Nel 2018 l’UNESCO ha sostenuto che essaconsente a bambini e ragazzi di sviluppare conoscenze, competenze, atteggiamenti e valori che li metteranno in grado di realizzarsi, nel rispetto della loro salute, del loro benessere e della loro dignità”.

In circa 20 paesi dell’Unione Europea l’educazione sessuale è obbligatoria, tra questi: Austria, Portogallo, Grecia e Francia, come pure in Irlanda, Belgio, Olanda, Germania, Svezia, Finlandia e Polonia.

Oltre l’educazione sessuale, si rivela fondamentale anche l’educazione all’affettività: poter formare i bambini e gli adolescenti a percepire, comprendere ciò che provano e come esprimerlo correttamente nella relazione con l’altro. Come definito dalla Città Metropolitana di Bologna, l’educazione all’affettività dev’essere strettamente collegata al genere perché essa possa funzionare come strumento attivo nel contrasto alla violenza di genere.

L’educazione al genere, laddove non si riesce a spiegare neanche la naturalezza della sessualità, sembra essere un’utopia fantastica. Non ci stiamo accorgendo, però, che nel frattempo ci sono generazioni che non riescono a esprimersi per paura di ripercussioni sociali, familiari, psicologiche e fisiche.

The Lancet ha pubblicato vari articoli per indagare le determinanti sociali della mortalità nelle donne trans, tra rischi elevati di contagio da HIV, violenza di genere e tassi di suicidio più alti che nel resto della popolazione.

In generale, nella popolazione LGBTQUIA+ la mortalità è più alta. Terapie di conversione, esclusione sociale, pestaggi programmati, bullismo e cyberbullismo determinano rischi seri per i giovani adolescenti appartenenti a questa comunità: qui le parole e le fonti fornite dallo psichiatria Manlio Converti sul tema.

Sono necessarie azioni serie, strutturate e programmate per il contrasto alla violenza di genere. In Italia facciamo già fatica a stabilire la validità del femminicidio, ma non è possibile fermarsi adesso.

In un mondo iperconnesso, dove le informazioni viaggiano più veloci che i pensieri, gli adolescenti sono esposti a rischi enormi. L’educazione al rispetto dell’altro e alla conoscenza di sé stessi è l’unica vera prevenzione utile in tal senso. I bambini e gli adolescenti vanno tutelati nelle loro diversità e unicità, e non vanno lasciati soli.

Il genere, l’orientamento sessuale, l’espressione di sé stessi non sono contro natura. Sono tutte cose che accadono, che vengono sperimentate, e che non provocano dolo a nessuno se non a chi subisce discriminazione omolesbobitrasnfosbica. Semplicemente per essere: sé stessi. Contro norme definite da società che sono destinate a cambiare e a ricostruirsi dalle fondamenta.

Genere
Immagine da SoloLibri.net

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