L’arte della Perseveranza: il migliore tra i buoni propositi del 2026
L’arte della Perseveranza: il migliore tra i buoni propositi del 2026

L’arte della Perseveranza: il migliore tra i buoni propositi del 2026

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I tre elementi essenziali per ottenere qualsiasi cosa valga la pena avere sono; primo, duro lavoro, secondo, persistenza, e terzo, buonsenso.
T. A. Edison

Cosa si intende per perseveranza? E perché può essere così importante per determinare il valore che diamo a noi stessi?

L’epoca moderna è, ormai chiaramente, intrisa di una spasmodica e cieca corsa al successo e all’emersione del singolo individuo dalla moltitudine, anche senza un particolare talento o merito etico, morale, intellettuale. In un precedente articolo si è già parlato di come oggigiorno sia importante la produttività nella definizione di sè, e quanto ci sia un processo di identificazione con ciò che si realizza.

Appare chiaro che vi siano spesso motivazioni estrinseche alla base dell’impegno nel raggiungimento di un’obiettivo o scopo, come l’ottenimento di prestigio e riconoscimento dagli altri, piuttosto che motivazioni intrinseche, come la pura soddisfazione di sè. Eppure, nel nostro piccolo, possiamo cercare di impiegare tempo e risorse per il solo gusto di riuscire in un qualcosa di cui, forse, potremo essere unici spettatori. E di farlo, quindi, solo e soltanto per noi stessi. Questo impegno non può prescindere dalla perseveranza.

Dal latino “perseverantia”: costanza e fermezza nel perseguire i proprî scopi o nel tener fede ai proprî propositi, nel proseguire sulla via intrapresa o nella condotta scelta.
(Treccani )

I famosissimi “buoni propositi”

lista di propositi

Chi di noi non ha iniziato l’anno nuovo stilando una lista più o meno lunga dei cosiddetti “Buoni propositi”? Potrebbe essere vista come una moda, come una tradizione, ma anche come un’attività intima e realmente sentita, che ciascuno di noi svolge magari per darsi una nuova spinta vitale, per rinvigorire lo spirito d’iniziativa e generare un cambiamento nella monotonia. Oppure semplicemente per recuperare o acquisire vecchie e nuove competente e passioni.
Minimo comune denominatore di tutti questi propositi è proprio la perseveranza: l’impegno costante nel perseguirli, nel tenervi fede, nel realizzarli. Siano essi piccoli o grandi imprese.

Va valutata però una piccola postilla: i buoni propositi, così come la perseveranza, non indicano qualcosa da realizzarsi nell’immediatezza, e che deve rimandare ad una frustrazione e sentimenti di insoddisfazione e insuccesso alla prima battuta d’arresto.

Sono entrambi, in realtà, sinonimi di costanza e tempo a “lungo termine“: per fare un esempio, iniziare la palestra è solo un piccolo primissimo step di tanti altri che susseguiranno, in realtà, nell’obiettivo più grande che potrebbe essere “stare meglio col proprio corpo” o “acquisire massa muscolare” o ancora “avere un posto in cui sfogare lo stress”.

Perseverare significa stare, sostare nel proprio intento, ma con i tempi e le modalità che sono utili e necessarie in ogni singolo momento, e che possono essere sempre differenti, perché dipendono dalle nostre uniche singolarità e dalle vicissitudini che ci accompagnano quotidianamente e che possono farci rallentare, velocizzare, avere una battuta d’arresto.

La perseveranza applicata al quotidiano: l’aneddoto del guanto

è possibile applicare l’arte della perseveranza, questa capacità straordinaria ed ecomiabile alle piccole esperienze quotidiane, tale da creare dal nulla e senza aver prodotto grandi risultati un motivo per essere fieri di noi e aumentare la nostra autostima?
Ho scoperto che la risposta è si, e tale risposta mi è arrivata da una semplicissima riflessione che ho prodotto grazie ad una “insignificante” questione che mi ha vista protagonista qualche giorno fa, mentre tornavo a casa, camminando da una giornata di lavoro in studio. Vorrei condividerla perchè, nella piccolezza di tale vicissitudine esiste, a mio parere, un potere enorme:

Le grandi imprese vengono eseguite non con la forza ma con la perseveranza.
S. Jhonson

fretta

In una prima mattina qualunque mi sono accorta, nel tragitto verso la mia stanza dove svolgo il mio lavoro di psicologa, di aver perso uno dei miei due guanti neri, divenuti indispensabili nelle ultime giornate invernali baresi, dalle temperature stranamente glaciali. Li avevo in tasca, appallottolati, e molto probabilmente in uno dei momenti in cui avevo sfilato il cellulare dalla medesima tasca, uno dei due era stato inavvertitamente tirato via, e l’avevo probabilmente perso per strada.

Ma era tardi. E non avevo il tempo di perseverare nel mio proposito di tornare sui miei passi e cercarlo per strada. Così ho continuato con la mia giornata: sono arrivata in studio e mi sono dedicata ai miei pazienti, con il fermo obiettivo che, sulla via del ritorno, mi sarei impegnata strenuamente nel tentativo di ritrovarlo.

Nei pressi del punto in cui mi ero accorta di averlo perso, ho cominciato a camminare con lo sguardo fisso in terra, cercando si scorgere il nero in ogni anfratto. Dopo 5 minuti e due isolati, stavo perdendo mordente e speranza. Ma è stato proprio lì, in quel momento, che l’ho visto: nascosto, poco fuori dal marciapiede, accanto alla ruota di un’auto parcheggiata.

Non so spiegare o quantificare esattamente la gioia e la soddisfazione provate nel momento in cui l’ho raccolto e stretto nella mano. Quello che so, e che quel piccolo e insignificante atto di fiducia e, soprattutto, perseveranza, mi ha resa felice e tanto orgogliosa di me. In una frazione di secondi, la mia autostima è schizzata in alto, il mio cuore ha accelerato i battiti, e la mia mente ha iniziato a sussurrarmi pensieri fatti di parole tanto gentili e incoraggianti.

perseveranza

Ho fatto questa cosa per me, solo ed esclusivamente per me, ed è stato potente. Allora ho preso una decisione: ho promesso a me stessa che avrei continuato a perseverare. Ad ogni occasione possibile. E ho trovato, nella semplicità di questo evento, una consapevolezza enorme, uno strumento per lavorare sulla mia autostima, e anche il mio unico proposito per questo nuovo anno.
Che sia qualcosa a cui tutti noi possiamo aspirare? Non lo so, ma me lo auguro.

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