Nella società in cui viviamo si predilige ormai un ideale di perfezione, un modello unico da seguire se si vuole raggiungere un determinato obbiettivo. Per questo oggi vi parliamo del metodo Kaizen.
Ogni essere umano vive con la consapevolezza o meglio con la convinzione di dover rispettare uno standard preciso affinché venga accettato e riconosciuto dall’intera comunità. Questo senso di appartenenza e di gratificazione porterà l’individuo a risentire maggiormente il peso dell’essere perfetto entrando in quell’ottica secondo cui ciò che conta essenzialmente è il risultato finale. Di conseguenza non sono concesse pause o errori poiché considerati come un limite, un ostacolo, che blocca la corsa verso il raggiungimento dell’obbiettivo prefissatosi. Ed è qui che riemerge uno dei temi più importanti, il tempo, il peggior nemico di ogni essere umano che, al contempo, se visto da un’altra prospettiva si rivela qualcosa di veramente prezioso

1. La filosofia del metodo Kaizen: perchè è importante saper rallentare
Nella cultura giapponese la dimensione del tempo è intesa in maniera completamente differente per merito della divulgazione del metodo Kaizen.
La filosofia del Kaizen prima di ogni cosa pone l’attenzione al miglioramento di vita del singolo individuo; “Kaizen” significa letteralmente “miglioramento”. Secondo questo approccio affinché si verifichi tale miglioramento è necessario apportare un cambiamento lento, costante e che perdura nel tempo. La velocità, la fretta, agiscono in maniera negativa nella nostra routine quotidiana; si rischia di perdere di vista dei particolari, quei dettagli in cui risiede un valore immenso. Per questo motivo, il metodo Kaizen ripone al centro la lentezza. Imparare a rallentare significa godersi il percorso, osservare i progressi e imparare dagli errori, ottenendo ogni giorno piccoli traguardi importanti.
“Servono millenni per formare le stalattiti, ma nessuno guardandole direbbe mai che sono nate da una piccola goccia d’acqua che da sola appariva insignificante. Quella piccola goccia è la nuova abitudine che accogliamo oggi e quella nuova che ci inventeremo domani.”
dal libro IL PENSIERO GIAPPONESE, viaggio nello stile di vita del Sol Levante di LE YEN MAI
Non dev’essere qualcosa di radicale e immediato, deve poter fare il suo corso seguendo un ritmo graduale e spontaneo; inoltre, potrebbe rivelarsi un’occasione di riflessione e di introspezione per la persona che lo accoglie, un modo per scavare nel proprio Io e ritrovare un equilibrio interiore.
2. La lentezza è un valore aggiunto: Kaizen e Toyota

Nella società odierna, la lentezza è considerata una perdita di tempo. Nessun studente e nessuna studentessa, nessun lavoratore e nessuna lavoratrice, può concedersi di fermarsi, vige un meccanismo secondo cui la velocità coincide con la produttività.
Negli ultimi tempi, però, alcune aziende stanno implementando il metodo Kaizen nel loro modus operandi. Un esempio è l’azienda multinazionale della Toyota che ha adottato alcuni dei principi fondamentali del Kaizen:
- Apportare quotidianamente piccoli miglioramenti, sia dal punto di vista strutturale che da quello economico;
- Circoscrivere l’intervento del team ad un’area specifica;
- Eliminare attività superflue che non portano profitto;
- Rendere le attività più semplici ed accessibili;
- Controllare costantemente per prevenire problematiche future.
Inoltre, l’azienda offre una formazione completa e adeguata al team dei lavoratori avendo premura del loro benessere psico-fisico. Incentivando il lavoratore ad esprimere le sue abilità in modo graduale, concedendogli il tempo necessario per operare, egli stesso si sentirà motivato producendo dei risultati ottimali ed efficaci.
3. Come introdurre la filosofia del Kaizen nella vita di tutti i giorni

Per poter beneficiare di questo approccio e metterlo in pratica nella nostra routine quotidiana è bene seguire alcuni semplici punti chiave che possono facilitare il tutto:
- Aprirsi al cambiamento: ogni momento della giornata può essere una buona occasione per riflettere e rivedere quali aspetti vorremmo modificare, perché non salutare per il nostro organismo. Primo fra tutti è importante cancellare il concetto di velocità a cui siamo abituati.
- Fissare degli obbiettivi semplici e concreti: è necessario stabilire dei micro-obbiettivi in linea con il nostro ritmo, con le nostre capacità e possibilità. Ogni obbiettivo assumerà un valore diverso per ogni individuo, perciò, è importante non mettere a paragone; ciò che per alcuni risulta esser facile per altri potrebbe rivelarsi più difficile e viceversa. Concentrarsi su sé stessi è l’obbiettivo principale.
- Realizzare una scala di priorità: una volta fissata, questa non deve precludere la possibilità di ricercare nuovi propositi e nuove attività che potrebbero concretizzarsi in obbiettivi futuri.
- Segnare i propri successi e gratificarsi: molto spesso diamo per scontato il piccolo traguardo raggiunto, per questo è bene ricordare il suo valore attraverso semplici gesti di cura e amore verso se stessi; una sorta di “premio” che sia un auto regalo, una passeggiata al mare, un’uscita fuori porta con degli amici, un momento intimo, personale, in cui soffermarsi ed esprimere gratificazione per quanto ottenuto.
L’obbiettivo primario è proprio questo, valorizzare e amare se stessi compiendo piccoli passi verso un miglioramento lento, dolce e profondo.
