Diventare adulti nel 2025: i nuovi emerging adults
Diventare adulti nel 2025: i nuovi emerging adults

Diventare adulti nel 2025: i nuovi emerging adults

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È ancora possibile applicare i vecchi parametri per valutare l’adultità nella società attuale? Ha senso paragonare i percorsi di vita dei nostri genitori, le loro tappe evolutive, con quelli vissuti oggi dai nuovi “giovani adulti”?
In un’epoca in cui è tutto in continuo mutamento, dovremmo forse cambiare il modo in cui pensiamo all’ingresso nel mondo degli adulti.

Nuove definizioni: gli “emerging adults”

giovani adulti

Jeffrey Arnaett ha coniato l’espressione emerging-adults nei primi 2000, andando così a identificare tutta quella fascia di popolazione tra i 18 e i 30 anni, ovvero l’età in cui i giovani sono divisi tra le conquiste universitarie e l’avvio della propria carriera lavorativa, con annessa uscita dal nucleo familiare d’origine. Questa è l’età in cui, inoltre, avviene il delicato passaggio dalle turbolenze e confusioni adolescenziali a un iniziale e timido approccio all’autodefinizione e determinazione.


La precarietà, gli ostacoli e una complessa auto-realizzazione è ciò che contraddistingue maggiormente gli adulti emergenti, i quali tentano appunto di affermarsi compiendo delle scelte ma sono spesso in difficoltà nel portarle a termine o mantenerle a causa dei sempre più crescenti ostacoli che la società odierna, figlia della precarietà lavorativa e anche della vasta possibilità di scelta ed economica, che conduce spesso i giovani a non avere le idee davvero chiare rispetto al proprio percorso di studi e futuro.

Cosa è cambiato

Nel periodo storico in cui ci troviamo, le possibilità di accedere all’istruzione universitaria sono sicuramente maggiori di quelle di un tempo: di conseguenza, se l’adultità dei nostri genitori era caratterizzata dalla maggioranza dei giovani che sceglievano l’emancipazione lavorativa al proseguire gli studi, sia per esigenze personali di svincolo familiare che per esigenze economiche (per cui si diventava adulti già intorno ai 20 anni) oggi assistiamo ad una inversione che comporta oggettivamente uno slittamento dell’età di ingresso all’adultità importante, che si aggira intorno ai 30 anni.

Adulti di ieri e adulti di oggi

Oltre ai cambiamenti economici e societari, a cambiare è stata e continua ad essere l’educazione familiare e l’influenza culturale. In passato, la ricerca su quali costrutti contribuissero a definire l’identità dei giovani si è principalmente concentrata su domini come la religione, la vocazione, l’appartenenza etnica e l’identità di genere (Hasyim, F.F., 2024). Ma oggi che molte tappe evolutive non vengono raggiunte, anche il fatto di non aver raggiunto un pieno senso di sè adulto contribuisce a definire l’identità. Dato quindi che le caratteristiche che fino ad ora hanno definito “l’essere adulto” non possono essere raggiunte, potrebbe essere utile accettare il fatto che, attualmente, i parametri sono cambiati (Sharon, T. 2016).

Le difficoltà che gli attuali adulti emergenti incontrano nel potersi definire ufficialmente adulti, così come la società era abituata a vederli, stanno provocando un ingente aumento ansia, depressione e disturbi alimentari, oltre che un incremento delle difficoltà relazionali e dei conflitti familiari. Un ulteriore fenomeno è rappresentato dai NEET (Not in Education, Employment or Training) sono l’insieme dei ragazzi e delle ragazze che non studiano, non lavorano e non stanno seguendo corsi di formazione di alcun tipo, che in Italia sono circa il 23% (dato riferito al 2022).

Lo scoglio universitario

Il primo grande scoglio da superare sembra essere l’ingresso nell’università: a differenza, infatti, della media OCSE pari al 48%, in Italia uno studente su 2 abbandona l’università prima della laurea. Le difficoltà sono molteplici: spesso gli adulti emergenti fanno fatica a scegliere quale percorso intraprendere, sono in costante competizione con gli altri, soffrono terribilmente il confronto e sono spinti da un’esigenza a emergere ed eccellere a tutti i costi, dinamica che è figlia di una società dove l’apparenza, l’immagine e lo status sociale sono fattori determinanti. E in questo mare di richieste, performatività e alte aspettative, non solo di origine familiare, ma anche di origine sociale, il senso di inadeguatezza dilaga.

università

Esistono diverse realtà, anche online, che possono essere di supporto nello studio e nel fronteggiamento di ogni tipo di difficoltà scolastica o universitaria. Qui in Univox, ad esempio, esiste lo StudentHub, una community digitale aperta a coloro che frequentano la scuola secondaria e l’università pronta a rispondere a qualsiasi esigenza.

Un mare di possibilità e la necessità di una guida (nell’incertezza)

genitori

In questa dimensione di incertezza, dovuta anche alla moltitudine di possibilità di scelta, i giovani adulti sentono di avere il pieno potere di potersi autodefinire, ma anche che tutto quello che ne scaturirà è solo una loro responsabilità. Senza un adeguato supporto nella gestione di questa scelta e nel fronteggiamento delle sue conseguenze, il vissuto sarà quello di smarrimento ma anche di solitudine, fallimento e difficoltà nel pensarsi diversamente e costruirsi altrove.

Un ruolo importantissimo in questo è rivestito dai genitori, il cui compito è sia quello di non sostituirsi ai figli nel processo di scelta e autodeterminazione, evitando quindi di caricare i figli di sentimenti e desideri propri, spesso di rivalsa, sia quello di guida e di fornitori di accettazione incondizionata laddove i figli non riescano a portare a termine “subito” dei risultati. Il ruolo di punto di riferimento assume inoltre ancor più spessore se si pensa che questi “adulti-emergenti” sono un pò più immaturi dei loro predecessori.

Noi, come Univox, cerchiamo di essere un punto di riferimento per genitori e figli con il nostro PuntoPed, uno spazio accogliente dove genitori, bambini, adolescenti e insegnanti possano trovare ascolto, comprensione e soluzioni concrete per affrontare sfide educative, scolastiche o relazionali con l’aiuto di professionisti qualificati.

supporto adulti

Riferimenti:

  • Arnett, J. J. (2000). Emerging adulthood: A theory of development from the late teens through the twenties. American Psychologist, 55(5), 469–480. https://doi.org/10.1037/0003-066X.55.5.469
  • Hasyim, F. F., Setyowibowo, H., & Purba, F. D. (2024). Factors contributing to quarter life crisis on early adulthood: a systematic literature review. Psychology research and behavior management, 1-12.
  • Sharon, T. (2016). Constructing adulthood: Markers of adulthood and well-being among emerging adults. Emerging Adulthood, 4(3), 161-167.

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