De.sidera. Dismorfismo in adolescenza: l’intervento di Alessia De Michele
De.sidera. Dismorfismo in adolescenza: l’intervento di Alessia De Michele

De.sidera. Dismorfismo in adolescenza: l’intervento di Alessia De Michele

Condividici

Il dismorfismo corporeo è oggi uno dei temi più discussi – ma anche sottostimati – del disagio psicofisico giovanile. Infatti, è soprattutto in adolescenza che inizi a svilupparsi questa ombra, il timore di non rispondere con il proprio corpo ai canoni socialmente accolti anche a livello mediatico, causando spesso vere proprie fobie e disturbi d’ansia fino all’insorgere di psicopatologie.

dismorfismo
Fonte: Pexels

Spesso la si reputa una paura futile, una mera ricerca di attenzioni e di complimenti che presumibilmente mancano nel quotidiano: in realtà, come ogni questione che riguarda il nostro corpo e la nostra mente, è una questione decisamente molto più complicata.

Oggi la nostra rubrica De.sidera ha scelto di trattare questo argomento: il dismorfismo è uno dei molteplici specchi del disagio giovanile e le sofferenze che si nascondono dietro questo concetto sono immense e spesso strazianti. Oggi ne parliamo anche con Alessia De Michele, personal trainer qualificata e collaboratrice di Univox, la nostra associazione.

Cos’è il dismorfismo?

Il termine dismorfia deriva dal connubio di due parole greche e delinea una deformità, un’anomalia della forma o delle dimensioni di una parte del corpo. Il dismorfismo corporeo – o disturbo da dismorfismo corporeo – è considerato un vero e proprio disturbo mentale: è caratterizzato da una variabile preoccupazione nei confronti di difetti percepiti nell’aspetto fisico che tuttavia non sono evidenti o sembrano lievi ad altre persone.

Fonte: Pexels

Per essere definita tale, questa condizione deve causare una sofferenza clinicamente significativa, se non compromettente per il benessere psicofisico. Spesso accade che i soggetti affetti da dismorfismo corporeo tendano a svolgere anche comportamenti ripetitivi ed eccessivi, come il controllo allo specchio – oggi sui social noto come check -, in risposta alla preoccupazione per come si presenti aspetto fisico.

I campanelli d’allarme

La sintomatologia del dismorfismo corporeo può iniziare lentamente o insorgere improvvisamente. Occorre prestare attenzione ad alcuni campanelli d’allarme, che includono:

  • Trascorrere molte ore al giorno preoccupandosi dei difetti del corpo percepiti
  • Controllare costantemente il proprio aspetto allo specchio
  • Cura del proprio aspetto o stuzzicamento della pelle costanti, eccessivi
  • Convinzione che il proprio aspetto attiri l’attenzione, in modo negativo, degli altri o sia oggetto di derisione
  • Richiesta di frequenti interventi di chirurgia plastica con poca soddisfazione riguardo al risultato
  • Evitamento delle situazioni sociali, in modo da non essere visti dagli altri
  • Preoccupazione per il proprio aspetto tale che causi grande disagio o problemi nella propria vita sociale, lavorativa o scolastica, o in altre aree 

La parte del corpo su cui ci si concentra può anche cambiare nel tempo, ma quelle in cui tendenzialmente ci si concentra di più sono viso e cute, capelli, dimensione e tono muscolare.

La dismorfofobia nell’adolescenza: l’influenza dei social

Fonte Pexels

Come si legge in un articolo IPSCO, l’Istituto di Psicologia e Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva, alcuni studi recenti hanno dimostrato che in Italia la maggior parte dei ragazzi tra i 14 ed i 17 anni ritiene l’esser in sovrappeso come la causa più frequente di prese in giro ed umiliazioni, mentre un’indagine internazionale rivela che ben 6 ragazze su 10 evitano di andar dal medico e/o di far sport perché non vogliono mostrarsi né spogliarsi di fronte ad altre persone; solo il 3%, infatti, si ritiene di bell’aspetto e, come detto sopra, la preoccupazione più grande è il peso.

Ciò che tende ad angosciare le ragazze è soprattutto la dimensione di alcune parti del corpo, come il seno, mentre i complessi maschili riguardano principalmente la struttura fisica, come altezza e presenza di muscoli, considerati attributi virili a differenza di un fisico mingherlino o appesantito.

Nella fase dell’adolescenza, i giovani allo specchio scorgono una moltitudine di difetti, spesso considerabili non così vigorosi come vengono descritti. Si tratta chiaramente di un atteggiamento tipico della loro età e del difficile momento di vita e di sviluppo che stanno attraversando, caratterizzato da incertezza, paure, ribellione ed ambivalenza tra autonomia e sicurezza.

Da un lato vorrebbero esser accettati per come sono, in quanto odiano le discriminazioni e non hanno pregiudizi nei confronti del diverso, dall’altro fanno di tutto per omologarsi ed uguagliare i loro coetanei o gli attuali modelli di riferimento, come attori, cantanti, personaggi tv dal fisico perfetto. Indiscutibile è la forte influenza mediatica, a partire dalle immagini ritoccate e dai filtri divenuti indispensabili per piattaforme come Instagram e TikTok.

Fin dall’infanzia, infatti, si tende a valutare la nostra immagine in base a due criteri: l’osservazione di sé ed i giudizi esterni; tutto ciò viene travisato nella pubertà, quando il confronto con i pari ed i commenti altrui assumono un ruolo predominante, arrivando ad offuscare e deformare la propria immagine reale, già di per sé difficile da definire a questa età in quanto il corpo è soggetto a cambiamenti continui.

Le parole di Alessia De Michele

Al nostro fianco oggi c’è Alessia De Michele, valida professionista nell’ambito del Personal Coaching in presenza e online con un approccio mindful. Come ci racconta spesso da nostra collaboratrice, l’esigenza del cliente è una priorità e merita di essere accolta e curata con dedizione e impegno: ogni corpo è unico e il quadro valutativo è dinamico.

Alessia De Michele

Ti è mai capitato da professionista di avere clienti che avevo problemi di dismorfismo corporeo?

Sì, mi è capitato e posso affermare che, nell’ambito delle competizioni sportive Bodybuilding, la patologia è molto diffusa. Ma non solo! Anche chi non si allena con un obiettivo agonistico può soffrire di questa patologia e riguarda sia uomini che donne.

Quanto pensi possa essere invalidante per la singola persona a livello sportivo la presenza della componente di dismorfismo?

L’esercizio fisico associato al dismorfismo è eccessivo e compulsivo, dunque differente dall’esercizio salutare: chi soffre di dismorfismo corporeo si esercita compulsivamente al fine di aumentare la massa muscolare o risolvere una reazione fisiologica, ma l’immagine che vede allo specchio non è mai soddisfacente! Questo aspetto può essere deleterio nel tempo inducendo, il soggetto che ne soffre, a sottoporsi ad allenamenti estenuanti, diete fai da te e incongrue, abuso di integratori e addirittura steroidi.

Che consigli proporresti ad una persona che soffre di dismorfismo?

Il primo consiglio che mi sento di dare è sicuramente quello di diagnosticare al più presto la patologia e affidarsi esclusivamente a figure mediche specializzate (psicoterapeuta e, in alcuni casi, psichiatri e neurologi). Il ruolo del Personal Trainer è fondamentale per aiutare tali professionisti nella risoluzione del problema osservando il cliente e ponendogli alcune domande specifiche tramite anamnesi.

Inoltre, la sinergia tra professionisti del settore fitness e figure mediche consente un percorso di guarigione sano, accompagnando il paziente per mano a piccoli passi. Lo farà sentire al sicuro, protetto e SOPRATTUTTO non giudicato, bensì compreso! Non dimentichiamo che il disformismo muscolare può provocare ansia, anche cronica, e le preoccupazioni che ne conseguono portano ad un disturbo della funzionalità sociale cioè grande difficoltà nelle relazioni sociali.

close

Teniamoci in contatto!

Iscriviti alla nostra newsletter, cercheremo di darti un abbraccio virtuale e farti sentire meglio, quando ne avrai il bisogno.

Non inviamo spam!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *