Forest Bathing, la “medicina verde”
Forest Bathing, la “medicina verde”

Forest Bathing, la “medicina verde”

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Caro lettore, cara lettrice, se vuoi scoprire di più sulla pratica del forest bathing ti invito a dedicarmi qualche minuto del tuo tempo per leggere l’articolo.
Per prima cosa chiudi gli occhi e prova ad immaginare di essere in una foresta. I tuoi sensi vengono avvolti dalla magia del bosco: senti il fruscìo delle foglie, lo scorrere di un corso d’acqua, il cinguettìo degli uccelli, osservi il verde smeraldo che ti abbraccia ed i rami che si muovono armonicamente al ritmo del vento, percepisci il profumo del sottobosco, dell’aria fresca e tocchi delicatamente coi polpastrelli la superficie rugosa di un’antica quercia, seguendone il profilo. Ecco, questo è il cuore del forest bathing.

Origini e significato del forest bathing

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fonte: Freepik

L’origine del forest bathing affonda le proprie radici nella cultura giapponese (non a caso uno dei popoli più longevi al mondo!), infatti il vero nome di questa pratica è shinrin-yoku che significa “immergersi nell’atmosfera della foresta”.

Il termine fu “coniato” all’inizio degli anni ’80 su iniziativa dell’allora Ministro dell’Agricoltura, delle foreste e della pesca Akiyama Tomohide, che varò un programma di salute pubblica con lo scopo di incoraggiare la salute dei cittadini con uno stile di vita sano e di tutelare le foreste e gli ambienti naturali che caratterizzano gran parte del territorio giapponese. Successivamente, a partire dagli anni 2000, iniziarono le prime ricerche per studiare il rapporto tra Natura e Benessere e uno tra più importanti ricercatori e immunologi fu Qing Li, che dimostrò l’impatto altamente positivo dello shinrin-yoku sulla salute e mente umana.

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fonte: Freepik

Il forest-bathing, letteralmente bagno nella foresta, è un’attività nel bosco che prevende un coinvolgimento sensoriale completo. Non è escursionismo, non è sport e nemmeno meditazione in senso stretto, ma è una pratica di connessione consapevole con la natura circostante, che si svolge con lentezza, tranquillità e senza un obiettivo preciso, se non quello di aprirsi all’ambiente che ci accoglie.

Inoltre il forest bathing non richiede una preparazione specifica, per questo è inclusivo e aperto a chiunque. Il principio di fondo è quello di lasciarsi andare alla natura, camminando lentamente, sostando, respirando profondamente. Si possono osservare i giochi di luce tra le foglie, ascoltare il silenzio o i suoni naturali, annusare i fiori, gli alberi, toccare le foglie, i tronchi, magari assaporare anche una tisana preparata con delle erbe locali.

Come si pratica concretamente il forest bathing?

Di per sé il forest bathing non è una pratica complessa, ma per le prime volte sarebbe consigliato essere accompagnatə da unə espertə che conosce la respirazione consapevole, oltre a pratiche di rilassamento. Ecco alcuni accorgimenti per provare questa esperienza unica e benefica:

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fonte: Freepik
  • Scegliere il luogo giusto: un bosco, una foresta, un parco, l’importante è che sia lontano dall’inquinamento acustico della città e che la natura faccia da padrona;
  • Allontanare le distrazioni: via telefoni e dispositivi elettronici, è fondamentale essere presenti nel qui ed ora;
  • Ascoltarsi: possiamo camminare, purché il nostro sia un passo lento (non abbiamo una meta) oppure possiamo scegliere di fermarci, sostare e appoggiarsi a un masso o un tronco;
  • Usare i nostri sensi: immergersi a 360° nella pratica del forest bathing significa servirsi di tutti i nostri sensi, quindi è importante osservare forme, colori, ombre, ascoltare il silenzio e i rumori della natura, tastare le varie superfici, inspirare profondamente per raccogliere tutti gli odori e i profumi che il bosco ci regala ed eventualmente assaggiare frutti o bacche (per questo sarebbe preferibile essere indirizzatə da una guida che indichi oltre al cammino, quali specie siano commestibili e quindi non dannose per l’organismo);
  • Non-giudizio e gratitudine: è importante, nel momento in cui si è immersi nella pratica del forest bathing, non pensare a come si stia facendo, è importante farlo e basta, non c’è giusto o sbagliato. Infine, praticare la gratitudine ci permette di rafforzare il legame con la natura, vivendo appieno il momento presente.

Per praticare il forest bathing occorre un po’ di tempo: diversi studi condotti da esperti medici giapponesi dicono che l’ideale sarebbe trascorrere 10-12 ore nel bosco nell’arco di 3 giorni consecutivi, con singole sessioni di almeno 2-3 ore per ottenere i cambiamenti fisiologici di cui parlavamo prima. In alternativa, con meno tempo a disposizione, si hanno benefici evidenti anche con una singola “sessione” di forest bathing di 3-4 ore, alternando la passeggiata a momenti di relax, contemplazione della natura, consapevolezza e respirazione (importante per assorbire tutte le sostanze benefiche).

I benefici del forest bathing

Il forest bathing può inizialmente sembrare un’attività “esoterica”, ma molti dei suoi benefici hanno effetti misurabili sul benessere fisico e psicologico, che sono riconosciuti scientificamente (da studi condotti nelle università più prestigiose al mondo). Tra i numerosi vantaggi, quelli più evidenti includono:

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fonte: Freepik
  • Riduzione del cortisolo, (l’ormone dello stress), dei livelli di ansia, di depressione, della pressione sanguigna, del livello di glucosio e degli elementi ossidanti nel sangue;
  • Miglioramento del sonno, ma anche della concentrazione e della memoria;
  • Stimolazione e rafforzamento del sistema immunitario, grazie ai fitoncidi e ai monoterpeni, sostanze rilasciate dagli alberi;
  • Aumento del senso di calma e benessere interiore, infatti il corpo si rilassa e le persone sono più serene, più presenti, più in armonia con sé, con gli altri e con l’ambiente.

Nel mondo frenetico e iper-connesso in cui viviamo, spesso ci troviamo a fare i conti con una vita dai ritmi insostenibili. Inoltre le pressioni sociali, lavorative, universitarie, l’ansia da prestazione e la performatività ci disconnettono dallə altrə da noi stessə, creando un malessere psicologico da non sottovalutare. Il forest bathing può essere dunque un “antidoto” naturale ed accessibile a chiunque, perché è una pratica gratuita, lenta, inclusiva e profondamente rigenerante, ma è anche un modo per ritrovare un rapporto di autenticità con l’ambiente, sviluppando anche una consapevolezza ecologica.

Dove fare forest bathing?

Il forest bathing può essere praticato in qualsiasi luogo naturale che possa regalarci un po’ di pace e tranquillità, lontano da inquinamento atmosferico e acustico. Se però siamo fortunatə e viviamo in una zona con molto verde intorno, allora è consigliato prediligere gli spazi naturali con arbusti che emettono grandi quantità di sostanze benefiche per il nostro organismo (in particolare i monoterpeni, componenti degli oli essenziali emessi da alcune piante). Questi alberi sono l’abete rosso, il pino silvestre, il larice e il faggio: un bosco con una flora rigogliosa è una garanzia di efficacia per il forest bathing. Qua, sul sito ufficiale del forest bathing, potrete trovare una sezione dedicata ai luoghi consigliati per immergersi nella foresta.

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Nel momento in cui ci troviamo immersi nel bagno di foresta, possiamo sperimentare una curiosa pratica, non molto diffusa in Italia, ma nel resto del mondo molto di più: il tree-hugging. Abbracciare letteralmente un albero può significare creare un legame ancora più forte con la natura ed entrare completamente in connessione con essa, facendo interagire la nostra energia con quella della foresta. Nonostante possa sembrare inizialmente strano e imbarazzante, può rivelarsi un’esperienza unica. Possiamo iniziare sfiorando la corteccia dell’albero, osservando la sua maestosità, annusando il suo odore, appoggiandoci col nostro corpo ad esso e se ci andrà, abbandonandoci ad un abbraccio.

Differenza tra forest bathing e forest therapy

Fino ad adesso abbiamo approfondito il significato di forest bathing, soffermandoci sui benefici che questa pratica può regalare. Esiste però un’altra espressione che è forest therapy (è addirittura un marchio registrato: JFTS, Japanese Forest Teraphy Society), che invece indica una terapia naturale senza medicine introdotta dall’immunologo Qing Li, presidente della società giapponese di Medicina Forestale.

La forest therapy è una vera terapia medica riservata alle persone affette da precise patologie diagnosticate da un medico e in alcuni stati del mondo è prescritta dalla medicina nazionale. Al contrario, in Italia, questa terapia naturale non è riconosciuta dal SSN, ma è solo praticata come terapia di supporto a cure mediche e fisioterapiche. Per documentarvi meglio quest’ultimo argomento potete leggere l’approfondimento sul sito Forest Therapy Hub.

Da grande amante della natura, questo articolo mi sta molto a cuore, soprattutto in un’epoca dove tutto ci corre attorno freneticamente e siamo bombardati da richieste e stimoli da parte della società: siamo iper-connessi col mondo, ma troppo poco con noi stessə.
Dunque la pratica del forest bathing ci invita a rallentare, respirare e ritrovare un contatto autentico con la Natura e con il nostro Sé più profondo, aprendoci a uno stile di vita sano e più in equilibrio col mondo.

È una semplice attività che non richiede esperienza, ma solo voglia di mettersi in gioco concedendosi la possibilità di essere sorpresə. Inoltre è un modo per riscoprire qualcosa di così “banale” ma anche così straordinario che abbiamo sempre avuto vicino: gli alberi, la luce che filtra tra i rami, il rumore di un ruscello, l’aria frizzantina.

Forse per ritrovare la strada e soprattutto ritrovarsi, spesso è sufficiente fermarsi, stare nel momento, cogliendo la meraviglia di ciò che ci circonda.

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